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  <title>Ima no Kimochi</title>
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  <description>Ima no Kimochi - LiveJournal.com</description>
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    <title>Ima no Kimochi</title>
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  <pubDate>Tue, 22 Dec 2009 22:21:33 GMT</pubDate>
  <title>[Axis Power Hetalia] Ultima risorsa</title>
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  <description>&lt;b&gt;Titolo&lt;/b&gt;: Ultima risorsa&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Rating&lt;/b&gt;: PG&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Genere&lt;/b&gt;: fluff&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Challenge&lt;/b&gt;: &lt;a href=&quot;http://michiru-kaiou7.livejournal.com/135159.html&quot;&gt;Calendario dell&apos;avvento, giorno 22&lt;/a&gt; di &lt;span class=&apos;ljuser ljuser-name_michiru_kaiou7&apos; lj:user=&apos;michiru_kaiou7&apos; style=&apos;white-space: nowrap;&apos;&gt;&lt;a href=&apos;http://michiru-kaiou7.livejournal.com/profile&apos;&gt;&lt;img src=&apos;http://l-stat.livejournal.com/img/userinfo.gif&apos; alt=&apos;[info]&apos; width=&apos;17&apos; height=&apos;17&apos; style=&apos;vertical-align: bottom; border: 0; padding-right: 1px;&apos; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href=&apos;http://michiru-kaiou7.livejournal.com/&apos;&gt;&lt;b&gt;michiru_kaiou7&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt; : Ridursi all&apos;ultimo momento con i regali&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Parole&lt;/b&gt;: 421 (W)&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Disclaimer&lt;/b&gt;: di Hidekaz Himaruya.&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Avvertimenti&lt;/b&gt;: E&apos; Axis Powers Hetalia. Se vi potete ritenere offesi dall&apos;idea, non leggete, grazie^^. Inoltre, sottinteso shonen-ai.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a name=&quot;cutid1&quot;&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;“E poi siamo rimasti completamente bloccati per via della neve. Il centro non era agibile e non c’è stato verso di arrivarci per due giorni; suppongo di aver avuto fortuna a riuscire a raggiungere l’aeroporto, almeno.”&lt;br /&gt;Francia mescolò distrattamente la zuppa, annuendo, mentre le parole di Canada gli entravano da un orecchio e uscivano dall’altro; il ragazzo sembrava molto agitato, per cui lo lasciava sfogare, ma sapeva per esperienza che era meglio non badargli troppo, quando iniziava una delle sue tirate. &lt;br /&gt;“Poi pensavo di prendere qualcosa al Duty Free, ma erano a corto di rifornimenti, pareva fosse passato uno sciame di cavallette, e alla fine ho trovato solamente delle bottiglie di sciroppo d’acero. Quindi ho pensato che avrei potuto portarti due di quelle, intanto, e poi raccattare qualcosa qui a Parigi, non so, uno di quei vini che ti piacciono tanto…”&lt;br /&gt;“Raccattare”? Francia sospirò. Il francese di Canada peggiorava ogni giorno di più.&lt;br /&gt;“Ma poi un cretino mi è venuto addosso e mi ha fatto mollare per terra il sacchetto e le bottiglie sono andate a farsi benedire! E quando sono arrivato qui, Parigi era un caos totale, ci avrei impiegato tre giorni a raggiungere un negozio, per cui sono venuto direttamente a casa tua.”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Canada concluse il proprio discorso quasi ansando, rosso in volto per lo sforzo.&lt;br /&gt;“Mi dispiace, non avrei dovuto lasciare per ultima la ricerca di un regalo.” borbottò, come se avesse appena concluso una dimostrazione matematica e questo fosse il risultato.&lt;br /&gt;“Non fa nulla, Canada. Non ti preoccupare.” rispose Francia, continuando a mescolare la zuppa. “Basta che ti calmi, &lt;i&gt;chou&lt;/i&gt;.” pensò, sopprimendo un altro sospiro. &lt;br /&gt;“Era impensabile arrivare senza regalo.” sbottò Canada di risposta, per nulla tranquillizzato. “Per cui…” &lt;br /&gt;La Nazione smise di parlare facendo un gesto deciso con la mano. Francia, stupito, alzò gli occhi dalla zuppa, rendendosi conto che Canada stava agitando un fiocco di plastica che aveva attorno al collo, e si stava irritando perché lui non lo stava guardando con la dovuta attenzione; attaccato, si poteva vedere un cartellino su cui stava scarabocchiato ‘&lt;i&gt;France&lt;/i&gt;’.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Realizzando quello che Canada gli stava dicendo, questa volta alcuna parola, Francia appoggiò lentamente il mestolo sul ripiano, per poi spegnere il gas con un gesto controllato, il tutto senza mai staccare gli occhi dall’altra Nazione, che ora si stava innervosendo ancora di più.&lt;br /&gt;Francia sorrise.&lt;br /&gt;“Suppongo che la zuppa possa aspettare, visto il bel dono che mi hai portato.” disse, prendendo il fiocco fra le dita e sciogliendolo. “Sarebbe un peccato lasciarlo incartato ancora a lungo, non trovi?” </description>
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  <pubDate>Mon, 21 Dec 2009 22:01:25 GMT</pubDate>
  <title>[Axis Powers Hetalia] T&apos;was grace</title>
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  <description>&lt;b&gt;Titolo&lt;/b&gt;: T&apos;was grace&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Rating&lt;/b&gt;: G&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Genere&lt;/b&gt;: fluff&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Challenge&lt;/b&gt;: &lt;a href=&quot;http://michiru-kaiou7.livejournal.com/134869.html&quot;&gt;Calendario dell&apos;avvento, giorno 21&lt;/a&gt; di &lt;span class=&apos;ljuser ljuser-name_michiru_kaiou7&apos; lj:user=&apos;michiru_kaiou7&apos; style=&apos;white-space: nowrap;&apos;&gt;&lt;a href=&apos;http://michiru-kaiou7.livejournal.com/profile&apos;&gt;&lt;img src=&apos;http://l-stat.livejournal.com/img/userinfo.gif&apos; alt=&apos;[info]&apos; width=&apos;17&apos; height=&apos;17&apos; style=&apos;vertical-align: bottom; border: 0; padding-right: 1px;&apos; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href=&apos;http://michiru-kaiou7.livejournal.com/&apos;&gt;&lt;b&gt;michiru_kaiou7&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;  : &quot;Ricorda: se non riesci a trovare il Natale nel tuo cuore, non potrai trovarlo sicuramente sotto un albero&quot;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Parole&lt;/b&gt;: 193 (W)&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Disclaimer&lt;/b&gt;: di Hidekaz Himaruya.&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Avvertimenti&lt;/b&gt;: E&apos; Axis Powers Hetalia. Se vi potete ritenere offesi dall&apos;idea, non leggete, grazie^^.&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Note&lt;/b&gt;: dopo la rivoluzione americana, il festeggiamento del Natale perse popolarità, perché era visto come una festa inglese (e legata alle tradizioni precristiane) [&lt;a href=&quot;http://en.wikipedia.org/wiki/Christmas&quot;&gt;fonte&lt;/a&gt;]. Pare che uno dei primi canti di Natale composti fosse &quot;The Boar&apos;s Head&quot; [&lt;a href=&quot;http://en.wikipedia.org/wiki/Christmas_carol#Early_carols&quot;&gt;fonte&lt;/a&gt;]. Titolo da &quot;Amazing Grace&quot; (nel particolare, ascoltavo &lt;a href=&quot;http://www.youtube.com/watch?v=iT88jBAoVIM&quot;&gt;questa&lt;/a&gt; versione ^^).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a name=&quot;cutid1&quot;&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;America rientrò in casa, battendosi le mani sulle braccia, per cercare di scaldarsi. La temperatura era scesa di molto, nell’ultima settimana, e quel giorno finalmente aveva cominciato a nevicare.&lt;br /&gt;Continuando a muoversi davanti al camino, la Nazione guardò fuori dalla finestra, per ammirare lo spettacolo delle colline che lentamente si imbiancavano.&lt;br /&gt;La visione portò un sorriso sulle sue labbra e lui non poté fare a meno di rallegrarsi, nonostante il freddo; smise di saltellare e si chinò a prendere altra legna per il fuoco, iniziando a fischiettare &lt;i&gt;The Boar&apos;s Head&lt;/i&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quando rialzò lo sguardo, si accorse improvvisamente che non c’era alcuna decorazione sul caminetto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per poco non si morse la lingua dall’irritazione, quando si rese conto di cosa aveva pensato. Ovvio che non ci fosse nessuna decorazione: non c’era nulla da festeggiare e quello era un giorno come tutti gli altri. &lt;br /&gt;Il Natale era una festa per inglesi, e lui non era una colonia inglese, signornò signore, grazie lo stesso.&lt;br /&gt;E comunque lui non aveva alcuna voglia di festeggiarlo, pensò, sbattendo due rami nel fuoco con più forza di ciò che era strettamente necessario, e nessuna decorazione ridicola sarebbe riuscita a fargliela venire.&lt;br /&gt;</description>
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  <category>prompt: meme</category>
  <category>2009</category>
  <category>challenge: calendario dell&apos;avvento</category>
  <category>personaggio: america</category>
  <category>serie: axis powers hetalia</category>
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  <pubDate>Sun, 20 Dec 2009 22:19:15 GMT</pubDate>
  <title>[Axis Power Hetalia] Laissez parler, les p&apos;tits papiers (3/3)</title>
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  <description>&lt;b&gt;Titolo&lt;/b&gt;: Laissez parler, les p&apos;tits papiers (3/3)&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Avvertimenti&lt;/b&gt;: E&apos; Axis Powers Hetalia. Se vi potete ritenere offesi dall&apos;idea, non leggete, grazie^^. Le opinioni dei personaggi non rispecchiano necessariamente quelle dell&apos;autrice. Inoltre AU, linguaggio scurrile e yaoi (m/m) con scene esplicite.&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Specchietto informativo e prima parte&lt;/b&gt;: &lt;a href=&quot;http://imanokimochi.livejournal.com/79352.html&quot;&gt;qui&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Seconda parte&lt;/b&gt;: &lt;a href=&quot;http://imanokimochi.livejournal.com/79491.html&quot;&gt;qui&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a name=&quot;cutid1&quot;&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;“Hai preso tutto?”&lt;br /&gt;America rise, senza degnarsi di rispondere, mentre finiva di infilare le cose alla rinfusa nel proprio zaino.&lt;br /&gt;“L’Italia è a pezzi, per cui vedi di non perderci troppo tempo. Bombarda lo stretto necessario, se possibile offri loro una via d’uscita facile; vedi di non impantanarti nella penisola, che ci servirai sul fronte francese, quando att…”&lt;br /&gt;America si voltò verso Inghilterra e gli fece un &lt;i&gt;thumbs up&lt;/i&gt;. “Sono o non sono un eroe?”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Francia, a qualche passo dai due, sbadigliò, cercando di nascondere la propria irritazione. Ci doveva essere una ragione per cui Inghilterra l’aveva trascinato a vedere gli ultimi preparativi di America, ma in quel momento non se la ricordava proprio. Osservò, con gli occhi socchiusi e pieni di lacrime per la stanchezza, il discorso fra i due intensificarsi fino a diventare un’orribile baraonda di risate e strilli rabbiosi. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“E’ tutto sotto controllo!” esclamò America, smettendo finalmente di ridere come una iena e sbattendo con malagrazia una mano sulla spalla di Inghilterra. “Devo andare adesso, il dovere mi chiama; voi rimanete pure qui a riposarvi, avete anche una certa età.”&lt;br /&gt;“Che cosa?!” ruggì Inghilterra, e Francia non poté fare a meno di chiedersi come riuscisse a prendersela ogni volta; non si stancava mai? &lt;br /&gt;“Che diavolo dici, bastardo!”&lt;br /&gt;Evidentemente no.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Mi raccomando…” disse America, rivolto ad Inghilterra ma ignorando completamente gli insulti che gli stava urlando contro. “Sbrigati a liberarti di quella spina nel fianco.” concluse, accennando con la testa a Francia, a cui, passando, fece un saluto con la mano.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La Nazione rimase congelata sul posto, mentre Inghilterra continuava a strillare, anche se America se n’era andato da un pezzo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Quanto… Quanto sa America della storia del mio boss?” chiese Francia, senza riuscire a staccare gli occhi dalla porta.&lt;br /&gt;“Ma che ne so io?!” sbottò Inghilterra, alzando le mani al cielo. “Non ho idea di come faccia quell’idiota ad essere ancora vivo, vista tutta la sua stupidità! Scommetto che non ha ascoltato un’unica parola di quello che ho detto!”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Francia deglutì, ma non riuscì comunque a cancellare l’orribile sapore che aveva in bocca.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;¤¤¤&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non poteva levarsi dalla testa il sorriso di America.&lt;br /&gt;Conosceva abbastanza bene quella Nazione da rendersi conto che, se a volte sorrideva perché era felice, erano molto più numerose le occasioni in cui lo faceva per motivi completamente diversi. America era sicuro di se stesso, America non si faceva problemi, America non lo poteva sopportare e probabilmente America in quello stesso momento stava progettando di come liberarsi di lui, in ogni campo in cui lo riteneva pericoloso. Facendo due conti, Francia concluse che l’unico settore in cui non stava rischiando nulla era l’alta moda.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Inghilterra, chiaramente, l’avrebbe lasciato fare. &lt;br /&gt;Francia sentiva, sotto sotto, che in un certo senso la loro epoca d’oro era finita: le colonie, visto l’aiuto dato durante la guerra, avrebbero chiesto sempre più autonomia; l’economia, che aveva già sofferto parecchio negli anni precedenti, era allo sfascio; il loro territorio stesso era stato distrutto. Ci sarebbero voluti anni per riprendersi e, probabilmente, nulla sarebbe stato più come prima.&lt;br /&gt;America, soprattutto, sembrava aver deciso che intervenire nel Vecchio Continente ed in Asia non era poi così male, Australia stava già mettendo le mani avanti e non ci sarebbe stato da stupirsi se anche Canada prima o poi si fosse presentato con una dichiarazione di completa autonomia. &lt;br /&gt;Si poteva solo ringraziare che Giappone non fosse riuscito a scendere oltre Singapore, per ora, altrimenti anche l’Asia avrebbe rischiato di impazzire.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il sorriso di America gli tornò in mente e con esso il lungo elenco di danni che avrebbe potuto apportagli con poca fatica. Un brivido gli corse lungo la schiena e lui istintivamente si girò dall’altra parte, verso il lato del letto dove dormiva Inghilterra; gli stava dando le spalle, forse non rendendosi conto di quanto ciò lo facesse sembrare lontano, o forse proprio per fargli arrivare un messaggio chiaro.&lt;br /&gt;In quel momento, però, Inghilterra si girò su se stesso, forse disturbato dal suo movimento, e Francia si trovò davanti improvvisamente due occhi verdi che lo fissavano. La stanza era immersa nella penombra e la luce che proveniva dai balconi socchiusi era sufficiente per permettergli di vedere i contorni del volto dell’altra Nazione; tutti gli altri particolari li aggiungeva la sua mente, senza che lui quasi se ne accorgesse.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Qualcosa non va?” chiese Inghilterra; suonava troppo all’erta, per essersi svegliato in quel momento; Francia non doveva essere l’unico che non riusciva a dormire, quella notte.&lt;br /&gt;“Ti fa male da qualche parte?” specificò, quando l’altro non gli rispose.&lt;br /&gt;Francia scosse la testa contro il cuscino, ma non aprì bocca.&lt;br /&gt;Chissà come lo vedeva Inghilterra. Chissà se dipingeva anche lui i particolari sopra la sua ombra, senza accorgersene. Quasi pensando di voler fare un esperimento per appurarlo, Francia allungò una mano verso il comodino; essere previdenti a volte era veramente una fortuna.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Cosa c’è?” chiese ancora Inghilterra, ora leggermente allarmato.&lt;br /&gt;“Nulla, nulla.” rispose allora Francia, alzandosi a sedere e avvicinandosi. “Tranquillo.” disse ancora, appoggiando una mano sulla sua spalla e spingendolo prono sul materasso.&lt;br /&gt;Inghilterra istintivamente cercò di opporglisi, non riuscendo a capire che cosa stesse facendo e non avendo alcuna intenzione di lasciarsi manovrare a suo piacimento.&lt;br /&gt;“No, no…” bisbigliò Francia, con una certa urgenza, schiacciandolo sotto di sé per impedirgli ulteriori movimenti. “Va tutto bene. Niente di strano.”&lt;br /&gt;“Che cosa…” Inghilterra s’interruppe di colpo quando l’altro fece scivolare una mano sotto la sua camicia da notte, toccandolo con delle dita ricoperte di qualcosa di viscido; grugnì, allora, infastidito e divertito allo stesso tempo. “E’ questa la grande arte dell’&lt;i&gt;ahmoor&lt;/i&gt; di cui ti vanti sempre?” sbottò, costretto subito dopo a soffocare un gemito di fastidio, mentre un dito lo penetrava senza attendere oltre.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non fosse stato così occupato, Francia avrebbe sicuramente notato come le r di Inghilterra stessero migliorando; sul momento, però, non ci fece caso, e procedette forzando all’interno un secondo dito. Il corpo di Inghilterra opponeva resistenza all’intrusione, ovviamente, ma nemmeno quello gli interessava troppo.&lt;br /&gt;L’altra Nazione gemette, forse per il dolore, forse per altri motivi, ed inarcò la schiena, schiacciandosi maggiormente sul materasso. &lt;br /&gt;“Scusa, mi servono entrambe le mani…” borbottò Francia, senza lasciarsi distrarre.&lt;br /&gt;Inghilterra gemette ancora, decidendo di occuparsi personalmente della propria crescente erezione.&lt;br /&gt;“Vai più piano, maledetto, non sono mica come te, io.”&lt;br /&gt;Francia optò per sorvolare su quello che probabilmente voleva essere un insulto, preferendo allargare con entrambe le mani le natiche di Inghilterra e iniziare a lavorare per inserire tre dita. L’altro, sotto di lui, gemette di nuovo, facendolo ridere debolmente:&lt;br /&gt;“Vedo comunque che con te l’&lt;i&gt;amour&lt;/i&gt; è perfettamente inutile.”&lt;br /&gt;Inghilterra fece un sorriso tirato, la fronte già umida. “Stron…zo.”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Non era mica un’offesa…” protestò l’altro, sentendosi sempre più bisognoso di costringerlo a cedere, ad aprirsi e ad accettarlo, visto che lo voleva anche Inghilterra, visto che era suo diritto prendere ciò che voleva, visto che… Visto che aveva l’impressione che sarebbe morto se non l’avesse preso in fretta.&lt;br /&gt;Inghilterra intanto cercava, nonostante gli insulti, di andargli incontro, sollevando il bacino e strusciandosi contro la sua erezione, mentre si toccava freneticamente.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Ti piace.” ansò Francia al suo orecchio. “Ti piace che ti fotta senza nemmeno toccarti, &lt;i&gt;Angleterre&lt;/i&gt;?”&lt;br /&gt;“Perché no?” rise Inghilterra. “E’ sesso.”&lt;br /&gt;“E tu sei un esperto, mh?” Francia si unì alla sua risata e spinse le dita più a fondo, sentendo con soddisfazione che i muscoli stavano cedendo. “Eppure dicevi di non essere come me…”&lt;br /&gt;Inghilterra inalò bruscamente, stringendo i denti ed irrigidendosi. “Non hai idea…” ringhiò, ansando. “Di quanto difficile sia trovare qualcuno che ti fotta decentemente, di questi tempi…”&lt;br /&gt;Francia rise, divertito al punto da dimenticarsi di continuare a spingere e allargare con le dita. “Allora sei fortunato, hai qui un esperto.”&lt;br /&gt;Inghilterra annuì con energia e Francia ebbe la netta impressione che fosse ormai in un tale stato di bisogno che gli avrebbe dato ragione su qualunque argomento, &lt;i&gt;escargot&lt;/i&gt; compresi. Sorrise con amarezza, mentre piegava le dita e le ritirava lentamente, guadagnandosi un mugolio lungo e compiaciuto. Appoggiò l&apos;altra mano sul fianco di Inghilterra, di modo da impedirgli di continuare ad agitarsi; l’altro inarcò la schiena comunque, invitandolo &lt;i&gt;dentro&lt;/i&gt; senza mezzi termini.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Francia si prese alcuni istanti per calibrare il movimento, trattenendo la lingua fra i denti e lasciandola sporgere oltre le labbra, una brutta abitudine che aveva e che non riusciva a sopprimere, quando era concentrato veramente su qualcosa; non poteva del resto lasciarsi distrarre dal bisogno di toccare Inghilterra ovunque, sentire il suo corpo sotto i propri polpastrelli, baciarlo e godere del fatto che rispondesse con sollecitudine, così diverso d-&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Francia spinse in avanti, forzando il primo anello di muscoli, fermandosi appena dentro; Inghilterra si lasciò sfuggire un miscuglio di vocali strozzate, facendo forza con le braccia sul materasso, inarcandosi ancora di più contro di lui. Senza quasi accorgersene, Francia lo azzannò alla base del collo, premendo ancora, avvicinandosi ancora, fino a quando non lo ebbe praticamente abbracciato, il petto premuto contro la sua schiena, le mani riunite davanti; appoggiò le labbra sulla sua spalla, guardando il cuscino con occhi socchiusi e pensando sconnessamente che avrebbe apprezzato di più avere davanti uno specchio anche questa volta. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un gemito e la sensazione di Inghilterra che si rilassava contro di lui lo invitarono a lasciar perdere le considerazioni su possibilità che non avrebbe mai potuto esplorare e iniziare a muoversi. Scivolò all&apos;indietro, approfittando della lentezza forzata per apprezzare la sensazione di caldoumidochiusomorbido&lt;i&gt;accogliente&lt;/i&gt;, e poi ancora in avanti, con un unico movimento fluido, lasciando che Inghilterra si abituasse ed iniziasse a muoversi con lui, piuttosto che contro di lui come aveva fatto fino a quel momento. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Inghilterra emise di nuovo quel lamento, in maniera più prolungata, passando quasi musicalmente da una vocale all&apos;altra, sembrando di voler esporne quattro in un unico respiro. Francia ebbe l&apos;impressione che, sentendolo ancora anche solo poche volte, avrebbe potuto amarlo molto facilmente. Lo baciò di nuovo sul collo, per incitarlo a non smettere, né quel suono né il loro movimento; Inghilterra lo seguì senza opporre resistenza, accomodando quasi mollemente tutte le sue mosse e ricordandogli la risacca del mare, come si poteva sentire sulle spiagge sabbiose che davano sulla Manica. Per qualche allucinatorio istante, ebbe l&apos;impressione di aver scoperto dove si trovasse Dover.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Inghilterra improvvisamente si fermò, stringendo i muscoli attorno a lui mentre si ritirava, facendolo boccheggiare per la sorpresa; poi li rilassò, spingendosi contro di lui, lasciandolo rientrare.&lt;br /&gt;“Più forte.” ringhiò, senza fiato ma col tono di chi è deciso ad imporre la propria volontà.&lt;br /&gt;Francia obbedì, anche se momentaneamente perso, più a causa del cambio di atmosfera che non di ritmo; troppo preso dalla situazione, si era dimenticato che il suo partner aveva delle pretese ben precise. Affondò di nuovo, con decisione, cambiando angolo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Inghilterra gemette la propria approvazione, lasciando cadere in avanti la testa e stringendo i denti. Francia appoggiò le mani sulle sue spalle e lo spinse giù sul materasso, rantolando una risata quando l&apos;altro per tutta risposta alzò i fianchi verso di lui, dandogli maggior accesso; persino la cosiddetta dignità inglese finiva fuori dalla finestra, se invitata con motivazioni ed energia a sufficienza. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Afferrando saldamente i fianchi di Inghilterra, Francia aumentò il ritmo, senza farsi però prendere dalla fretta. Aveva iniziato tutto questo con uno scopo ben preciso, ma ora che l’unica cosa che vedeva di Inghilterra era la schiena, aveva un terribile bisogno di rovesciarlo supino e baciarlo – continuando a scoparselo, ovviamente, ma sentiva l’urgenza di sentirlo anche in bocca, di lasciar vagare le sue mani ovunque, ed invece lui era così lontano… E, schiacciato sul materasso, chissà a cosa, o chi, stava pensando.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il dubbio gli fece più male di quanto non avrebbe mai creduto possibile.&lt;br /&gt;Si piegò in avanti, forse per avvicinarsi ad Inghilterra, forse per frantumare l’idea con un movimento improvviso, forse solo per l’impressione che avrebbe potuto sbriciolarsi sotto quel peso.&lt;br /&gt;I capelli (ancora così rovinati nonostante le cure) gli caddero sugli occhi, mentre le estremità arrivavano a sfiorare la schiena di Inghilterra, che non se ne accorse nemmeno. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Francia chiuse gli occhi, stringendo con forza le palpebre. Se fosse riuscito a non pensarci, se fosse stato in grado di convincersi che quello non era Inghilterra, che era solo sesso con qualcuno che ci stava, se… L&apos;altro mugolò a voce più alta, intrufolandosi nei suoi pensieri e mandando tutti i suoi tentativi al diavolo; intrappolato fra le fauci della realtà, incapace di allontanarsene, Francia decise in un secondo che era meglio rimanerci aggrappato con tutto se stesso, con le unghie e con i denti, in quella che poteva essere la prima e l&apos;ultima volta che Inghilterra gli permetteva di entrare dentro di lui, in ogni senso.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sbuffò pesantemente, spingendo con più forza, più velocità, più disperazione, vicino alle lacrime; Inghilterra afferrò il cuscino, forse per cercare di soffocare i propri gemiti, ma evidentemente non riuscì a schiacciarci la faccia contro a sufficienza: ad una spinta più aggressiva di Francia, Inghilterra urlò improvvisamente il suo nome, stringendosi attorno a lui con un brivido finale. &lt;br /&gt;Francia si sentì andare in corto circuito di risposta, mentre tutto sembrava sfasciarglisi attorno. Aprì la bocca ma gli mancò l&apos;aria; il suo grido agonizzò e cadde con lui, piegandosi silenziosamente sopra Inghilterra, senza appigli, senza più forze né ragione d&apos;essere.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sentendosi annegare, Francia cercò di prendere aria, ma si sentì improvvisamente soffocato dal pianto che cercava invece di uscire dalla sua gola; serrò le palpebre e i denti, lasciandosi scappare un lungo lamento, e si forzò in posizione eretta. Scivolando all&apos;indietro, piombò sul materasso, dove prese a respirare a pieni polmoni, imponendosi un ritmo lento ma fermo. &lt;br /&gt;Rimase così, sciolto dove era caduto, lasciando passare il tempo senza fretta, il pensiero fisso sui propri piani per le prossime ore.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Guarda che disastro...” borbottò Inghilterra, rialzandosi e guardando la propria parte del letto con aria poco felice.&lt;br /&gt;Francia non seppe bene che cosa rispondere ad un&apos;affermazione del genere, solo apparentemente legata a ciò che era appena successo e in verità così distante dalla realtà che non poteva essere altro che un tentativo di ignorarla.&lt;br /&gt;Inghilterra si girò, però, guardandolo con la faccia di chi si aspetta una risposta.&lt;br /&gt;“Ah...” mormorò Francia, alzandosi a sedere anche lui e sistemando la propria camicia da notte, pur di fare qualcosa, dato che non aveva idea di cosa sarebbe stato appropriato dire.&lt;br /&gt;Inghilterra, deluso e perplesso, chinò la testa in una maniera che indicava che Francia non aveva replicato come si sarebbe aspettato:&lt;br /&gt;“Non è un problema, vero...” iniziò, alzando una mano e accennando all&apos;altro lato del letto. “Se dormo verso...”&lt;br /&gt;Francia scosse la testa, chiedendosi come diavolo avrebbe fatto ad uscire da un problema del genere. Inghilterra continuò a fissarlo per un po&apos;, poi scosse anche lui il capo, infilandosi sotto le coperte, nel mezzo del letto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Francia maledisse la propria sfortuna; avrebbe dovuto pensarci prima, ad un&apos;eventualità del genere. &lt;br /&gt;“Non vieni?” chiese Inghilterra, dandogli le spalle, con la voce leggermente tesa.&lt;br /&gt;“S-sì, subito. Vado un attimo a prendere... Un bicchiere d&apos;acqua....” borbottò Francia di risposta, alzandosi e affrettandosi ad indossare la vestaglia e ad uscire dalla camera.&lt;br /&gt;Quando, dieci minuti dopo, vi fece ritorno, Inghilterra dormiva.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;¤¤¤&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Francia trovò dei vestiti a tentoni e si allontanò in punta di piedi, uscendo silenziosamente dalla stanza. Non esitò, sulla porta, né si voltò a guardare Inghilterra un’ultima volta; avrebbe avuto un sacco di occasioni, in futuro, del resto. Forse l&apos;altra Nazione avrebbe potuto trattarlo malissimo, forse si sarebbe anche rifiutato di incontrarlo, ma prima o poi Francia l’avrebbe rivisto per forza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Si allontanò rapidamente lungo il corridoio, fino alla stanza in cui dormiva il suo boss.&lt;br /&gt;Bussò delicatamente; l’uomo aveva il sonno molto leggero e fare troppo rumore sarebbe stato controproducente.&lt;br /&gt;La porta si aprì di scatto, facendolo quasi balzare all’indietro dallo spavento, e la Nazione si ritrovò una pistola puntata addosso.&lt;br /&gt;“Ah.” disse l’uomo, riconoscendolo ed abbassando l’arma. “E’ lei. Ci sono problemi?”&lt;br /&gt;“Posso entrare un momento? Avrei bisogno di parlarle.” rispose Francia, rendendosi conto che quella era una delle frasi più tipiche con cui aveva abbordato i suoi boss in passato. Cercando di non pensarci, si sforzò di mantenere un’espressione tranquilla, nonostante il nervosismo che minacciava di prendere il sopravvento.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’uomo si spostò dall’entrata, lasciandolo passare senza una parola; se ritenne la richiesta strana, la cosa non traspirò sul suo volto.&lt;br /&gt;“Grazie.” disse la Nazione, guardandosi attorno giusto per prendere tempo e trovare coraggio, senza accorgersi di alcun particolare della camera. Solo quando il suo boss chiuse la porta e prese a fissare la sua schiena, si decise a parlare:&lt;br /&gt;“So che non abbiamo avuto la stessa opinione su molte cose, in passato.”&lt;br /&gt;L’uomo non proferì parola.&lt;br /&gt;“Ora le chiedo comunque di aiutarmi.”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La Nazione si girò verso di lui, guardandolo in faccia ed imitando consapevolmente la maniera in cui spesso Inghilterra si rivolgeva a lui, quando doveva convincerlo, quando doveva rassicurarlo, quando…&lt;br /&gt;No, Inghilterra non si sarebbe lasciato distrarre da pensieri secondari; sarebbe andato al punto, con voce ferma e sicura. Sempre pragmatico, &lt;i&gt;Angleterre&lt;/i&gt;.&lt;br /&gt;“Mi porti al fronte.”&lt;br /&gt;L’uomo non sembrò sorpreso dalla richiesta, annuendo appena: &lt;br /&gt;“Come vuole.” rispose, senza dare nemmeno l&apos;impressione di voler aggiungere un “te l&apos;avevo detto” dopo. Francia sorrise amaramente lo stesso; se era per allontanarlo da Inghilterra, il suo boss era sempre pronto ad assecondare le sue richieste.&lt;br /&gt;“Faccio preparare subito delle vetture.” continuò, per poi salutare ed uscire a grandi falcate dalla stanza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La Nazione si tolse la camicia da notte, vestendosi in fretta; bisognava sbrigarsi, perché qualcuno si sarebbe potuto accorgere dei movimenti nell’edificio, o Inghilterra si sarebbe potuto svegliare.&lt;br /&gt;Finito di prepararsi, uscì dalla camera e scese al piano di sotto, trovando il segretario personale del suo boss già in piedi e pronto a ricevere ordini.&lt;br /&gt;Con un cenno della mano attirò l’attenzione dell’uomo, che si affrettò al suo fianco. &lt;br /&gt;“Mi serve che faccia avere alcuni messaggi alle truppe.” gli disse e il segretario tirò subito fuori un taccuino e una matita. Francia dettò alcuni ordini alle proprie divisioni di terra e uno solo per la marina, a nome del suo boss.&lt;br /&gt;Poi si fermò, per riflettere sull&apos;ultimo telegramma da inviare:&lt;br /&gt;“Per le truppe canadesi, Capitano Williams.” riprese lentamente. “Ti interessa ancora essere utile?” scandì, mentre il suo boss appariva dal nulla.&lt;br /&gt;“Siamo pronti.” gli disse, facendo poi cenno ad entrambi affinché lo seguissero.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’aria era frizzante, all’esterno dell’edificio, e il freddo svegliò definitivamente la Nazione, rendendo più reale tutto quello che stava succedendo. &lt;br /&gt;Presto sarebbe nevicato, pensò, sentendo l’odore del vento; era meglio sbrigarsi.&lt;br /&gt;Tre vetture ed una decina di uomini li stavano aspettando nel cortile, in perfetto silenzio; la storia avrebbe potuto dir tutto del suo boss, tranne che non fosse efficiente nei momenti di bisogno.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Francia si fermò improvvisamente, ricordandosi che aveva ancora qualcosa da fare prima di lasciare Parigi. Pochi passi davanti a lui, il suo boss si girò verso di lui, non capendo che problema ci fosse.&lt;br /&gt;“Mi scusi, so che ha smesso di fumare ma…” disse la Nazione, con una nota di urgenza nella voce. “Ha per caso dei cerini?”&lt;br /&gt;L’uomo tastò rapidamente alcune tasche, fino a tirarne fuori un pacchetto, che gli porse senza dire nulla.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Francia estrasse un pezzo di carta dalla tasca e lo dispiegò con dei colpi energici del polso; accettò i fiammiferi e ne accese uno, incurante di come gli stesse tremando la mano destra.&lt;br /&gt;Con un’espressione decisa e un movimento fluido del braccio, sospese il foglio sopra la piccola fiamma. Rapidamente, l’angolo inferiore si annerì e si ritrasse, consumato ancora prima di riuscire ad accendersi. Poi, la carta venne avvolta completamente dal fuoco e lui la lasciò andare, temendo di rovinarsi i guanti;  il foglio si accese, con un&apos;improvvisa fiammata, e subito dopo si spense, concludendo il suo breve ma magnifico show per terra.&lt;br /&gt;I frammenti neri e sfaldati rimasero lì, vicini uno all’altro, a comporre un quadretto triste ed inquietante sul selciato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Grazie.” disse Francia, restituendo il pacchetto al suo boss. “Possiamo andare.”&lt;br /&gt;I due salirono rapidamente nell’auto che li stava aspettando, consci di aver perso attimi preziosi. La prima vettura del piccolo convoglio si mise in moto subito, seguita dalla seconda.&lt;br /&gt;Guardando fuori dal finestrino, per controllare che nessuno li avesse scoperti, l’uomo domandò:&lt;br /&gt;“Posso chiederle che cos’era quel foglio? Un documento compromettente?”&lt;br /&gt;La Nazione sorrise, tenendo lo sguardo fisso davanti a sé:&lt;br /&gt;“Oh, no. Solo un piccolo pezzo di carta.” rispose, mentre finalmente anche la loro auto si metteva in moto ed usciva dal cortile.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;Laisser brûler&lt;br /&gt;Les p&apos;tits papiers&lt;br /&gt;Papier de riz&lt;br /&gt;Ou d&apos;Arménie&lt;br /&gt;Qu&apos;un soir ils puissent&lt;br /&gt;Papier maïs&lt;br /&gt;Vous réchauffer&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;</description>
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  <pubDate>Sun, 20 Dec 2009 22:12:35 GMT</pubDate>
  <title>[Axis Powers Hetalia] Laissez parler, les p&apos;tits papiers (2/3)</title>
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  <description>&lt;b&gt;Titolo&lt;/b&gt;: Laissez parler, les p&apos;tits papiers (2/3)&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Avvertimenti&lt;/b&gt;: E&apos; Axis Powers Hetalia. Se vi potete ritenere offesi dall&apos;idea, non leggete, grazie^^. Le opinioni dei personaggi non rispecchiano necessariamente quelle dell&apos;autrice. Inoltre AU, linguaggio scurrile e yaoi (m/m) con scene esplicite.&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Specchietto informativo e prima parte&lt;/b&gt;: &lt;a href=&quot;http://imanokimochi.livejournal.com/79352.html&quot;&gt;qui&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a name=&quot;cutid1&quot;&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;“Dobbiamo liberarcene.”&lt;br /&gt;Inghilterra annuì, la bocca serrata e lo sguardo cupo. &lt;br /&gt;“E’ convinto che questa maledetta guerra sia il trampolino di lancio per la sua carriera. Non collaborerà mai.”&lt;br /&gt;Inghilterra annuì ancora, seguendo con attenzione le parole leggermente biascicate del proprio boss; il suo tono era tranquillo, nonostante il peso di ciò che stava dicendo. L’uomo si fermò per fare un tiro dal sigaro, fissando la Nazione, in attesa di una reazione che illustrasse la sua opinione al proposito. &lt;br /&gt;“Mi detesta e farà di tutto per farlo allontanare da me.”&lt;br /&gt;“Ho anche io questa impressione. E’ un grande uomo, ma non è quello di cui abbiamo bisogno ora. Non sono l’unico a pensarla così.”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Inghilterra chinò il capo stancamente, appoggiando i gomiti sulle gambe, rifiutando di ricordarsi di chi altri la pensava in quella maniera, per non rendere la propria testa ancora più confusa.&lt;br /&gt;“Come ha intenzione di procedere?”&lt;br /&gt;“Ho trovato un possibile sostituto. E’… complicato, ma per il momento non dovremmo avere problemi a farlo collaborare.”&lt;br /&gt;Vi fu una lunga pausa, in cui entrambi soppesarono la situazione. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Cosa devo dire a Francia?” chiese Inghilterra, massaggiandosi le tempie; aveva la netta impressione che questa non sarebbe stata facile, anche perché, checché ne pensasse il suo boss, lui avrebbe dovuto cavarsela completamente da solo.&lt;br /&gt;“Gli dica che, per il bene di tutti, è stato decisa una sostituzione.”&lt;br /&gt;Inghilterra sbuffò, quasi scoppiando in una risata incredula. “E Lei pensa non si renderà conto che con quel “tutti” intendo la Gran Bretagna?”&lt;br /&gt;Il suo boss fermò a mezz’aria la mano che reggeva il sigaro, sollevando un sopracciglio. “E forse la Francia e la Gran Bretagna non sono ora la stessa cosa?”&lt;br /&gt;“Non credo che funzioni così semplicemente…” mormorò Inghilterra, riportando lo sguardo sulle proprie scarpe. “Lasci fare a me, comunque, qualcosa mi inventerò.” concluse, decidendo ancora una volta che era meglio tenere fuori gli uomini dalle relazioni fra Nazioni.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il suo boss si levò in piedi, allora, e gli si avvicinò lentamente, mentre Inghilterra lo imitava e si alzava dal divanetto.&lt;br /&gt;“Qualcosa non va?”&lt;br /&gt;“No, va tutto benissimo, non si preoccupi.”&lt;br /&gt;L’uomo sollevò ancora un sopracciglio, per poi appoggiargli una mano sulla spalla. “E’ sicuro, mio caro? La vedo molto provato.”&lt;br /&gt;Inghilterra annuì ancora, stringendo le labbra, insicuro se rispondere o meno. &lt;br /&gt;“Avanti, parli.” lo esortò l’altro, cercando di manovrare la sua spalla di maniera da obbligarlo a guardarlo in faccia. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“C’è qualcosa che non va.” sbottò la Nazione alla fine, scuotendo la testa. “E non dico che si comporta come un cretino, dico proprio che… E’ come se non riuscissimo più a trovare dei limiti, a segnare dei confini, fra le cose che vanno bene e quelle che vanno meno bene.”&lt;br /&gt;L’uomo continuò a fissarlo, sigaro di nuovo in bocca, ma non disse niente, continuando a stringere la presa sulla sua spalla.&lt;br /&gt;Inghilterra si coprì il volto con una mano, cercando di nascondere la propria stanchezza e frustrazione nei confronti della situazione:&lt;br /&gt;“Non posso rischiare una crisi ogni volta che penso che le tende siano meglio bianche quando a lui piacciono quelle rosse e blu e gialle.” mormorò a denti stretti; poi abbassò la mano e guardò dritto negli occhi il proprio boss. “E’ necessaria una nuova legislazione, non possiamo continuare a basarci su pezzetti di carta tenuti nei cassetti dei comodini.” aggiunse con forza, per fargli capire che non c’era più tempo per tentennare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’uomo lo lasciò andare, facendo un altro tiro col sigaro, e poi lo guardò inclinando la testa su un lato, come era solito fare. &lt;br /&gt;“Dobbiamo finire questa guerra, prima.” disse, con l’aria di chi ripeteva le basi dell’alfabeto ad un bambino.&lt;br /&gt;“E allora sbrighiamoci, maledizione! O collasseremo prima di riuscirci!”&lt;br /&gt;L’uomo continuò a fissarlo, senza lasciarsi innervosire:&lt;br /&gt;“Suppongo che, male che vada, potremmo rinchiuderlo da qualche parte.”&lt;br /&gt;Inghilterra spalancò gli occhi in maniera ridicola, inorridito dal suggerimento:&lt;br /&gt;“No, no, no! Assolutamente no! Abbiamo bisogno di lui!” esclamò, concitato e preoccupato; rendendosi conto di dimostrarsi più coinvolto nella questione di quanto fosse appropriato. “Penso stia sopportando a stento il fatto che lo stiamo costringendo qui a Parigi quando il suo boss lo vorrebbe al fronte. Irritarlo ulteriormente non sarebbe prudente.”&lt;br /&gt;L&apos;uomo emise una nuvoletta di fumo:&lt;br /&gt;“Non riesco bene a capire a che cosa serviate, esattamente, voi Nazioni, ma se lo dice Lei deve essere vero. Conto allora su di Lei per mantenere calmo il nostro alleato, mentre noi risolviamo il problema del suo… boss, per dirla come direste voi. Le auguro una buona nottata.” disse, congedandosi e avviandosi alla porta.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Inghilterra annuì, sollevato in parte per essere riuscito ad evitare un argomento come quello sulla loro natura o, peggio, sui rapporti fra Nazioni. Ricordandosi improvvisamente di una cosa, però, alzò la testa di scatto e si affrettò dietro al proprio boss.&lt;br /&gt;“Signore, ha intenzione di discutere di questa faccenda anche col boss di America?”&lt;br /&gt;L’uomo alzò nuovamente il sopracciglio, facendogli quasi un sorriso:&lt;br /&gt;“Ma certo. Bisognerà mettersi d’accordo sui particolari dell’operazione.”&lt;br /&gt;Inghilterra lasciò cadere la mano, che aveva sollevato istintivamente per fermarlo, e strinse le labbra ancora una volta, abbassando lo sguardo.&lt;br /&gt;“Giusto, suppongo non ci sia altra scelta…” mormorò, con voce rassegnata, mentre l’uomo se ne andava.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;¤¤¤&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Canada.” &lt;br /&gt;Il dominio, sentendosi chiamato, si girò lentamente; quando si posarono su di lui, mettendolo a fuoco, nei suoi occhi arrossati Francia colse solo molta stanchezza, invece dell’odio, il rancore o la rabbia che aveva temuto di trovarvi ad accoglierlo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Canada lo guardò e poi abbassò lo sguardo su un plico di fogli che aveva in mano.&lt;br /&gt;“Ero passato per portarli ad Inghilterra, ma penso di poterli lasciare anche a te…” borbottò,  allungandoli nella sua direzione.&lt;br /&gt;“Sì, dalli pure qui.” rispose Francia, senza degnare di un&apos;occhiata i fogli. “Vieni dentro, Canada.”&lt;br /&gt;“Io…” &lt;br /&gt;“Vieni, ti prego.” ripeté la Nazione, aprendo la porta ed entrando nella camera da letto che divideva con Inghilterra. Canada obbedì, seguendolo mesto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Accomodati.” disse Francia, indicandogli una poltroncina; a causa della mancanza di fondi e spazio, erano stati costretti ad istallare una specie di salottino in un angolo della stanza stessa, prima che ad Inghilterra venisse una crisi di nervi perché non sapeva dove prendere il the e ogni volta doveva spostare tutti i documenti dalla scrivania.&lt;br /&gt;“Preferisco rimanere in piedi.” rispose Canada, con tono piatto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Francia appoggiò i documenti sul tavolino, decidendo che aveva girato attorno alla questione troppo a lungo. Ebbe una forte sensazione di déjà-vu, ricordando il giorno in cui aveva deciso di affrontare il dominio e aveva scoperto che lui non era proprio entusiasta di riaverlo in famiglia. &lt;br /&gt;Con un po’ di fortuna, stasera non si sarebbe trovato a piangere sulla spalla di Inghilterra; con un po’ di fortuna, questa volta sapeva quale era il problema e come porvi rimedio.&lt;br /&gt;Con un po’ di fortuna.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Canada.” cominciò, girandosi verso il dominio, che s’incassò nelle spalle per prepararsi al colpo emotivo che l’altro gli avrebbe sicuramente dato, con il proprio discorso; Francia si chiese se per caso anche lui faceva sempre così, quando Inghilterra insisteva per parlargli.&lt;br /&gt;Il pensiero lo distrasse abbastanza da costringerlo a ricominciare: &lt;br /&gt;“Canada…” ripeté, avvicinandosi e prendendogli una mano. “Non ho idea di come scusarmi. Che cosa devo dirti per farmi perdonare?”&lt;br /&gt;Il dominio lo fissò, spalancando gli occhi, poi si accigliò, facendo mostra di un&apos;irritazione improvvisa:&lt;br /&gt;“Il tuo egoismo non ha veramente limiti. Devo anche elencarti che cosa dirmi, per renderti il lavoro più facile?”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Francia sorrise.&lt;br /&gt;“Non è un lavoro e non si tratta di renderlo più semplice. Nessuno mi obbliga a scusarmi con te, Canada, così come nessuno mi obbliga a tenerti in considerazione. Non sei nella posizione di recarmi alcun danno.”&lt;br /&gt;Il dominio aprì la bocca per protestare o forse insultarlo, ma la chiuse subito dopo, arrossendo furiosamente. Francia gli prese il volto con entrambe le mani, costringendolo ad alzare la testa e guardarlo negli occhi: &lt;br /&gt;“Non mi interessa quanto tu sia utile, Canada, né quanti uomini tu possa mettere in campo. Quelle sono cose che lascio ad Inghilterra, anche se sono abbastanza sicuro che nemmeno lui le valuti poi tanto, alla fine; altrimenti, non mi avrebbe mai proposto di unirmi a lui, non credi?”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Eh?” chiese Canada, sollevando leggermente le sopracciglia. Una lacrima, forse dovuta alla tensione, gli sfuggì dall’occhio destro, scivolando lungo la guancia e sulla mano di Francia.&lt;br /&gt;“Non pensare che io ti valuti in base alla tua utilità. Ti ho sempre ritenuto molto importante a prescindere.”&lt;br /&gt;“Anche quando…”&lt;br /&gt;“Anche.” lo interruppe Francia, sorridendogli. Non era il momento di rivangare questioni che erano già state risolte, per quanto Canada potesse reputarle importanti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il dominio cercò di abbassare la testa, per nascondersi dalla vergogna, ma la presa di Francia non gli permetteva alcun movimento. &lt;br /&gt;“Io voglio essere utile.” singhiozzò Canada, afferrandogli i polsi ed impedendogli a sua volta di allontanarsi. “Voglio essere utile, così non mi scambierai più con qualcuno che…”&lt;br /&gt;Francia gli passò i pollici sulle guance, cercando inutilmente di asciugargliele.&lt;br /&gt;“Adesso basta, Canada. Non ci pensare più. E&apos; il passato, adesso è diverso.”&lt;br /&gt;“Non è così facile dim...”&lt;br /&gt;La Nazione fece una breve risata dal tono depresso, che lo azzittì. &lt;br /&gt;“E a me lo vieni a dire? Guarda chi sopporto ogni giorno cercando di dimenticare gli ultimi cinquecento anni!”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Canada singhiozzò nuovamente, appoggiando la guancia sulla mano di Francia e strofinandoglisi sopra.&lt;br /&gt;“E&apos; che... Quando si tratta di voi due...” borbottò, in recriminazione. “Io finisco sempre nel fuoco incrociato.”&lt;br /&gt;“E allora speriamo che io ed Inghilterra non avremo più motivi per spararci, che ne dici?”&lt;br /&gt;Canada annuì, arricciando il labbro inferiore; fra gli occhi rossi, le lacrime e il piccolo broncio disperato, il suo volto era il ritratto perfetto della desolazione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Francia lo spinse sul divanetto, sedendosi di fianco e stringendogli le mani; lo fissò negli occhi e riprese il discorso:&lt;br /&gt;“Quando sei venuto a parlarmi l&apos;altra volta, ho interpretato ciò che mi dicevi in maniera assurda e per questo devo scusarmi.”&lt;br /&gt;Canada annuì, fissandolo di rimando, incapace di distogliere lo sguardo.&lt;br /&gt;“Ma mi sono reso conto che non voglio assolutamente che tu entri nel giro degli intrighi di potere, Canada.”&lt;br /&gt;“Come?”&lt;br /&gt;Francia gli sorrise. “Voglio che tu rimanga innocente – ed innocuo – esattamente come sei ora.”&lt;br /&gt;Canada sgranò appena gli occhi, per poi iniziare a protestare:&lt;br /&gt;“Io non sono più un bambino e non puoi continuare a trattarmi come tale! Non posso rimanere a guardare mentre voi con i vostri giochi decidete per me!”&lt;br /&gt;Francia alzò una mano, fino a toccargli una guancia in una leggera carezza, e gli sorrise ancora:&lt;br /&gt;“Primo, non lasciare che Inghilterra senta quello che hai detto.” disse, con tono divertito.&lt;br /&gt;Canada serrò le labbra immediatamente, il confronto con la Madre Patria ancora fresco nella sua mente.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Secondo, non hai capito quello che intendo.”&lt;br /&gt;“No.” rispose Canada, con una punta di ironia acida. “Io non capisco mai niente.”&lt;br /&gt;Francia non rispose alla provocazione, quasi divertito: &lt;br /&gt;“Non voglio trovarmi tra qualche anno a dover andare d&apos;accordo con te perché mi conviene. Non voglio doverti sorridere perché devo fare finta di sopportarti.”&lt;br /&gt;Il dominio non disse nulla, annuendo cautamente.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Francia gli fece chinare la testa fino a poterlo baciarlo su una tempia, poi lo strinse a sé, facendogli appoggiare la testa sulla sua spalla.&lt;br /&gt;“Rimani fuori da queste cose, Canada, fammi questo favore.”&lt;br /&gt;“V...” nella mente del dominio si rincorsero rapidamente le immagini delle conseguenze che ci potevano essere se non obbediva ad un ordine di quella che era, a tutti gli effetti, parte della Madre Patria. Decise di farlo comunque. &lt;br /&gt;“Vedrò quello che posso fare.” rispose, rifiutandosi di cedere completamente.&lt;br /&gt;Francia rise della sua ostinazione, accarezzandogli i capelli. &lt;br /&gt;“Sei sempre stato una buona Nazione, Canada.”&lt;br /&gt;“M-mi tratti ancora come se fossi una colonia di pochi anni.” borbottò di risposta il dominio, anche se era chiaro sul suo volto che non poteva impedirsi di apprezzare di essere stato chiamato “Nazione”, nell&apos;affermazione che gli era appena stata rivolta.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Francia sorrise.&lt;br /&gt;“Ti assicuro di no.” gli disse ancora, finendo di asciugargli le guance con la manica della divisa.&lt;br /&gt;Canada rimase per qualche secondo in silenzio, respirando a fondo.&lt;br /&gt;“Hai sempre il tuo solito profumo…” mormorò, strofinando il naso sulla sua spalla.&lt;br /&gt;“Cosa dici!” esclamò Francia, quasi offeso. “Io sono sempre all’ultima moda, e il mio profumo non fa differenza!”&lt;br /&gt;“Non stavo parlando di un profumo artificiale.” rispose in fretta il dominio, temendo di aver detto una cosa imperdonabile.&lt;br /&gt;Francia annuì, con un piccolo sorriso sul volto che gli fece capire che stava solo scherzando.&lt;br /&gt;“Lo so. Non ci sono soldi per quello.”&lt;br /&gt;Canada si ammutolì, forse dispiaciuto per avergli ricordato delle privazioni della guerra, e tornò ad appoggiarsi a lui, con un sospiro. &lt;br /&gt;“Sono stato perdonato?” chiese allora Francia, davanti a quel gesto d’affetto, il sorriso chiaro nel suo tono.&lt;br /&gt;Canada rise suo malgrado, chiudendo gli occhi, senza spostarsi dalla sua spalla. “Ma certo.”&lt;br /&gt;La Nazione annuì, soddisfatta, accarezzandogli ancora la testa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“F-Francia...” mormorò poi Canada, alzando la testa e costringendolo ad allontanarsi. Il dominio gli appoggiò la mano alla base del collo, dietro la spalla, massaggiando con leggerezza.&lt;br /&gt;“Francia, quando ero venuto a parlarti... Quella volta... Io...”&lt;br /&gt;“Lo so.” lo interruppe l&apos;altro, l&apos;espressione di sorpresa sostituita da un sorriso di condiscendenza.&lt;br /&gt;“No, lasciami parlare.” sbottò Canada, sempre più agitato, scuotendo la testa. “Quando sono venuto a parlarti, volevo dirti che...” &lt;br /&gt;Il dominio si bloccò da solo, questa volta, incapace di continuare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Francia gli prese il mento con due dita e lo costrinse a fermare i movimenti nervosi che stava facendo con la testa.&lt;br /&gt;“Canada.” disse lentamente, cercando di ottenere la sua attenzione. “Lo so.”&lt;br /&gt;Il dominio continuò a fissarlo per un po&apos;, non capendo; poi piano la realizzazione si fece largo sulla sua espressione. Arrossì tutto d&apos;un botto, sfuggendo alla presa di Francia per nascondere il volto sotto il maglione. &lt;br /&gt;La Nazione sbuffò appena e gli accarezzò i capelli:&lt;br /&gt;“E&apos; diventato abbastanza palese, quando ho ripensato con la mente un po&apos; più lucida a quello che avevi detto.”&lt;br /&gt;Canada non disse nulla, rifiutandosi di uscire da dove si era rifugiato, o anche solo di ammettere di aver sentito quello che l’altro aveva detto, o che avesse ragione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Non devi reagire così male, dai.” continuò Francia, cercando di forzarlo fuori dal suo nascondiglio. “Non è la fine del mondo.”&lt;br /&gt;“Inghilterra mi ammazza.” gli arrivò la risposta bofonchiata.&lt;br /&gt;Francia scoppiò a ridere, agitando una mano. “Oh, per carità, non dire sciocchezze. Ad Inghilterra non interesserà minimamente.”&lt;br /&gt;“Eh?”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La Nazione spinse delicatamente la stoffa fino a quando il volto dell&apos;altro non rispuntò fuori.&lt;br /&gt;“Inghilterra non tiene a me in quel senso, Canada, altrimenti penso che avremmo già trovato qualche testa su delle picche piantate in giardino, non credi?”&lt;br /&gt;Canada lo guardò, senza capire; Francia rise ancora davanti alla sua innocenza. &lt;br /&gt;“Credimi sulla parola, Canada. Ad Inghilterra non interessa.”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non appena l’ultima parola si spense, il silenzio si fece stranamente pesante. &lt;br /&gt;Il sorriso di Francia si estinse piano piano, mentre lui stesso ripensava a ciò che aveva detto.&lt;br /&gt;Si chiese per quanto avrebbe bruciato, sapere che Inghilterra lo teneva al suo fianco solo perché era legato a lui politicamente. D&apos;altro canto, non c&apos;era pericolo si stufasse di lui molto presto, vista la situazione ancora incerta sul fronte; ci sarebbe voluto ancora tempo per far cadere Germania, Inghilterra non si sarebbe liberato di lui in fretta.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Si riscosse dai suoi pensieri di colpo, sentendo le mani di Canada sul volto. Sobbalzò e il dominio si ritirò immediatamente, come se si fosse scottato.&lt;br /&gt;“Scusa, scusa, non...” mormorò, ritirandosi. “E’ che… La tua espressione… No, io… Non so a cosa stavo pensando.”&lt;br /&gt;Francia sorrise, in uno sforzo per cancellare almeno in parte la tristezza dal volto. Povero Canada, così manifesto nei propri sentimenti, con un approccio così naturale e così poco raffinato, sarebbe stato completamente incapace di sedurre chiunque.&lt;br /&gt;“Io credo di saperlo.”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Arricciò con calma un dito nei capelli di Canada, tirandolo poi verso di sé, facendo attenzione a non fargli del male. Il dominio socchiuse gli occhi, avvicinandosi senza opporre alcuna resistenza.&lt;br /&gt;Francia appoggiò le labbra sulle sue, con un tocco leggero, senza imporvi alcuna forza. Canada socchiuse appena la bocca, muovendosi in maniera scomposta contro la sua.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Francia si ritrasse con lentezza, nello stesso modo in cui si era avvicinato.&lt;br /&gt;“A questo, credo.”&lt;br /&gt;Canada, a quelle parole, riaprì gli occhi; annuì timidamente, con le guance appena arrossite ed un piccolo sorriso sul volto.&lt;br /&gt;“C-credo anche io.” rispose, ridacchiando nervosamente e toccandosi la stessa ciocca di capelli che Francia aveva stretto fino ad un momento prima.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Primo bacio?” chiese la Nazione, divertita.&lt;br /&gt;“N-non prendermi in giro.” borbottò l’altro, diventando rosso fino al naso.&lt;br /&gt;“Non mi permetterei mai.” replicò Francia, ma pareva non essere in grado di togliersi quell&apos;espressione dalla faccia.&lt;br /&gt;“Ehi!” protestò il dominio, tirandogli la mantellina della divisa.&lt;br /&gt;Francia rise apertamente. “Scusa, ma alla tua età io...”&lt;br /&gt;“EHI!” ripeté Canada, con più forza. “Non è valido, paragonarmi a te!”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La Nazione continuò a ridacchiare per qualche istante, cercando poi di ritornare serio.&lt;br /&gt;“E&apos; solo perché non hai mai incontrato la persona giusta, Canada.”&lt;br /&gt;Il dominio sorrise. “Bhe, tu mi hai lasciato solo con Inghilterra.”&lt;br /&gt;Francia impiegò tre secondi per capire cosa stesse dicendo effettivamente, poi riprese a sghignazzare senza ritegno, seguito a ruota dall&apos;altro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Questa è stata cattiva, Canada!” disse, asciugandosi le lacrime, quando riuscì a smettere.&lt;br /&gt;“Sì, hai ragione...” ammise il dominio, per nulla pentito, per poi balzargli addosso con irruenza e baciarlo di nuovo. Francia emise un mugolio compiaciuto, riprendendo poi in fretta le redini della situazione una volta superato lo stupore iniziale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Canada, tesoro...” mormorò la Nazione, staccandolo di peso dopo un paio di lunghi minuti. “Adesso basta.” gli disse, stando attento a non farlo sembrare un rimprovero. “Siamo pur sempre in camera di Inghilterra, non vorrai mica che arrivi e ci trovi così, vero?”&lt;br /&gt;Il dominio si morse il labbro inferiore, per nulla contento di essere riportato a forza alla realtà: “Avevi detto che non gli interessava.” protestò, senza troppa convinzione.&lt;br /&gt;Francia sospirò. “Sì, ma siamo pur sempre in camera nostra, non credo lo troverebbe... Come dire... Decente.”&lt;br /&gt;Canada annuì, affatto entusiasta, ma si rialzò a sedere comunque, imitato subito dall’altro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Dici che ad Inghilterra non interessa, ma... A te?” chiese il dominio, risistemandosi la camicia della divisa, che si era spiegazzata.&lt;br /&gt;Francia fece un sorriso leggermente rigido, lisciando la propria mantellina:&lt;br /&gt;“Questa è una domanda molto indiscreta, Canada.”&lt;br /&gt;“Pensavo che...” il dominio si interruppe, non sapendo bene cosa dire, confuso dal rimprovero.&lt;br /&gt;“Se dovessi parlare dei fatti miei con tutti quelli che bacio, toglierei tutto il gusto al gossip.”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Canada non riuscì a nascondere il proprio stupore, né tanto meno il fatto che l’aveva ferito, con quel commento leggero.&lt;br /&gt;“Sicché adesso sono solo &apos;uno di quelli che baci&apos;?” sbottò, sfidandolo a rispondere affermativamente.&lt;br /&gt;Francia fu preso in contropiede dalla reazione improvvisa. “N-no, non era questo...”&lt;br /&gt;“E allora? Qual è il tuo problema?”&lt;br /&gt;Francia sbuffò, girando la testa dall&apos;altra parte. “Ne ho parecchi, credimi.” rispose acido, senza guardarlo in faccia, nella speranza di non fargli capire quanto si stesse irritando; non era giusto, in fondo, arrabbiarsi con lui, soprattutto tenendo in considerazione tutte le altre volte che l’aveva trattato male senza motivo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Canada gli prese una mano, tenendola fra le sue e accarezzandola con un pollice, con dolcezza.&lt;br /&gt;“Scusa. E&apos; che sono un pochino geloso. Lui ha tutta la tua attenzione.” mormorò, guardando le loro mani. Era chiaro che il “pochino” era messo lì per alleggerire la frase, non per aderire alla verità.&lt;br /&gt;“Capisci cosa intendo, adesso, quando parlo di necessità politiche?” disse Francia freddamente, non riuscendo ad addolcirsi nemmeno davanti al suo tono dimesso.&lt;br /&gt;“Non è solo quello, però.” &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Francia sbuffò ancora, ma girò la testa lentamente, tornando a guardare Canada.&lt;br /&gt;“No.” ammise, chiudendo a pugno la mano che l&apos;altro teneva fra le sue. “Sono… Innamorato.” confessò alla fine, con la netta impressione che, ogni volta che lo diceva, la cosa diventasse sempre più vera, e sempre più terribile.&lt;br /&gt;Il dominio non alzò lo sguardo, ma con ogni probabilità aveva smesso di metterle a fuoco, le loro mani. Annuì, quasi distrattamente.&lt;br /&gt;“Lo so.” disse, con un piccolo sorriso, usando le stesse parole che gli erano state rivolte in precedenza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quando Francia non aggiunse altro, Canada gli strinse la mano più forte.&lt;br /&gt;“Capisco come ti senti.” soggiunse, come se pensasse che non vi fosse maniera per descrivere ciò che provava e che solo qualcuno che provava lo stesso avrebbe potuto veramente comprendere.&lt;br /&gt;“Sì, suppongo tu lo possa capire.” mormorò la Nazione di risposta, avendo invece la netta impressione che no, in realtà Canada non stava capendo proprio nulla.&lt;br /&gt;“Bello schifo.” sbottò il dominio, con un altro sorriso, cercando di farci quasi dell’ironia sopra.&lt;br /&gt;“Già.” replicò Francia, appoggiando la propria fronte alla sua, ricambiando il sorriso: no, Canada non capiva proprio niente, ma il fatto che non si stesse disperando aiutava anche lui a non cedere totalmente alla disperazione.&lt;br /&gt;Risero entrambi per un po&apos;, quietamente, come se si trattasse della cosa più divertente della terra.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Quando parti per il fronte belga?”&lt;br /&gt;“Domani.”&lt;br /&gt;Francia gli baciò la fronte, come soleva fare quando Canada partiva per una battaglia senza di lui. “Stai attento, mi raccomando.”&lt;br /&gt;“Farò il possibile.”&lt;br /&gt;“Bravo.”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Canada per tutta risposta chinò la testa ancora di più e gli morse il collo, senza fargli male ma senza nemmeno troppa gentilezza. Francia, per la sorpresa, gridò, mentre il dominio continuava l&apos;assalto, passando a succhiarglielo; la Nazione cercò di levarselo di dosso e cominciò a ridere, cosa che presto anche Canada iniziò a fare, dato che non riusciva a mantenere la propria presa su di lui ma non aveva alcuna intenzione di arrendersi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Canada, Canada!” esclamò Francia, ormai sdraiato su un fianco, senza fiato per il troppo ridere. “Smettila immediatamente, che cosa ti ho detto prima!”&lt;br /&gt;Il dominio fece finta di mettere il broncio, con la testa appoggiata sul braccio della Nazione, facendolo ridere ancora di più.&lt;br /&gt;“Sembri tuo fratello, quando fai così...” biascicò ansando Francia, scompigliandogli i capelli.&lt;br /&gt;“Eh?!” esclamò Canada, assumendo improvvisamente un&apos;espressione terrorizzata. “Come puoi dire una cosa così orribile!”&lt;br /&gt;Francia non rispose, chiudendo gli occhi e continuando ad accarezzargli il capo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Mi piacciono i tuoi capelli. Dovresti tenerli sempre così.” disse la Nazione, dopo un po&apos;.&lt;br /&gt;Canada, le palpebre socchiuse ed intento a godersi la sensazione di essere vezzeggiato, sia coi gesti che con le parole, sorrise. “Li ho sempre tenuti così.”&lt;br /&gt;Francia annuì, senza riaprire gli occhi, ma fermò la propria mano, lasciandola appoggiata sulla sua testa. C’era qualcosa di tranquillizzante, nella presenza di Canada; non era stabile né rassicurante come quella di Inghilterra, ma la sensazione di avere il dominio lì, così vicino, quietava i suoi demoni; o forse semplicemente gli ricordava tempi migliori.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Adesso è meglio che tu vada, Canada.” &lt;br /&gt;“Temo anche io.” mormorò l&apos;altro, sollevandosi a sedere con un piccolo sbuffo di rincrescimento.&lt;br /&gt;“Stai attento.” ribadì Francia, alzandosi in piedi e invitandolo a fare altrettanto. &lt;br /&gt;Canada si grattò la testa, come per scacciare in maniera violenta e definitiva il ricordo del tocco della Nazione, la quale non seppe come spiegarsi esattamente il gesto e preferì di conseguenza non soffermarvisi sopra troppo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Mi raccomando.” ripeté Francia, davanti alla porta, in maniera appena appena rigida. &lt;br /&gt;“Niente abbraccio?” scherzò il dominio, in un palese tentativo di spezzare la tensione.&lt;br /&gt;Francia si alzò sulle punte dei piedi e lo baciò sulle labbra, così in fretta da non lasciargli tempo per reagire, ma abbastanza a lungo da lasciargli un ricordo che non sarebbe riuscito a cancellare come aveva fatto con l’altro.&lt;br /&gt;“Vai, adesso, o finiremo per ricominciare.” gli sussurrò, spingendolo fuori dalla stanza.&lt;br /&gt;Canada sbatté un paio di volte le palpebre, poi gli sorrise e si allontanò in fretta lungo il corridoio, girandosi ogni poco per vedere se era ancora lì.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;¤¤¤&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Devo parlarti.”&lt;br /&gt;Inghilterra posò la tazza da the, ormai vuota, sul tavolino e alzò i propri occhi verdi su di lui.&lt;br /&gt;Francia si chiese, non senza una punta di autocommiserazione, se l&apos;altra Nazione sapeva che effetto avesse su di lui un&apos;azione del genere. Poi annuì, preparandosi per il peggio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Il boss di America non sopporta il tuo.”&lt;br /&gt;Francia alzò un sopracciglio, già poco bendisposto nei suoi confronti dal fatto che una discussione che si preannunciava importante iniziasse menzionando gente che con loro, teoricamente, non centrava per nulla.&lt;br /&gt;“E allora?” chiese, non avendo alcuna intenzione di facilitare il lavoro ad Inghilterra.&lt;br /&gt;“E il mio pensa che stia usando la guerra come trampolino di lancio per la sua carriera politica.” &lt;br /&gt;“Questo è un problema fra loro due.” &lt;br /&gt;“E mi detesta!” concluse Inghilterra, facendo capire perfettamente quale pensava fosse la cosa peggiore di tutte.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Francia lo fissò per due secondi senza reagire, poi sorrise, facendo ruotare un polso in aria, con la solita eleganza:&lt;br /&gt;“Per forza, sei la Gran Bretagna. Sei la Nazione meno francese che esista su questa terra.”&lt;br /&gt;Inghilterra arrossì, e non nella maniera carina:&lt;br /&gt;“Ti stai per caso dimenticando che i nostri interessi dovrebbero coincidere? Siamo un&apos;Unione.” ringhiò, sporgendosi in avanti e fissando l&apos;altro negli occhi con rabbia appena nascosta.&lt;br /&gt;“Ma &lt;i&gt;Angleterre&lt;/i&gt;, nessuno sta dicendo che non lo riconosciamo.” ribatté Francia, fra lo spazientito e il divertito. “Solo, non puoi pretendere che tutti i francesi ti adorino.”&lt;br /&gt;“E allora trovane un altro.”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il sorrisetto che aveva avuto fino a quel momento morì sulle labbra della Nazione.&lt;br /&gt;“Ma...” esclamò, senza però riuscire a trovare parole per protestare davanti ad una richiesta così assurda.&lt;br /&gt;“Ci serve qualcuno che collabori, dannazione, e il tuo boss si sta inimicando tutti! L&apos;altro giorno alla parata mi ha consigliato di tornarmene a casa!” la voce di Inghilterra toccò una nota leggermente isterica, al ricordo dell&apos;affronto subito. “Ha detto che non servo più, ti rendi conto della faccia tosta che ha!”&lt;br /&gt;“Ma &lt;i&gt;Angleterre&lt;/i&gt;, non posso cambiarlo.” biascicò Francia, non capendo perché l&apos;altro non riuscisse a vedere una cosa così evidente. “E&apos; lì perché ce l&apos;ha messo il tuo boss, se ben ricordi...”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Inghilterra emise un non meglio identificato suono di irritazione, sbattendo la mano sul tavolino e facendo vibrare le tazze. &lt;br /&gt;“Sì, ma adesso ha il supporto popolare, non possiamo cambiarlo noi.”&lt;br /&gt;“E cosa vuoi che faccia?” chiese Francia, con voce debole, avendo perso completamente il filo del ragionamento.&lt;br /&gt;“Togligli il maledetto supporto, cretino! Parla con gli altri generali, senti cosa ne pensano... Insomma!” Inghilterra si alzò in piedi, paonazzo. “Non dovrei venire io ad insegnarti il tuo lavoro! Cosa diavolo fai di solito, quando un boss si comporta in una maniera che nuoce alla nazione?!”&lt;br /&gt;Francia rimase momentaneamente interdetto, poi fece un sorriso confuso:&lt;br /&gt;“Lo ghigliottino?”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Inghilterra lo guardò per qualche secondo, sbattendo le palpebre con incredulità; poi si lasciò ricadere sul divanetto, nascondendo il volto fra le mani.&lt;br /&gt;“Santo cielo. Cosa ti parlo a fare, mi chiedo.”&lt;br /&gt;“Preferisci che instauri una &lt;i&gt;commune&lt;/i&gt; a Paris?” chiese Francia, sollevando le sopracciglia, per nulla divertito dall&apos;ultimo commento.&lt;br /&gt;“MA SEI IMPAZZITO?!” ruggì Inghilterra, scattando in avanti come un leone a cui avevano pestato la coda. &lt;br /&gt;Francia scoppiò a ridere, scuotendo la testa:&lt;br /&gt;“Ah, &lt;i&gt;Angleterre&lt;/i&gt;, ti adoro quando fai così.”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La Nazione tossicchiò e si appoggiò di nuovo allo schienale del divano, cercando ritornare composto almeno esteriormente:&lt;br /&gt;“Se mi adori...” sbottò, calcando sulla parola. “Sbatti fuori quell&apos;uomo, perché di certo lui non mi ama.”&lt;br /&gt;Francia rise di nuovo, deciso a non lasciarsi infastidire dall’accenno fatto ai suoi sentimenti.&lt;br /&gt;“Penso proprio che il cretino fra noi due sia tu, Inghilterra. Cominci dicendomi che il mio boss non piace ad America e poi pretendi che io lo cambi?”&lt;br /&gt;“Ho detto che non piace al suo boss e quella comunque è una ragione secondaria.” rispose Inghilterra velocemente, voltando la testa su un lato per non doverlo guardare in faccia e sperando di riuscire a mascherare la propria gaffe negando tutto ciò che era negabile.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“E quando io non piacerò all’&lt;i&gt;Amerique&lt;/i&gt; cercherai di cambiare anche me, &lt;i&gt;Angleterre&lt;/i&gt;?” bisbigliò l’altro, tendendosi verso di lui, pieno di veleno.&lt;br /&gt;“Non so che cosa ti stai mettendo in testa…” iniziò Inghilterra, evidentemente deciso a difendersi fino all’ultimo.&lt;br /&gt;“Che cosa mi sto mettendo in testa?” ripeté Francia, alzandosi in piedi, rispondendo alla necessità impellente di muoversi, fare qualsiasi cosa pur di non dover rimanere lì fermo. “Riesco ancora a vedere qualcosa che mi sta sotto il naso, sai?” esclamò, appoggiando la mano destra sul petto e lasciando che la sinistra gesticolasse. “Il tuo boss preferisce quello di America al mio in una maniera così spudorata che fa fin venire mal di testa! Tu fai la medesima cosa con America stesso!”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Inghilterra cambiò colore, diventando prima terribilmente pallido e poi rosso acceso. Si alzò in piedi anche lui, con lentezza.&lt;br /&gt;“Non osare mai più dire una cosa del genere.” sibilò, afferrandolo per il bavero e costringendolo ad alzarsi sulla punta dei piedi per non cadere. “Non osare.”&lt;br /&gt;“E allora tu non permetterti di tirare in ballo i miei sentimenti quando stiamo parlando di politica, Inghilterra, o potresti avere una pessima sorpresa.” ringhiò Francia di rimando; lo prese per la collottola e lo baciò con rabbia, senza preoccuparsi del fatto che la sua furia gli stava ferendo le labbra, secche e rovinate.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Inghilterra lo spinse all’indietro, ricambiando con altrettanto slancio. Scavalcò il tavolino per avvicinarsi di più, non senza qualche problema: rovesciò le tazze che vi erano appoggiate sopra, preoccupato com’era solo di mettergli le mani addosso, e una di esse rotolò fino a cadere e schiantarsi sul pavimento.&lt;br /&gt;“Se non fai attenzione…” scandì Francia cercando di parlare, nonostante i tentativi di mangiarsi a vicenda, e anche se parecchie parti della sua mente gli suggerivano di stare zitto e darsi da fare, e sicuramente Inghilterra sarebbe stato d’accordo con loro. “Finirai per rompere qualcosa.”&lt;br /&gt;“Taci, stupida rana.” sbottò l’altro di rimando, senza degnarsi di dargli una risposta più attinente.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Con un calcio, Inghilterra si levò la poltroncina dai piedi; liberata la strada, costrinse Francia ad indietreggiare fino al letto, per poi spingercelo sopra, con una forza appena superiore a quella che sarebbe stata strettamente necessaria. &lt;br /&gt;La Nazione si lasciò spintonare, senza nemmeno provare ad opporre resistenza, non tanto perché non potesse farlo quanto perché non ne aveva alcuna intenzione. Litigare o fare sesso, andavano bene entrambi, in quel momento; qualsiasi cosa, pur di riuscire ad arrivare ad Inghilterra, per dimostrargli che lui era lì e non aveva alcuna intenzione di andarsene, né tanto meno di lasciare spazio ad altri.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Inghilterra prese a sbottonarsi la camicia, il respiro pesante e spezzato che assomigliava sempre di più ad un ringhio; senza nemmeno guardare cosa stava facendo e quanti bottoni stesse strappando al povero indumento, teneva gli occhi puntati su Francia, come se il suo sguardo fosse in grado di costringerlo lì, immobile, sul letto, ed impedirgli di fare qualsiasi cosa che non fosse concorde alla sua volontà.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Incapace di muoversi, Francia rimase in rigida attesa, guardandolo fisso a sua volta, seguendo con attenzione ogni movimento e ogni centimetro di pelle che veniva denudato. Ripensandoci, il sesso era decisamente meglio di qualunque litigio.&lt;br /&gt;“Fottuti polsini…” borbottò Inghilterra, mentre si liberava dell’unico che ancora teneva e lasciava cadere la camicia sul pavimento, con troppa fretta addosso per degnarla di grandi attenzioni.&lt;br /&gt;Attenzioni che, in quel momento, erano decisamente dirette altrove. Francia si sentì piombare addosso il peso di Inghilterra quasi ancora prima di vederlo; alzò istintivamente le braccia, per incrociargliele dietro il collo, per tirarlo ancora più vicino, per baciarlo, ma Inghilterra rimase seduto sopra di lui, più interessato a spogliarlo che ad avvicinarsi. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Francia si inarcò, gemendo, frustrato da quell’interesse eccessivo dimostrato nei confronti dei suoi vestiti, piuttosto che a lui. Per quanto gli fregava, Inghilterra poteva fotterlo mezzo vestito.&lt;br /&gt;Gli ci vollero un paio di secondi, perso com’era nelle proprie fantasie, per rendersi conto che l’altro si era completamente fermato.&lt;br /&gt;Merda. Qualunque fosse il motivo di quell’arresto, non poteva essere una buona notizia. Forse Inghilterra ci aveva ripensato; forse preferiva litigare o, peggio, parlare.&lt;br /&gt;La Nazione aprì timidamente un occhio, quasi temendo di scoprire che cosa era successo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Inghilterra lo stava fissando con aria confusa, le punte delle dita appoggiate sul suo collo.&lt;br /&gt;“Cosa c’è adesso?” chiese Francia, rassicurato dal fatto che l’altro non sembrava arrabbiato e di conseguenza spazientito per l’interruzione.&lt;br /&gt;“Hai… una macchia sul…” balbettò Inghilterra, con tono quasi timoroso.&lt;br /&gt;“Eh?” sbottò Francia di rimando, per poi ricordarsi quel piccolo incontro del primo pomeriggio, con Canada. Istintivamente, si portò una mano sul collo, quasi a coprirsi; rendendosi conto della gaffe, fece finta di massaggiarselo, non riuscendo bene a capire perché d’improvviso si sentiva a disagio.&lt;br /&gt;“E’ un…” mormorò l’altro, rifiutandosi di pronunciare la parola ed abbandonandola lì, sospesa fra loro, come un macigno.&lt;br /&gt;“E’ un succhiotto.” sbottò Francia, conscio del fatto che stava pericolosamente arrossendo; non c’era niente di male, in fondo, ed era meglio dire le cose come stavano, piuttosto che lasciarle in silenzio, piuttosto che permettere loro di macerare come se fossero chissà che grandi problemi, piuttosto che farle diventare ciò che non erano.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“E’ un succhiotto.” ripeté, con voce chiara. “Me l’ha fatto Canada, ma…”&lt;br /&gt;Qualunque fosse stata la difesa che aveva intenzione di mettere in piedi (perché adesso sentiva la necessità di difendersi, poi?), Inghilterra lo interruppe:&lt;br /&gt;“Canada?” gli fece eco, quasi incredulo.&lt;br /&gt;“Bhe, non cadere dalle nuvole in quella maniera!” strillò Francia, infastidito. “Te l’avevo detto, no, che…”&lt;br /&gt;“Sì, sì, lo so!” urlò Inghilterra di rimando, alzandosi di scatto ed allontanandosi, per dargli le spalle. “Ti scopi i domini, me l’avevi detto!”&lt;br /&gt;“Non era…”&lt;br /&gt;“Devo andare.”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Francia chiuse la bocca di scatto, sicuro che, fra i suoi strilli e il fatto che l’altro stesse ora quasi bisbigliando, doveva per forza aver capito male.&lt;br /&gt;“Cosa?”&lt;br /&gt;“Devo andare, ho un incontro col mio boss.”&lt;br /&gt;“Ma stai scherzando! Ma…”&lt;br /&gt;Inghilterra aprì il suo baule, tirando fuori in fretta una camicia pulita e iniziando a rivestirsi. Francia scese dal letto e gli si avvicinò, non riuscendo ancora a credere alle proprie orecchie.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Inghilterra…” mormorò, appoggiandogli una mano su un braccio; l’altro si girò, ignorandolo, afferrò la giacca e si diresse alla porta.&lt;br /&gt;Nonostante fosse probabilmente la peggior cosa che potesse fare, Francia non riuscì a trattenersi e si lasciò scappare una risatina, che si affettò a coprire, portando una mano alla bocca. Non poté in alcuna maniera mimetizzare nemmeno il tono leggermente canzonatorio, quando parlò, sinceramente divertito e un po’ sbalordito davanti all’assurdità della situazione:&lt;br /&gt;“&lt;i&gt;Angleterre&lt;/i&gt;, non sei mica geloso, vero?”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nonostante la Nazione fosse girata, non fu difficile intuire che stava arrossendo fino alla radice dei capelli.&lt;br /&gt;“Certo che no.” sbottò, senza nemmeno troppa energia, e Francia, scioccato, non poté che ammettere che, in lingua inglese, quello era un palese “certo che sì”. &lt;br /&gt;Prima che potesse rimangiarsi ciò che aveva chiesto, sminuire la cosa, trattenere la Nazione con qualche scusa o risollevare in qualche maniera la situazione, Inghilterra se n’era già andato, sbattendo la porta.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;</description>
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  <pubDate>Sun, 20 Dec 2009 22:05:02 GMT</pubDate>
  <title>[Axis Powers Hetalia] Laissez parler, les p&apos;tits papiers (1/3&amp;gt;</title>
  <link>http://imanokimochi.livejournal.com/79352.html</link>
  <description>&lt;b&gt;Titolo&lt;/b&gt;: Laissez parler, les p&apos;tits papiers  (1/3)&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Alpha&lt;/b&gt;: &lt;span class=&apos;ljuser ljuser-name_alexbnr&apos; lj:user=&apos;alexbnr&apos; style=&apos;white-space: nowrap;&apos;&gt;&lt;a href=&apos;http://alexbnr.livejournal.com/profile&apos;&gt;&lt;img src=&apos;http://l-stat.livejournal.com/img/userinfo.gif&apos; alt=&apos;[info]&apos; width=&apos;17&apos; height=&apos;17&apos; style=&apos;vertical-align: bottom; border: 0; padding-right: 1px;&apos; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href=&apos;http://alexbnr.livejournal.com/&apos;&gt;&lt;b&gt;alexbnr&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Genere&lt;/b&gt;: sentimentale, angst&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Rating&lt;/b&gt;: NC-17&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Personaggi&lt;/b&gt;: Francia, UK, Canada (America, vari ed eventuali)&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Pairing&lt;/b&gt;: Inghilterra/Francia, Canada/Francia.&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Parole&lt;/b&gt;: 13,118 (W) in totale&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Challenge&lt;/b&gt;: &lt;a href=&quot;http://imanokimochi.livejournal.com/74308.html&quot;&gt;Moulin Rouge Challenge&lt;/a&gt; di &lt;span class=&apos;ljuser ljuser-name_haruka_lantis&apos; lj:user=&apos;haruka_lantis&apos; style=&apos;white-space: nowrap;&apos;&gt;&lt;a href=&apos;http://haruka-lantis.livejournal.com/profile&apos;&gt;&lt;img src=&apos;http://l-stat.livejournal.com/img/userinfo.gif&apos; alt=&apos;[info]&apos; width=&apos;17&apos; height=&apos;17&apos; style=&apos;vertical-align: bottom; border: 0; padding-right: 1px;&apos; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href=&apos;http://haruka-lantis.livejournal.com/&apos;&gt;&lt;b&gt;haruka_lantis&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Prompt&lt;/b&gt;: The only way of loving me baby / Is to pay a lovely fee&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Disclaimer&lt;/b&gt;: di Hidekaz Himaruya. Titolo da &quot;Les p&apos;tits papiers&quot;&quot; di Serge Gainsbourg (citata anche all&apos;interno).&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Avvertimenti&lt;/b&gt;: E&apos; Axis Powers Hetalia. Se vi potete ritenere offesi dall&apos;idea, non leggete, grazie^^. Le opinioni dei personaggi non rispecchiano necessariamente quelle dell&apos;autrice. Inoltre AU, linguaggio scurrile e yaoi (m/m) con scene esplicite.&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Note storiche&lt;/b&gt;: &lt;a href=&quot;http://imanokimochi.livejournal.com/78805.html&quot;&gt;qui&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Note personali&lt;/b&gt;: questa cosa sta mettendo le gambe°°&apos;. Ma grazie ad Alex per venirmi sempre dietro =).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;Laissez parler&lt;br /&gt;Les p&apos;tits papiers&lt;br /&gt;A l&apos;occasion&lt;br /&gt;Papier chiffon&lt;br /&gt;Puissent-ils un soir&lt;br /&gt;Papier buvard&lt;br /&gt;Vous consoler&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a name=&quot;cutid1&quot;&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Francia chiuse la porta dietro di sé e prese a trotterellare lungo il viale, per poi svoltare in una stradina secondaria. Era piccola e stretta, come la ricordava, anche dopo anni di lontananza: da un momento all’altro si aspettava di sentire il profumo della &lt;i&gt;pâtisserie&lt;/i&gt; che sapeva trovarsi in fondo alla viuzza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Era stata un’enorme fortuna, che Germania avesse ripiegato senza radere al suolo la città. &lt;br /&gt;Per alcuni giorni, Francia aveva veramente temuto il peggio. Se avessero bruciato Parigi, come i tedeschi avevano minacciato di fare più volte, non sarebbe sopravvissuto al colpo.&lt;br /&gt;O forse sì? In fondo, si era scoperto più capace di quello che credeva, nel rimettersi in piedi ed andare avanti.&lt;br /&gt;Lo stesso saltellare con cui stava procedendo in quel momento lo provava, in fondo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Inghilterra stava ancora dormendo, spossato da tutte quelle riunioni e parate e di nuovo riunioni che si erano tenute negli ultimi giorni; c’era ancora una lunga strada da percorrere, fino a Berlino, ed era bene che si riposasse.&lt;br /&gt;Francia, dal canto suo, nonostante in parecchi gli avessero consigliato di fare lo stesso, non riusciva a rimanere fermo, in una così bella giornata di metà novembre, con un cielo limpido e un sole freddo ma luminoso. Aveva quindi deciso di alzarsi e fare una passeggiata, approfittando per andare a prendere una colazione. Non era male, quella che servivano al Quartier Generale delle forze dell’Unione, ma nulla poteva battere la &lt;i&gt;brioche&lt;/i&gt; appena uscita dal forno; anche i suoi cari e ammirevoli alleati prima o poi l’avrebbero capito. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sicché, in barba ad ogni raccomandazione che Inghilterra gli aveva fatto a proposito dei tedeschi che ancora si nascondevano in città, ora Francia stava trotterellando per una viuzza secondaria della sua capitale, fischiettando a basso volume la Marsigliese. Ad ogni passo sentiva un piccolo dolore sordo, che gli metteva uno stupido sorriso di pura soddisfazione sul volto.&lt;br /&gt;Parigi era bella come sempre, bella come se la ricordava, dal più ampio dei viali al più piccolo particolare delle stradine e delle scale che si arrampicavano su Montmartre, ampia e spaziosa e ombrosa e riservata, minimalista e grandiosa. &lt;br /&gt;I danni inflitti dagli occupanti e dagli invasori (da entrambe le parti, pensava amaramente Francia, ancora incapace di lasciar andare quell’idea, che probabilmente solo il tempo avrebbe cancellato) erano di entità lieve, almeno per ciò che riguardava la città concreta. L’economia, così come lo spirito di Parigi, erano a pezzi, ma per quelli ci sarebbe voluta molta pazienza e molto aiuto da parte di Inghilterra. &lt;br /&gt;Nel frattempo, però, Parigi era libera. &lt;i&gt;Fluctuat nec mergitur&lt;/i&gt;, Lutetia, &lt;i&gt;non&lt;/i&gt;?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Svoltò l’ultimo angolo che lo separava dalla &lt;i&gt;pâtisserie&lt;/i&gt;, accelerando; se non avesse fatto in fretta, Inghilterra si sarebbe svegliato e al suo ritorno sarebbe già stato al lavoro, sommerso da carte e cartine, come al solito, mandando a monte i suoi progetti per una mattinata tranquilla e privata e dedicata solo a loro due.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La scena che gli si parò davanti lo bloccò a pochi metri dalla meta.&lt;br /&gt;La &lt;i&gt;pâtisserie&lt;/i&gt; era completamente distrutta: le vetrine eleganti erano state sfondate, i pezzi sparsi per tutta la strada; le decorazioni sul legno e sui muri erano annerite, così come l’interno, segno che qualcuno aveva provato ad appiccare un incendio, forse non riuscendovi completamente. Sulle pareti, all’interno, era ancora possibile vedere, accanto ai quadri in frantumi, delle scritte, così scure da risultare illeggibili.&lt;br /&gt;Curiosamente, nonostante la sua disposizione a prestare attenzione ai particolari, Francia non vide nulla di tutto questo; in piedi in mezzo al vicolo, riuscì solo a pensare che una delle sue &lt;i&gt;pâtisserie&lt;/i&gt; preferite era stata distrutta.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sbatté le palpebre un paio di volte, come per svegliarsi da un incubo.&lt;br /&gt;La &lt;i&gt;pâtisserie&lt;/i&gt; non c’era più; serviva trovarne un&apos;altra, quindi. Per comperare la &lt;i&gt;brioche&lt;/i&gt;.&lt;br /&gt;Giusto. La &lt;i&gt;brioche&lt;/i&gt; per Inghilterra.&lt;br /&gt;Con questo pensiero fisso in mente, Francia girò su se stesso e tornò di corsa sui suoi passi, per cercare un&apos;altra pasticceria.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;¤¤¤&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Come previsto, Inghilterra era già al tavolo da lavoro, sommerso dalle carte, quando Francia tornò al Quartier Generale; si doveva trattare di documenti confidenziali, perché in camera loro tenevano solo quelli.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“&lt;i&gt;Bonjour~&lt;/i&gt;” intonò Francia, appoggiandosi su una sua spalla, depositandogli un bacio sulla guancia e guardando con disapprovazione i fogli che stavano davanti a lui.&lt;br /&gt;“Dove sei stato?” chiese Inghilterra, senza distogliere gli occhi dai documenti.&lt;br /&gt;La stanchezza nella sua voce era pesante e stantia, sintomo del fardello che gli gravava sopra da troppo tempo. Il successo delle operazioni belliche nel continente stavano mettendo Germania nei pasticci, vero, ma questo non voleva dire che Francia e Inghilterra fossero miracolosamente guariti; la fatica degli anni di guerra aleggiava su entrambi, sotto forma di profonde occhiaie e sonni agitati. Francia stava cercando ora di rimettere in piedi il proprio paese, sia dal punto di vista economico che istituzionale, ma era chiaro che ci sarebbe voluto tempo; le divisioni dell&apos;esercito a disposizione erano radunate assieme a quelle inglesi e canadesi lungo la linea Maginot ed il confine col Belgio, mentre si cercava di riunire più uomini possibili per crearne altre. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“A comperare la prima colazione, ovviamente.” rispose Francia, scuotendo la testa, per liberarla da quegli orrendi pensieri, ed accennando al sacchetto di carta che aveva con sé.&lt;br /&gt;“Ce la servono, la colazione. Non dovresti uscire, almeno non da solo.”&lt;br /&gt;Francia fece una piccola risata, per provare ad alleggerire il tono della discussione. “Mi hai fatto cercare?”&lt;br /&gt;“No.” Inghilterra si girò verso di lui per la prima volta, con un&apos;espressione perplessa. Francia ne approfittò per baciarlo a fior di labbra, appoggiando poi la propria fronte contro la sua. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Avrei dovuto?” chiese Inghilterra, senza scostarsi né muoversi in altra maniera.&lt;br /&gt;“Certo che no.” rispose Francia, sorridendogli. “Ho comperato la colazione.”&lt;br /&gt;“Cerca almeno di non servirti dello stesso panificio tutte le mattine, potrebbero studiare i tuoi movimenti e rapirti, o peggio.” borbottò l&apos;altro, riprendendo a leggere i documenti.&lt;br /&gt;Francia rise, agitando una mano. “Sciocchezze. Cosa vuoi che mi possa succedere, qui a Paris? Sono a casa!”&lt;br /&gt;Inghilterra annuì, senza prestargli troppa attenzione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Francia gli strappò il foglio di mano, allontanandosi subito dopo dal tavolino.&lt;br /&gt;“Ehi! Torna subito qui! Cosa pensi di farci, con quel documento?”&lt;br /&gt;“Tranquillo, non è mica una lettera d&apos;amore della tua amante.” Francia sorrise, sollevando il foglio sopra la sua testa, mentre Inghilterra si alzava in piedi per cercare di riprenderlo. “Lascia stare un po&apos; il lavoro, &lt;i&gt;Angleterre&lt;/i&gt;, e vieni a fare colazione, su.”&lt;br /&gt;“Molla...” ringhiò l&apos;altro, saltellando per la stanza e tentando inutilmente di raggiungere il pezzo di carta.&lt;br /&gt;“&lt;i&gt;Le petit déjeuner~&lt;/i&gt;” ripeté Francia, tenendolo fuori dalla sua portata. “Prova a dirlo, Angleterre, prova. Dé-jeu-ner, non è difficile...”&lt;br /&gt;“Non ti azzardare a riprovarci!” strillò Inghilterra, afferrandolo per le spalle e scuotendolo. “Non ci pensare nemmeno! Mi hai rincretinito abbastanza all&apos;inizio del primo millennio, con quella tua stupida lingua, non cominceremo il secondo con la stessa scocciatura!”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Francia rise solo più forte, senza opporre resistenza agli spintoni di Inghilterra; la cosa gli sfuggì di mano, però, nel momento in cui un&apos;oscillazione più forte gli fece sbattere violentemente la fronte contro quella del suo aggressore. &lt;br /&gt;Con un paio di lamenti identici, le due Nazioni mollarono entrambe la presa e fecero un passo indietro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Maledetto deficiente...” piagnucolò Inghilterra, tenendosi la testa fra le mani.&lt;br /&gt;“Ma se è stata colpa tua!” gridò di risposta Francia, massaggiandosi a sua volta la parte dolorante.&lt;br /&gt;“Sei stato tu a rubarmi il documento!” &lt;br /&gt;“Tu mi stai ignorando!”&lt;br /&gt;“Ho di meglio da fare che prestare attenzione a te!”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Francia smise di massaggiarsi la fronte, azzittendosi.&lt;br /&gt;Inghilterra chiuse la bocca di scatto, abbassando lo sguardo, rendendosi conto dell&apos;errore appena commesso. “C-cioè... Non...”&lt;br /&gt;“&lt;i&gt;Angleterre&lt;/i&gt;, dovresti davvero imparare a stare attento a quello che dici quando non hai collegato il cervello, sai?”&lt;br /&gt;L&apos;altro divenne ancora più rosso in volto, ma non replicò.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Francia gli sorrise, per poi avvicinarsi e dargli un altro bacio sulla guancia.&lt;br /&gt;“Vieni, facciamo colazione.”&lt;br /&gt;Inghilterra annuì e osservò Francia che buttava tutte le carte giù dal tavolo, per fare spazio alla sua brioche; era chiaro che era una ripicca nei suoi confronti, ma la Nazione non disse niente comunque. &lt;br /&gt;“&lt;i&gt;Et voilà~&lt;/i&gt;” esclamò Francia quando ebbe finito di apparecchiare; era stato provvidenziale, tenere una tovaglia e qualche posata a portata di mano, ma del resto Francia era un esperto, nel campo della provvidenza. Infatti, una cameriera aveva già portato del the dalle cucine, come la Nazione aveva fatto richiesta prima di salire.&lt;br /&gt;“Non è quello che chiamerei perfetto, ma gli si avvicina abbastanza.” dichiarò la Nazione, ammirando il proprio lavoro. “Vieni, &lt;i&gt;Angleterre&lt;/i&gt;, è pronto.”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Inghilterra era ancora in piedi in mezzo alla stanza, il volto contratto in un&apos;espressione che riusciva ad essere allo stesso tempo contrariata e delusa.&lt;br /&gt;Francia rise nervosamente, guardandosi attorno senza sapere bene dove sbattere la testa, poi fece un ampio gesto col braccio.&lt;br /&gt;“&lt;i&gt;Le petit déjeuner... Non&lt;/i&gt;?” La sua avrebbe voluto essere un&apos;affermazione, ma prese la piega di una domanda senza che lui potesse impedirlo.&lt;br /&gt;Inghilterra sembrò valutare la cosa ancora per qualche altro secondo, poi annuì e appoggiò le mani allo schienale della sua sedia; non fece alcun altro movimento, però, rimanendo lì in piedi, in maniera rigida.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“&lt;i&gt;An&lt;/i&gt;...” cominciò Francia, una nota di supplica nella sua voce, ma s&apos;interruppe subito dopo; riprese con tono più tranquillo, poi, alzando una mano verso l&apos;altro, come segno di non aggressività. “Senti, &lt;i&gt;Angleterre&lt;/i&gt;...”&lt;br /&gt;“No, senti tu.” sbottò Inghilterra, facendo quasi fatica ad aprire la bocca, dopo averla tenuta serrata così strettamente. “Ric...”, s’interruppe, agitando la testa come un leone nervoso. “Riconosco che non era molto gentile, quello che ho detto, ma da quando mi preoccupo di cosa è opportuno dire o meno, con te?”&lt;br /&gt;“Da un paio d&apos;anni, &lt;i&gt;Angleterre&lt;/i&gt;.” rispose Francia, con un filo di voce che contrastava orribilmente col tono deciso dell&apos;altra Nazione. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Cominciamo, pensò tra sé, cominciamo. Questo è l&apos;inizio della fine.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Inghilterra abbassò il capo, stringendo la propria presa sullo schienale. &lt;br /&gt;“Dovremmo cominciare a decidere alcune regole, credo.” disse dopo qualche lungo minuto. “N-non so come, ma dovremmo davvero...”&lt;br /&gt;Un rumore secco interruppe la conversazione. La seconda volta che si sentì, si accorsero che era qualcuno che stava bussando.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le due Nazioni si guardarono, incerte, poi Inghilterra andò alla porta.&lt;br /&gt;“Chi è?”&lt;br /&gt;“Sono io.” rispose una voce da fuori; non era particolarmente illuminante come risposta, ma solo una persona in tutto l&apos;edificio poteva presentarsi in quella maniera – forse due, ma la seconda non parlava con accento francese. &lt;br /&gt;Francia lasciò cadere la mano dalla pistola nella fondina, sulla quale si era appoggiata istintivamente, mentre Inghilterra apriva la porta con un gesto secco e veloce.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Generale.” la Nazione salutò comunque con un cenno della testa, mentre il boss di Francia entrava nella stanza. &lt;br /&gt;L&apos;uomo diede una rapida occhiata alla camera, soffermandosi appena più a lungo sul tavolo apparecchiato e quindi sui fogli sparsi sul pavimento.&lt;br /&gt;“Signori.” rispose, chinando il capo verso la propria Nazione. “Confido non vi siano stati problemi con la cucina.” proseguì, in rapido francese.&lt;br /&gt;Francia annuì, accorgendosi che Inghilterra si era accigliato, probabilmente perché infastidito dall&apos;essere escluso dal dialogo ed irritato per essere stato interrotto durante una conversazione privata, in un luogo privato e nel suo tempo privato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Avrei bisogno di parlarle.” disse quindi l&apos;uomo, fissandolo come usava fare, con quegli occhi che parevano volerlo sezionare in tanti piccole parti, per capire come funzionavano, e poi rimetterle insieme in maniera che reputava più consona all&apos;idea che aveva lui della propria Nazione. Francia capì dal tono che si trattava di una conversazione alla quale Inghilterra non era invitato.&lt;br /&gt;“Sì, signore.” rispose, posando il tovagliolo che aveva in mano e avvicinandosi. “Torno subito.” disse, rivolto all&apos;altra Nazione.&lt;br /&gt;“Stavamo facendo colazione.” scandì freddamente Inghilterra, accigliandosi ancora di più. “La tortina si raffredderà.”&lt;br /&gt;“La... tortina?” ripeté il boss di Francia; non fosse stato per il suo volto, sempre imperturbabile, sarebbe fin sembrato gli stesse facendo il verso. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Francia si inserì fra i due, guardando il proprio boss col capo chinato. “Possiamo andare.”&lt;br /&gt;L&apos;uomo annuì. “Dopo di lei.”&lt;br /&gt;Con un ultimo sguardo rivolto ad Inghilterra, Francia uscì dalla camera; il suo boss non lo degnò invece nemmeno di un&apos;occhiata, girandosi e seguendo la propria Nazione in silenzio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;¤¤¤&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quando Francia tornò in stanza, una mezz&apos;ora dopo, la &lt;i&gt;brioche&lt;/i&gt; già fredda era l&apos;ultimo dei suoi problemi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Inghilterra non sollevò gli occhi dagli ultimi dossier che gli avevano portato, né gli prestò alcuna attenzione. Aveva rimesso la colazione dentro il sacchetto in carta, tolto la tovaglia e le posate di mezzo, spostato sul comodino la tazza di Francia e stava ora seduto al tavolo di lavoro, sorseggiando il proprio the.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Francia non ebbe nemmeno bisogno di pensarci e probabilmente, anche volendolo fare, non ci sarebbe riuscito, schiacciato com’era da quel guazzabuglio emotivo che aveva dentro e che premeva in ogni maniera per uscire; la mano gli scivolo automaticamente sulla tazza, afferrandola e mandandola a schiantarsi sul muro, dove il liquido lasciò un’enorme macchia a forma di stella.&lt;br /&gt;Inghilterra si girò di scatto, sobbalzando sulla sedia, solo quando sentì il rumore. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Francia sapeva che non doveva sembrare molto sano, fuori di sé com’era: era conscio del fatto che, se aveva gli occhi spalancati anche solo la metà di quanto li sentiva, gli avrebbero conferito un’espressione allucinata, mentre il colore paonazzo del volto rivelava che si era agitato molto negli ultimi minuti. In quel momento, però, non gli interessava molto, sembrare sano; anche perché non si sentiva esattamente tale. &lt;br /&gt;Ancora più furioso per quest’ultimo pensiero che gli aleggiava nella testa, afferrò un solitario vasetto decorativo e prese a passarselo convulsamente da una mano all’altra.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“C… Che diavolo...” chiese Inghilterra, alzandosi in piedi e guardandolo, confuso. “Cosa diamine stai facendo?!”&lt;br /&gt;Prevedibilmente, il vaso si frantumò sul muro, facendo la stessa fine della tazza.&lt;br /&gt;“Fermati, cretino!”&lt;br /&gt;Francia si guardò attorno freneticamente, cercando qualcos’altro da poter lanciare ma non trovando più nulla, nella stanza piuttosto spoglia che condividevano.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Inghilterra approfittò del momento di pausa per avvicinarsi, fulmineo, e afferrargli entrambi i polsi. Nonostante fosse una rissa forse l’ultima cosa che voleva in quel momento, Francia istintivamente cercò di liberarsi, tirando con tutta la forza che aveva e agitando le braccia per sottrarsi alla sua presa. Inghilterra si sbilanciò in avanti, tentando di mantenere il proprio appiglio, e gli rovinò addosso, col risultato che entrambi finirono sul tappeto, che ricopriva buona parte del pavimento.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Francia batté il capo per terra, per la seconda volta nella mattinata, e ricevette una testata in pieno petto dal dolce peso di Inghilterra, che, cadendo, aveva lasciato andare uno dei suoi polsi; l&apos;altro si alzò subito da sopra di lui, riuscendo col movimento a schiacciargli quello che ancor stringeva. Francia, terribilmente dolorante e furioso, non aspettò nemmeno di avere abbastanza spazio per far ruotare il braccio e gli allungò un ceffone in pieno volto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il rumore echeggiò per la stanza come un colpo di pistola.&lt;br /&gt;Vero che, non avendo avuto molta libertà di manovra, non era riuscito a imprimervi troppa forza e si trattava tutto sommato di molto fumo e poco arrosto; d’altro canto, era il gesto che contava, e quello era stato piuttosto inequivocabile.&lt;br /&gt;Francia, rendendosi conto di cosa aveva fatto, cambiò colore, mentre la mano iniziava a tremargli leggermente. Troppo scioccato, non pensò nemmeno a scappare prima che la vendetta dell’altro si abbattesse su di lui: l’avrebbe come minimo strangolato, e sul serio questa volta; beffa aggiunta al danno, dopo secoli di scontri, l’avrebbe ammazzato senza dover nemmeno fare troppa fatica, avendolo già bloccato sotto di sé.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Cosa fai, deficiente?!” strillò Inghilterra, alzando una mano a toccarsi la guancia offesa.&lt;br /&gt;Francia sbatté le palpebre un paio di volte, scongelandosi dalla paralisi che l’aveva colpito, ma prima che potesse dire qualcosa, l’altro gli afferrò una manciata di capelli e tirò con forza.&lt;br /&gt;“Ahiahiahiahiahi!” protestò, appendendosi d’istinto al suo orecchio sinistro, nella speranza di fargli abbastanza male da costringerlo a mollare.&lt;br /&gt;“Bastar…” strepitò l’altro, prendendo a tirargli anche la barba, in direzione opposta ai capelli, per vendetta.&lt;br /&gt;“Guiiiiih” stridette Francia, ora impossibilitato anche a formulare parole di senso compiuto. Disperato, gli assestò una zuccata in piena fronte, auspicandosi di abbatterlo, e facendo salire quindi a tre le botte in testa di quella mattinata, al principio della quale, chiaramente, avrebbe fatto meglio a rimanersene a letto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Inghilterra rovinò effettivamente all’indietro, trascinandosi appresso l’altro, anche se la sua presa si era fatta meno forte. Troppo scioccati per fare altro, rimasero sdraiati per qualche minuto, riprendo fiato dopo l’orribile esperienza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Francia fu il primo a rialzarsi e a sedersi in parte, ancora boccheggiante.&lt;br /&gt;“Sei sempre… Il solito… Barbaro.”&lt;br /&gt;Inghilterra espirò, sorridendogli soddisfatto dal tappeto. “Femminuccia.”&lt;br /&gt;Francia sgranò gli occhi, incredulo. “O per l’amor…” scoppiò a ridere, senza riuscire a trattenersi. “Erano secoli che non mi davi della femminuccia! Hai battuto la zucca più duro del previsto?”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Inghilterra si alzò a sedere, scuotendo la testa, ancora dolorante. &lt;br /&gt;“Effettivamente…” proseguì Francia, appoggiandogli la punta delle dita su una guancia, per tenerlo fermo. “Ti sta crescendo un bernoccolo in fronte.”&lt;br /&gt;“EH?” strillò l’altra Nazione, scattando in piedi e correndo allo specchio. “Santo cielo, è vero!”&lt;br /&gt;Francia scoppiò a ridere, finendo per accasciarsi, di nuovo senza fiato, sul pavimento e guadagnandosi un’occhiataccia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quando finalmente riuscì ad alzarsi in piedi, asciugandosi le lacrime causate dalle troppe risate, Inghilterra era ancora davanti allo specchio, intento ad ispezionare i danni, o forse le proprie occhiaie. Francia fece scivolare le mani sopra i suoi fianchi, in un gesto il cui affetto era palese persino a lui, suo malgrado; le appoggiò poi sulla sua pancia, abbracciandolo, e appoggiò il mento sulla sua spalla, osservando il riflesso nello specchio.&lt;br /&gt;“Dovrei citarti per danni alla mia persona…”&lt;br /&gt;Francia ridacchiò. “Più di quanto ce ne rendiamo conto entrambi, temo.”&lt;br /&gt;“Mh?” chiese Inghilterra, lasciando andare i capelli e facendoli ricadere sulla fronte. L’altro sorrise, senza rispondere, e gli baciò la spalla.&lt;br /&gt;“Senti, &lt;i&gt;Angleterre&lt;/i&gt;… Pensi io sia cambiato molto, negli ultimi tempi?”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Inghilterra esitò per qualche istante prima di replicare, non volendo forse offenderlo per l&apos;ennesima volta:&lt;br /&gt;“No. Sei solo un po’… Sciupato, ecco.”&lt;br /&gt;“Ha detto che un giorno mi guarderò allo specchio e non mi riconoscerò più.” mormorò Francia, senza incontrare il suo sguardo; non c’era bisogno che esplicitasse il soggetto della frase e, a dire il vero, non aveva nemmeno bene idea di che cosa gli fosse venuto in mente, per scoprirsi a quella maniera. Come se i suoi gesti non lo facessero sembrare già abbastanza debole. &lt;br /&gt;Inghilterra parlò con voce tesa, ma non lasciò trasparire in nessun’altra maniera la sua irritazione verso l’uomo in questione:&lt;br /&gt;“Sei identico a quando ti ho conosciuto.”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Riscosso dai suoi pensieri, Francia alzò la testa, incredulo, e gli rivolse uno sguardo stupito:&lt;br /&gt;“Questa era una cosa incredibilmente carina, da dire! Grazie!”&lt;br /&gt;“M-ma per chi mi hai preso, non ho capito…” borbottò l’altro imbarazzato, girandosi dall’altra parte per nascondere il rossore.&lt;br /&gt;Francia rise, tornando ad appoggiare il mento sulla sua spalla e guardando il loro riflesso, con una piccola, piccola punta di soddisfazione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;¤¤¤&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Francia guardò il piccolo foglio che aveva in mano, non sapendo bene che cosa avrebbe dovuto pensare.&lt;br /&gt;Singapore era al limite. Australia non riusciva più a reggere il peso dell&apos;offensiva giapponese e presto avrebbe capitolato.&lt;br /&gt;Francia lasciò scorrere gli occhi sulle cartine dell&apos;Africa settentrionale impilate su quella che, nella sua testa, era la scrivania di Inghilterra: nonostante fosse l&apos;unica presente nella stanza, lui non la usava mai. &lt;br /&gt;Le sue colonie si stavano letteralmente sbriciolando sotto la pressione nemica.&lt;br /&gt;Tornò a volgere lo sguardo sul messaggio di Australia, poi lo lasciò cadere sopra le cartine.&lt;br /&gt;Si passò stancamente una mano sul volto, quindi si alzò in piedi e si avviò fuori dalla stanza, chiudendosi la porta alle spalle.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;¤¤¤&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In piedi di fianco al suo boss, Francia guardava le proprie truppe sfilare lungo il &lt;i&gt;boulevard&lt;/i&gt;, davanti all&apos;Arco di Trionfo. La folla agitava piccole bandierine tricolori, esultando; la Nazione sorrideva, nonostante il protocollo prevedesse piuttosto la serietà assoluta che stava mantenendo l&apos;uomo.&lt;br /&gt;In fondo, c&apos;erano poche cose che sollevavano il morale come una parata di soldati vittoriosi. L&apos;onore dell&apos;esercito sembrava salvo, alla fine di tutto; dopo quello sfacelo che era stata l’invasione tedesca, pareva davvero un miracolo.&lt;br /&gt;Ora era necessario solo inquadrarvi in qualche maniera i gruppi partigiani. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Francia alzò una mano, quando passarono le truppe provenienti dalle colonie, in segno di saluto. Marocco ed Algeria erano più sotto, nell&apos;ultima fila del palco, e la Nazione non poteva capire che tipo di espressioni avessero sul volto, ma sperava che almeno loro potessero vedere lui.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Inghilterra spuntò improvvisamente, infilandosi di fianco a Francia.&lt;br /&gt;“Scusate il ritardo.” bisbigliò, mentre il boss dell&apos;altra Nazione lo fulminava con lo sguardo.&lt;br /&gt;“Ti sei appena perso la sfilata del miglior esercito d&apos;Europa, &lt;i&gt;Angleterre&lt;/i&gt;.” rispose Francia, quasi ridendo; si rifiutava di prendersela per una sciocchezza del genere in un giorno che doveva essere di festa.&lt;br /&gt;“Credevo fosse quello tedesco...” mormorò Inghilterra, alzando un sopracciglio, col chiaro intento di prenderlo in giro.&lt;br /&gt;“Non temere.” gli sorrise dolcemente Francia di rimando, per poi tornare a guardare le truppe che passavano. “Presto non ci sarà più nessun esercito tedesco.”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Inghilterra sembrò leggermente stupito, da quella risposta, ma si affrettò a rivolgere l&apos;attenzione anche lui alla cerimonia in corso.&lt;br /&gt;“Ma... Gli africani hanno sfilato prima dei canadesi?” chiese, guardando l&apos;esercito del dominio, senza capire.&lt;br /&gt;“Ringrazia che ci sono, i canadesi. Il boss non li voleva.”&lt;br /&gt;“Cosa?”&lt;br /&gt;“E quello di America non voleva che sfilassero le truppe delle mie colonie; credo che il tuo fosse d’accordo con lui.” sbottò Francia, masticandosi il labbro inferiore, leggermente irritato al ricordo della sua discussione avuta con i due uomini. “Per cui ho pensato di far marciare entrambi. Gli africani davanti, a scanso di equivoci.”&lt;br /&gt;“M-ma...” balbettò Inghilterra, dimostrando con la propria confusione che non sapeva assolutamente nulla di tutta la storia. &lt;br /&gt;Nonostante la minuscola gratificazione provata nell’assicurarsene, Francia produsse un rumore col naso, per comunicargli che, da un lato, era ancora piuttosto arrabbiato e, dall&apos;altro, la discussione era finita lì; Inghilterra, preferendo probabilmente non disturbare ulteriormente la cerimonia, lo assecondò.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;¤¤¤&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Ti farò avere quei documenti il prima possibile, Inghilterra.”&lt;br /&gt;La Nazione in questione annuì, appoggiando sul tavolo i fogli che stava leggendo ed alzandosi in piedi.&lt;br /&gt;“Grazie per tutto, Canada…” disse, aggirando il tavolino e avvicinandosi. “Ti raccomando Belgio; mantieniti in contatto, come sempre.”&lt;br /&gt;Il dominio annuì, afferrando la mano che gli era stata porta, leggermente rosso in volto. “S-sì…”&lt;br /&gt;“Penso che la prossima volta che ci vedremo non sarà poi tanto presto, per cui...” Inghilterra esitò, stringendo la propria presa sulla mano dell’altra Nazione. “Se tu potessi… Prima di partire…”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Canada arrossì più forte, cambiando però completamente espressione; girò la testa su un lato, facendo un piccolo broncio.&lt;br /&gt;“Questa storia lo sta affliggendo parecchio.” borbottò Inghilterra; dal tono era chiaro che lui stesso era poco propenso a parlare dell’argomento.&lt;br /&gt;“Non si direbbe.” recriminò Canada. “Senza contare che non è che io gli abbia tolto il saluto.”&lt;br /&gt;“Non si tratta di mancargli di rispetto.” ribatté Inghilterra, una nota di disperazione nella voce; lasciò andare la sua mano e gli diede le spalle, agitato. “Lo sai bene che lui... Non bada assolutamente a queste cose.”&lt;br /&gt;“Non è vero.” ringhiò l&apos;altro, come se l’affermazione lo offendesse personalmente.&lt;br /&gt;“Diciamo che vi dà meno importanza di quello che sarebbe opportuno.” sbottò Inghilterra di rimando; era ancora girato, ma non serviva vedere la sua espressione per capire che si stava alterando. “Altrimenti non si sarebbe cacciato in questo pasticcio!” La Nazione si voltò di scatto, guardando il proprio dominio in faccia, con un&apos;espressione livida. “O, meglio ancora, non gliene fregherebbe nulla di quello che pensi tu!”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Canada sgranò gli occhi, impallidendo; chinò il capo in fretta:&lt;br /&gt;“S-sì, Inghilterra.” mormorò. “Ti chiedo perdono se quello che ho detto... Ti ha offe...” la parola gli morì sulle labbra e non fu più in grado di continuare.&lt;br /&gt;Inghilterra si passò una mano sul volto, con un&apos;espressione stanca e leggermente pentita:&lt;br /&gt;“Vai, adesso, Canada... Sicuramente c&apos;è qualche altro posto dove puoi renderti utile.” borbottò, privo di energie.&lt;br /&gt;Il dominio annuì, senza incontrare il suo sguardo, e fece un breve inchino, per poi scappare dalla stanza.&lt;br /&gt;</description>
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  <pubDate>Sun, 20 Dec 2009 21:25:12 GMT</pubDate>
  <title>[Axis Powers Hetalia] Note storiche e varie per Laissez parler</title>
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  <description>-&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; &lt;a href=&quot;http://en.wikipedia.org/wiki/P%C3%A2tisserie&quot;&gt;P&amp;acirc;tisserie &lt;/a&gt; &lt;br /&gt;-&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Per ordine di Hitler, &lt;a href=&quot;http://en.wikipedia.org/wiki/Liberation_of_Paris#German_surrender_.2825_August.29&quot;&gt;Parigi sarebbe dovuta cadere in mano nemica solo se ridotta completamente in macerie&lt;/a&gt;.  &lt;br /&gt;-&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; de Gaulle definisce gli alleati &amp;ldquo;&lt;a href=&quot;http://en.wikipedia.org/wiki/Liberation_of_Paris#De_Gaulle.27s_speech_.2825_August.29&quot;&gt;cari e ammirevoli&lt;/a&gt;&amp;rdquo; nel discorso con cui celebra la presa della capitale francese. &lt;br /&gt; -&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; &lt;a href=&quot;http://en.wikipedia.org/wiki/Fluctuat_nec_mergitur&quot;&gt;Fluctuat nec mergitur&lt;/a&gt; (E&amp;rsquo; agitata [dalle onde] e non affonda) &amp;egrave; il motto della citt&amp;agrave; di Parigi (il cui nome in latino era Lutetia). &lt;br /&gt;-&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; &lt;a href=&quot;http://it.wikipedia.org/wiki/Linea_Maginot&quot;&gt;Linea Maginot&lt;/a&gt;: era una linea difensiva che il governo francese aveva fatto costruire lungo la frontiera con la Germania e l&amp;rsquo;Italia; si rivel&amp;ograve; in seguito completamente inutile, nel momento in cui i tedeschi l&amp;rsquo;aggirarono e i francesi non riuscirono a sfruttarla a pieno. &lt;br /&gt;-&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; &lt;a href=&quot;http://it.wikipedia.org/wiki/Charles_de_Gaulle#France_libre_.281940_-_1945.29&quot;&gt;I rapporti fra i vari boss Alleati erano non proprio idilliaci&lt;/a&gt;: un ufficiale comment&amp;ograve; che si comportavano in linea di massima tutti come ragazzine che stavano per raggiungere la pubert&amp;agrave;); &lt;a href=&quot;http://news.bbc.co.uk/2/hi/uk_news/politics/591468.stm&quot;&gt;Churchill avrebbe voluto sostituire de Gaulle&lt;/a&gt; con qualcuno che riteneva pi&amp;ugrave; adatto.  &lt;br /&gt;-&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; La parata per la liberazione di Parigi fu composta di &lt;a href=&quot;http://news.bbc.co.uk/2/hi/europe/7984436.stm&quot;&gt;sole truppe &amp;ldquo;bianche&amp;rdquo;&lt;/a&gt;, su volere degli americani e degli inglesi. &lt;br /&gt;-&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; de Gaulle invit&amp;ograve; gli inglesi a tornare a casa, dopo la liberazione di Parigi (scusate, non trovo fonti online).&lt;br /&gt; -&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Le truppe canadesi non scesero mai a Parigi, in realt&amp;agrave;, perch&amp;eacute; liberare la citt&amp;agrave; non era un priorit&amp;agrave; per il comando Alleato; in quest&amp;rsquo;ucronia probabilmente Francia ha fatto tanto di quel chiasso che Inghilterra lo ha assecondato. Inoltre, essendo i russi ancora bloccati nei pressi di Mosca in difesa della capitale, non c&amp;rsquo;&amp;egrave; motivo per affrettarsi a Berlino. Le divisioni canadesi quindi scendono a Parigi per poi risalire vero il Belgio e l&amp;rsquo;Olanda. &lt;br /&gt;-&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; &lt;a href=&quot;http://it.wikipedia.org/wiki/Comune_di_Parigi&quot;&gt;Comune di Parigi &lt;/a&gt; &lt;br /&gt;-&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; &lt;a href=&quot;http://www.lrb.co.uk/blog/2009/09/10/inigo-thomas/why-did-de-gaulle-give-up-smoking/&quot;&gt;de Gaulle smise di fumare&lt;/a&gt; dopo lo sbarco in Normandia.</description>
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  <pubDate>Sun, 20 Dec 2009 20:53:12 GMT</pubDate>
  <title>[Axis Powers Hetalia] Latte</title>
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  <description>&lt;strong&gt;Titolo&lt;/strong&gt;: Latte &lt;strong&gt;&lt;br /&gt;Rating&lt;/strong&gt;: G &lt;strong&gt;&lt;br /&gt;Genere&lt;/strong&gt;: fluff &lt;strong&gt;&lt;br /&gt;Challenge&lt;/strong&gt;: &lt;a href=&quot;http://michiru-kaiou7.livejournal.com/134603.html&quot;&gt;Calendario dell&apos;avvento, giorno 19&lt;/a&gt; di &lt;span class=&apos;ljuser ljuser-name_michiru_kaiou7&apos; lj:user=&apos;michiru_kaiou7&apos; style=&apos;white-space: nowrap;&apos;&gt;&lt;a href=&apos;http://michiru-kaiou7.livejournal.com/profile&apos;&gt;&lt;img src=&apos;http://l-stat.livejournal.com/img/userinfo.gif&apos; alt=&apos;[info]&apos; width=&apos;17&apos; height=&apos;17&apos; style=&apos;vertical-align: bottom; border: 0; padding-right: 1px;&apos; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href=&apos;http://michiru-kaiou7.livejournal.com/&apos;&gt;&lt;b&gt;michiru_kaiou7&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&amp;nbsp; : &amp;quot;Il Natale, non &amp;egrave; una data. E&apos; uno stato d&apos;animo.&amp;quot; &lt;strong&gt;&lt;br /&gt;Parole&lt;/strong&gt;: 170 (W) &lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Disclaimer&lt;/strong&gt;: di Hidekaz Himaruya. &lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Avvertimenti&lt;/strong&gt;: E&apos; Axis Powers Hetalia. Se vi potete ritenere offesi dall&apos;idea, non leggete, grazie^^. &lt;strong&gt;&lt;br /&gt;Note&lt;/strong&gt;: seguito di &lt;a href=&quot;http://imanokimochi.livejournal.com/78248.html&quot;&gt;&lt;em&gt;Corsa&lt;/em&gt;&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;  &lt;a name=&quot;cutid1&quot;&gt;&lt;/a&gt;Finlandia si lasci&amp;ograve; portare di peso dentro casa, troppo spossato per protestare che cos&amp;igrave; gli pare di essere una sposa &lt;em&gt;sul serio&lt;/em&gt;. &lt;br /&gt;Svezia lo deposit&amp;ograve; di fianco alla stufa, appoggiandogli sopra un paio di coperte, per poi assicurarsi che fosse ben coperto e non ci fossero spifferi. Socchiudendo gli occhi, Finlandia se le strinse addosso, godendosi il caldo e la possibilit&amp;agrave; di riposare, finalmente. &lt;br /&gt;Amava il Natale con tutto se stesso, vero, ma a volte questa sua attivit&amp;agrave; si faceva veramente troppo pesante, al punto da diventare un secondo lavoro. In un certo senso, gli pareva quasi di perdere il senso della festa.  &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Svezia torn&amp;ograve;, un bicchiere di latte e un piattino con dei biscotti pericolosamente bilanciati in mano, mentre nell&amp;rsquo;altra teneva un pacchettino.  &lt;br /&gt;Nonostante fosse ormai diventata una tradizione, Finlandia finiva per sorprendersi sempre, fino quasi al punto di commuoversi. Tese le mani, ancora tremanti per il freddo, e accett&amp;ograve; il bicchiere di latte. &lt;br /&gt;Chiuse gli occhi, mentre lo beveva, sentendo fisicamente lo spirito del Natale sulla propria lingua. </description>
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  <pubDate>Sun, 20 Dec 2009 20:46:28 GMT</pubDate>
  <title>[Axis Powers Hetalia] Corsa</title>
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  <description>&lt;strong&gt;Titolo&lt;/strong&gt;: Corsa&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Rating&lt;/strong&gt;: G&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Genere&lt;/strong&gt;: fluff&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Challenge&lt;/strong&gt;: &lt;a href=&quot;http://michiru-kaiou7.livejournal.com/134603.html&quot;&gt;Calendario dell&apos;avvento, giorno 20&lt;/a&gt; di &lt;span class=&apos;ljuser ljuser-name_michiru_kaiou7&apos; lj:user=&apos;michiru_kaiou7&apos; style=&apos;white-space: nowrap;&apos;&gt;&lt;a href=&apos;http://michiru-kaiou7.livejournal.com/profile&apos;&gt;&lt;img src=&apos;http://l-stat.livejournal.com/img/userinfo.gif&apos; alt=&apos;[info]&apos; width=&apos;17&apos; height=&apos;17&apos; style=&apos;vertical-align: bottom; border: 0; padding-right: 1px;&apos; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href=&apos;http://michiru-kaiou7.livejournal.com/&apos;&gt;&lt;b&gt;michiru_kaiou7&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&amp;nbsp; : &amp;quot;I&apos;ll be home for Christmas&amp;quot;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Parole&lt;/strong&gt;: 200 (W)&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Disclaimer&lt;/strong&gt;: di Hidekaz Himaruya.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Avvertimenti&lt;/strong&gt;: E&apos; Axis Powers Hetalia. Se vi potete ritenere offesi dall&apos;idea, non leggete, grazie^^.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Note&lt;/strong&gt;: seguito di &lt;a href=&quot;http://imanokimochi.livejournal.com/77816.html&quot;&gt;&lt;em&gt;Preparativi&lt;/em&gt;&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a name=&quot;cutid1&quot;&gt;&lt;/a&gt;Finlandia url&amp;ograve; con tutta la voce che aveva, cercando di spronare le renne ad accelerare. Era in ritardo pazzesco e non voleva nemmeno pensare alla possibilit&amp;agrave; di non riuscire a tornare a casa in tempo.&lt;br /&gt;Svezia dimostrava gi&amp;agrave; una pazienza enorme quando gli permetteva di passare mesi in preparativi, togliendo tempo prezioso alle loro attivit&amp;agrave; insieme, e quando poi rimaneva fuori la vigilia e il giorno di Natale, per portare i regali in giro per il mondo; non riuscire a festeggiare insieme nemmeno la sera del 25 sarebbe stato veramente troppo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Erano le 11, quando finalmente giunse in vista della loro casa; le renne erano ormai spossate e non capivano nemmeno bene dove stavano andando, per cui le ultime energie di Finlandia furono spese nell&amp;rsquo;indirizzarle affinch&amp;eacute; non si schiantassero in giardino. &lt;br /&gt;La Nazione scese tremante dalla slitta, iniziando con dita rigide a sciogliere le redini e riportare gli animali nella stalla, a prendersi il meritato riposo; nonostante la stanchezza, diede loro da mangiare e chiuse tutto con cura.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quando usc&amp;igrave; dalla casupola in legno, sulla porta dell&amp;rsquo;abitazione c&amp;rsquo;era gi&amp;agrave; Svezia, in ciabatte, che stava venendo verso di lui.&lt;br /&gt;&amp;ldquo;Casa!&amp;rdquo; fu il suo ultimo pensiero, prima di piombare nella neve, semisvenuto.&amp;nbsp; &lt;br /&gt;</description>
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  <pubDate>Fri, 18 Dec 2009 20:49:38 GMT</pubDate>
  <title>[Axis Powers Hetalia] Bicchiere completamente pieno</title>
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  <description>&lt;b&gt;Titolo:&lt;/b&gt; Bicchiere completamente pieno &lt;b&gt;&lt;br /&gt;Rating:&lt;/b&gt; PG &lt;br /&gt;&lt;b&gt;Genere:&lt;/b&gt; angst dell&apos;iggy tipo (aka praticamente comico) &lt;br /&gt;&lt;b&gt;Challenge&lt;/b&gt;: &lt;a href=&quot;http://michiru-kaiou7.livejournal.com/134337.html&quot;&gt;Calendario dell&apos;avvento, giorno 18&lt;/a&gt; di &lt;span class=&apos;ljuser ljuser-name_michiru_kaiou7&apos; lj:user=&apos;michiru_kaiou7&apos; style=&apos;white-space: nowrap;&apos;&gt;&lt;a href=&apos;http://michiru-kaiou7.livejournal.com/profile&apos;&gt;&lt;img src=&apos;http://l-stat.livejournal.com/img/userinfo.gif&apos; alt=&apos;[info]&apos; width=&apos;17&apos; height=&apos;17&apos; style=&apos;vertical-align: bottom; border: 0; padding-right: 1px;&apos; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href=&apos;http://michiru-kaiou7.livejournal.com/&apos;&gt;&lt;b&gt;michiru_kaiou7&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt; : &amp;quot;Natale &amp;egrave; quando provi nostalgia di casa, anche quando sei a casa.&amp;quot; &lt;b&gt;&lt;br /&gt;Parole&lt;/b&gt;: 300 (W) &lt;b&gt;&lt;br /&gt;Disclaimer&lt;/b&gt;: di Hidekaz Himaruya. &lt;b&gt;&lt;br /&gt;Avvertimenti&lt;/b&gt;: E&apos; Axis Powers Hetalia. Se vi potete ritenere offesi dall&apos;idea, non leggete, grazie^^.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;   &lt;a name=&quot;cutid1&quot;&gt;&lt;/a&gt;Inghilterra odia le cosiddette riunioni di famiglia. &lt;br /&gt;Non ha nulla contro il Natale, ma non sopporta assolutamente l&amp;rsquo;affollarsi di parenti e conoscenti in un unico luogo, a fare casino.  &lt;br /&gt;Scozia &amp;ndash; pardon, &lt;em&gt;Alba &lt;/em&gt;&amp;ndash; fa tanto di quel chiasso che lo si sente probabilmente anche fuori dal locale, un braccio appoggiato pesantemente sulle spalle della rana, l&amp;rsquo;altro sollevato in aria, un boccale semivuoto in mano. Galles &amp;egrave; gi&amp;agrave; rotolato sotto qualche tavolo, ubriaco fradicio; &amp;egrave; sempre stato uno sveglio, quello, o almeno abbastanza da non farsi incastrare in queste feste. &lt;br /&gt;Il resto del Commonwealth &amp;egrave; distribuito in quattro o cinque tavoli attorno al loro, in ordine apparentemente casuale; Seychelles, Mauritius e Dominica fanno gruppo attorno a Canada, come sempre, e sembrano intenti a parlare in qualche lingua diversa dall&amp;rsquo;inglese. &lt;br /&gt;Inghilterra non vuole nemmeno iniziare a supporre cosa possa essere, non quando direttamente davanti a lui, appeso alla rana come se fosse un&amp;rsquo;ancora di salvezza, c&amp;rsquo;&amp;egrave; Spagna; non riesce mai bene a capire come diavolo facciano sempre quei due ad intrufolarsi alle sue feste e fare pi&amp;ugrave; rumore di tutti gli altri &amp;ndash; assieme a Scozia, ovviamente.  Inghilterra guarda con disapprovazione il proprio boccale, che &amp;egrave; ancora praticamente pieno; non ha nemmeno la scusa di chiedere a qualcuno che gliene passi un altro, se non riesce a finire il primo, e cos&amp;igrave; si concludono le sue possibilit&amp;agrave; di chiacchierare. Si chiede perch&amp;eacute; diavolo non ha invitato qualche Nazione decente, prima di ricordarsi che il Natale &amp;egrave; per la famiglia (e la presenza di Spagna assicura che Portogallo non verrebbe nemmeno se presa per i capelli). Si chiede anche perch&amp;eacute; nessuno gli rivolga la parola, nemmeno per insultarlo. &lt;br /&gt;Con un ultimo sguardo al casino che lo circonda, si forza a buttare gi&amp;ugrave; la pinta di birra a piombo, sperando che lo metta KO in fretta.</description>
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  <pubDate>Thu, 17 Dec 2009 21:56:47 GMT</pubDate>
  <title>[Axis Powers Hetalia] Preparativi</title>
  <link>http://imanokimochi.livejournal.com/77816.html</link>
  <description>&lt;b&gt;Titolo:&lt;/b&gt; Preparativi&lt;br&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Rating:&lt;/b&gt; G&lt;br&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Genere:&lt;/b&gt; fluff-comico&lt;br&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Challenge&lt;/b&gt;: &lt;a href=&quot;http://michiru-kaiou7.livejournal.com/134003.html&quot;&gt;Calendario dell&apos;avvento, giorno 17&lt;/a&gt; di &lt;span class=&apos;ljuser ljuser-name_michiru_kaiou7&apos; lj:user=&apos;michiru_kaiou7&apos; style=&apos;white-space: nowrap;&apos;&gt;&lt;a href=&apos;http://michiru-kaiou7.livejournal.com/profile&apos;&gt;&lt;img src=&apos;http://l-stat.livejournal.com/img/userinfo.gif&apos; alt=&apos;[info]&apos; width=&apos;17&apos; height=&apos;17&apos; style=&apos;vertical-align: bottom; border: 0; padding-right: 1px;&apos; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href=&apos;http://michiru-kaiou7.livejournal.com/&apos;&gt;&lt;b&gt;michiru_kaiou7&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt; : &quot;Lo vuoi/volete capire che Natale è SOLO il 25 dicembre?!&quot;&lt;br&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Parole&lt;/b&gt;: 232 (W)&lt;br&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Disclaimer&lt;/b&gt;: di Hidekaz Himaruya.&lt;br&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Avvertimenti&lt;/b&gt;: E&apos; Axis Powers Hetalia. Se vi potete ritenere offesi dall&apos;idea, non leggete, grazie^^. Inoltre, sottinteso shonen-ai.&lt;br&gt;&lt;br /&gt;&lt;br&gt;&lt;br /&gt;&lt;br&gt;&lt;br /&gt;&lt;a name=&quot;cutid1&quot;&gt;&lt;/a&gt;Finlandia tirava fuori la slitta il primo ottobre, per passare poi tutto il mese a pulirla, lucidarla e ripararla, nel caso nel frattempo si fosse rovinata.&lt;br&gt;&lt;br /&gt;Il primo novembre cominciava a far correre le renne, dicendo che era importante che preparassero i muscoli. &lt;br&gt;&lt;br /&gt;Il venti novembre lavava e faceva prendere aria al suo vestito rosso, rammendando eventuali buchi e strappi.&lt;br&gt;&lt;br /&gt;Il primo dicembre cominciava a fare le prove di volo, che generalmente prima o poi gli procuravano un paio di giorni a letto per ferite da cadute o urti. &lt;br&gt;&lt;br /&gt;Il quindici iniziava a stare fuori casa giornate intere, per le prove di resistenza (sua e delle renne).&lt;br&gt;&lt;br /&gt;Il venti iniziava ad essere estremamente nervoso, dato che finiva sempre per dimenticarsi dei regali per questa o quella Nazione.&lt;br&gt;&lt;br /&gt;Il ventiquattro partiva la mattina e tornava il giorno dopo, completamente esausto al punto da collassare appena chiuso il recinto delle renne.&lt;br&gt;&lt;br /&gt;&lt;br&gt;&lt;br /&gt;Svezia guardava tutto ciò con pazienza e vago interesse (Finlandia sapeva riconoscerlo sul suo volto), borbottando fra sé, raramente, parole non meglio identificate (sempre quando Finlandia non riusciva a sentirlo, perché la lingua di Svezia non aveva segreti per lui).&lt;br&gt;&lt;br /&gt;Il giorno di Natale, quando Finlandia tornava, Svezia andava a raccattarlo dove era caduto, lo portava in casa, gli preparava del latte caldo con dei biscotti e gli dava il suo regalo di Natale.&lt;br&gt;&lt;br /&gt;Il ventisei dicembre, Svezia tirava un sospiro di sollievo.&lt;br&gt;&lt;br /&gt;&lt;br&gt;</description>
  <comments>http://imanokimochi.livejournal.com/77816.html</comments>
  <category>personaggio: finlandia</category>
  <category>prompt: meme</category>
  <category>personaggio: svezia</category>
  <category>challenge: calendario dell&apos;avvento</category>
  <category>serie: axis powers hetalia</category>
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  <pubDate>Thu, 17 Dec 2009 21:22:21 GMT</pubDate>
  <title>[Card Captor Sakura] Kira Kira</title>
  <link>http://imanokimochi.livejournal.com/77379.html</link>
  <description>&lt;strong&gt;Titolo&lt;/strong&gt;: Kira Kira&lt;br /&gt;
&lt;strong&gt;Fandom:&lt;/strong&gt; Card Captor Sakura&lt;br&gt;
&lt;strong&gt;Rating&lt;/strong&gt;: G &lt;br&gt;
&lt;strong&gt;Challenge&lt;/strong&gt;: &lt;a href=&quot;http://michiru-kaiou7.livejournal.com/133710.html&quot;&gt;Calendario dell&apos;avvento, giorno 16 &lt;span class=&apos;ljuser ljuser-name_michiru_kaiou7&apos; lj:user=&apos;michiru_kaiou7&apos; style=&apos;white-space: nowrap;&apos;&gt;&lt;a href=&apos;http://michiru-kaiou7.livejournal.com/profile&apos;&gt;&lt;img src=&apos;http://l-stat.livejournal.com/img/userinfo.gif&apos; alt=&apos;[info]&apos; width=&apos;17&apos; height=&apos;17&apos; style=&apos;vertical-align: bottom; border: 0; padding-right: 1px;&apos; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href=&apos;http://michiru-kaiou7.livejournal.com/&apos;&gt;&lt;b&gt;michiru_kaiou7&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt; : &amp;quot;City sidewalks, busy sidewalks / Dressed in holiday style&amp;quot; &lt;br&gt;+&lt;br&gt; &lt;a href=&quot;http://kimbnr.livejournal.com/163278.html&quot;&gt;~ One True Writing Meme ~&lt;/a&gt;: CLAMP qualsiasi, notte stellata di &lt;span class=&apos;ljuser ljuser-name_renki_chan&apos; lj:user=&apos;renki_chan&apos; style=&apos;white-space: nowrap;&apos;&gt;&lt;a href=&apos;http://renki-chan.livejournal.com/profile&apos;&gt;&lt;img src=&apos;http://l-stat.livejournal.com/img/userinfo.gif&apos; alt=&apos;[info]&apos; width=&apos;17&apos; height=&apos;17&apos; style=&apos;vertical-align: bottom; border: 0; padding-right: 1px;&apos; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href=&apos;http://renki-chan.livejournal.com/&apos;&gt;&lt;b&gt;renki_chan&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&amp;nbsp; &lt;br&gt;
&lt;strong&gt;Parole&lt;/strong&gt;: 311 (W)  
&lt;br&gt;&lt;span style=&quot;font-weight: bold;&quot;&gt;Disclaimer&lt;/span&gt;: delle &lt;strike&gt;brutte bestie&lt;/strike&gt; Clamp.   &lt;br&gt;&lt;br&gt;
&lt;a name=&quot;cutid1&quot;&gt;&lt;/a&gt;Il cielo sopra di lei era stellato; le piccole luci brillavano senza ostruzioni di alcun tipo, n&amp;eacute; nuvole, n&amp;eacute; concorrenza artificiale. Sakura si concesse alcuni minuti, appena fuori casa, per ammirarle; erano uno spettacolo raro, ma in periferia, dove abitava lei, era ancora possibile vederle ogni tanto.  Non pens&amp;ograve; che le stelle fossero il segno era tardi e lei doveva sbrigarsi; non si rese conto nemmeno che, evidenziando il cielo limpido, avvisassero che faceva pi&amp;ugrave; freddo del solito. Si limit&amp;ograve; a prendersi due minuti per apprezzarle, nella loro semplicit&amp;agrave;; le ispiravano una certa nostalgia, anche se si rendeva conto che non ce n&amp;rsquo;era motivo. &lt;br&gt;Con un&amp;rsquo;occhiata all&amp;rsquo;orologio, si affrett&amp;ograve; lungo la stradina.  &lt;br&gt;&lt;br&gt;Il centro era affollato e pieno di luci, in pieno spirito natalizio. La gente gremiva i marciapiedi, famiglie intente a fare spese, coppiette a braccetto, gruppi di amici a spasso; le decorazioni illuminavano ogni angolo delle vie, diramandosi e creando disegni come se fossero state costellazioni.&lt;br&gt;  Sakura si ferm&amp;ograve; ancora, nonostante fosse gi&amp;agrave; in ritardo, per ammirare anche questo, di spettacolo. Era completamente diverso, ma non per questo meno bello. Respir&amp;ograve; a fondo l&amp;rsquo;aria fredda ma animata della citt&amp;agrave;, sentendosi quasi il Natale addosso.&lt;br&gt; &lt;br&gt;Era ancora l&amp;igrave; ferma ad ammirare lo spettacolo, quando sent&amp;igrave; una mano che le si appoggiava sulla spalla. Sobbalzando, si volt&amp;ograve;, trovandosi faccia a faccia con Shaoran, che stava sorridendo e cercando di non mettersi a ridere.&lt;br&gt; &amp;ldquo;E io che pensavo ti fossi persa&amp;hellip;&amp;rdquo; &lt;br&gt;Sakura arross&amp;igrave;, quasi imbarazzata per essersi fatta beccare in uno dei suoi momenti di ammirazione per il mondo, e chin&amp;ograve; la testa, senza sapere bene cosa dire. &lt;br&gt;&amp;ldquo;Vieni, ti offro una cioccolata calda.&amp;rdquo; rise il ragazzo, prendendola per mano senza esitazioni. &amp;ldquo;Dalla vetrina di quel locale si vede tutta la via.&amp;rdquo; &lt;br&gt;Sakura, ancora con il capo abbassato, sorrise, ricambiando la stretta, sentendosi ancora un po&amp;rsquo; imbarazzata ma soprattutto molto, molto fortunata. &lt;br&gt;&lt;/a&gt;</description>
  <comments>http://imanokimochi.livejournal.com/77379.html</comments>
  <category>prompt: meme</category>
  <category>serie: card captor sakura</category>
  <category>personaggio: sakura kinomoto</category>
  <category>2009</category>
  <category>avvertimenti: het</category>
  <category>challenge: calendario dell&apos;avvento</category>
  <category>pairing: shaoran/sakura</category>
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  <pubDate>Tue, 15 Dec 2009 19:31:48 GMT</pubDate>
  <title>[Axis Powers Hetalia] Di seconde teiere e secondi Pierre</title>
  <link>http://imanokimochi.livejournal.com/77290.html</link>
  <description>&lt;strong&gt;Titolo&lt;/strong&gt;: Di seconde teiere e secondi Pierre&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Rating&lt;/strong&gt;: &lt;span&gt;PG&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Genere&lt;/strong&gt;: crack&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Challenge:&lt;/strong&gt; &lt;strong&gt;  &lt;/strong&gt;&lt;a href=&quot;http://michiru-kaiou7.livejournal.com/133416.html&quot;&gt;Calendario dell&apos;avvento, giorno 15&lt;/a&gt; di &lt;span class=&apos;ljuser ljuser-name_michiru_kaiou7&apos; lj:user=&apos;michiru_kaiou7&apos; style=&apos;white-space: nowrap;&apos;&gt;&lt;a href=&apos;http://michiru-kaiou7.livejournal.com/profile&apos;&gt;&lt;img src=&apos;http://l-stat.livejournal.com/img/userinfo.gif&apos; alt=&apos;[info]&apos; width=&apos;17&apos; height=&apos;17&apos; style=&apos;vertical-align: bottom; border: 0; padding-right: 1px;&apos; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href=&apos;http://michiru-kaiou7.livejournal.com/&apos;&gt;&lt;b&gt;michiru_kaiou7&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt; : &amp;quot;I don&apos;t want a lot for Christmas / There&apos;s just one thing I need&amp;quot;&lt;br /&gt;+&lt;br /&gt;&lt;a href=&quot;http://kimbnr.livejournal.com/164105.html&quot;&gt;Meme delle dieci coppie che amo&lt;/a&gt;: Inghilterra/Francia: &amp;quot;Abracadabra!&amp;quot; &amp;quot;Parli ancora con le fate, mon petit Angleterre?&amp;quot; di &lt;span class=&apos;ljuser ljuser-name_rosenblut&apos; lj:user=&apos;rosenblut&apos; style=&apos;white-space: nowrap;&apos;&gt;&lt;a href=&apos;http://rosenblut.livejournal.com/profile&apos;&gt;&lt;img src=&apos;http://l-stat.livejournal.com/img/userinfo.gif&apos; alt=&apos;[info]&apos; width=&apos;17&apos; height=&apos;17&apos; style=&apos;vertical-align: bottom; border: 0; padding-right: 1px;&apos; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href=&apos;http://rosenblut.livejournal.com/&apos;&gt;&lt;b&gt;rosenblut&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt; &lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Parole&lt;/strong&gt;: 565 (W) &lt;br /&gt;&lt;span style=&quot;font-weight: bold;&quot;&gt;Disclaimer&lt;/span&gt;: di Hidekaz Himaruya.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Avvertimenti&lt;/strong&gt;: E&apos; &lt;em&gt;Axis Powers Hetalia&lt;/em&gt;. Se vi potete ritenere offesi dall&apos;idea, non leggete, grazie^^. Inoltre, sottinteso shonen-ai.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a name=&quot;cutid1&quot;&gt;&lt;/a&gt;Eppure aveva &lt;em&gt;subdolamente &lt;/em&gt;lasciato cadere qui e l&amp;igrave; dei suggerimenti per tutto novembre &amp;ndash; e anche met&amp;agrave; dicembre. Maledette ex-colonie, maledetti fratelli, maledetti europei e maledetti &lt;em&gt;tutti&lt;/em&gt;, che non s&amp;rsquo;interessavano minimamente ai suoi bisogni.&lt;br /&gt;Altrimenti, qualcuno si sarebbe degnato di regalargli una teiera, dannazione tre volte, non era poi cos&amp;igrave; difficile da trovare ed impacchettare, che cavolo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Da quando, due mesi prima, aveva accidentalmente sbriciolato la sua seconda teiera sul pavimento durante in un attacco di nervosismo, si sentiva come se gli avessero tagliato una gamba. &lt;br /&gt;Vero, aveva ancora la prima, per le occasioni formali, e la terza, che usava solo quando era solo e che costituiva uno dei suoi pi&amp;ugrave; grandi tesori, ma ora, quando doveva intrattenere gli ospiti in situazioni meno formali, non sapeva cosa inventarsi.&lt;br /&gt;Non che si fosse presentata l&amp;rsquo;occasione, in quei due mesi, dato che anche i regali di Natale gli erano arrivati per posta, ma non si sapeva mai, nella vita.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&amp;hellip; Forse qualcuno dei suoi veri amici gliel&amp;rsquo;avrebbe potuta regalare, per&amp;ograve;, una teiera, e che diamine, mica era difficile produrne una, per loro!&lt;br /&gt;Chiuse gli occhi, immaginandosi di essere seduto davanti ad un enorme fuoco invece che al solito termosifone, e si concentr&amp;ograve; come faceva ogni volta che doveva usare la magia.&lt;br /&gt;&amp;ldquo;Abracadabra!&amp;rdquo; &lt;br /&gt;&amp;ldquo;Parli ancora con le fate, &lt;em&gt;mon petit Angleterre&lt;/em&gt;?&amp;rdquo;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Inghilterra sobbalz&amp;ograve; per lo spavento; si gir&amp;ograve; di scatto, appiattendosi sul termosifone, temendo di aver ancora una volta evocato il peggior demone in esistenza. &lt;br /&gt;No.&lt;br /&gt;Pareva essere solo un cretino gracidante, in piedi nel suo salotto&amp;hellip; con un pacchetto in mano.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Inghilterra si alz&amp;ograve;, schiarendosi la voce:&lt;br /&gt;&amp;ldquo;Cosa vuoi saperne tu, di certe cose, idiota?&amp;rdquo;&lt;br /&gt;Francia rise, scuotendo la testa; prese poi il pacchetto per il fiocco e glielo fece oscillare davanti al naso.&lt;br /&gt;&amp;ldquo;Un uccellino mi ha detto che volevi qualcosa per Natale&amp;hellip;&amp;rdquo;&lt;br /&gt;Inghilterra, completamente dimentico di tutto, dignit&amp;agrave; in testa, balz&amp;ograve; in avanti e afferr&amp;ograve; il pacco con entrambe le mani. Consider&amp;ograve; di strofinarci sopra il volto e piangere, ma per quello ci sarebbe stato tempo dopo, una volta che Francia si fosse levato dai piedi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&amp;ldquo;E&amp;rsquo; stata Portogallo a dirtelo?&amp;rdquo; chiese, sperando di riuscire a sviare la conversazione di modo che l&amp;rsquo;altro non si accorgesse che stava iniziando a piangere per l&amp;rsquo;emozione, nonostante la decisione di rimandare; si dimentic&amp;ograve; per&amp;ograve; di cambiare tono di voce, per cui risult&amp;ograve; entusiasta e commosso comunque.&lt;br /&gt;Francia sorrise, soddisfatto di s&amp;eacute; in maniera schifosa; Inghilterra si ripromise di ucciderlo, non appena fosse riuscito a mettere la teiera in un luogo sicuro (e fosse anche riuscito a smettere di piangere, ovviamente).&lt;br /&gt;&amp;ldquo;No, &amp;egrave; stato Pierre 2, che ha una postazione di spionaggio sull&amp;rsquo;albero del tuo giardino.&amp;rdquo; rispose Francia, sempre sorridendo.&lt;br /&gt;&amp;ldquo;Come?&amp;rdquo; chiese ancora Inghilterra, che in realt&amp;agrave; non lo stava ascoltando affatto, impegnato com&amp;rsquo;era ad asciugarsi le lacrime.&lt;br /&gt;&amp;ldquo;Niente. Mi offri un the?&amp;rdquo; disse rapidamente l&amp;rsquo;altro, sedendosi sulla poltrona senza che nessuno l&amp;rsquo;avesse invitato ad accomodarsi.&lt;br /&gt;Inghilterra simul&amp;ograve; uno sbuffo: &lt;br /&gt;&amp;ldquo;Solo perch&amp;eacute; sono le cinque e devo comunque prepararlo anche per me.&amp;rdquo; esclam&amp;ograve;, marciando in fretta fuori dal salotto col prezioso dono in mano, fischiettando &lt;em&gt;Rule, Britannia&lt;/em&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Rimasto solo, Francia salut&amp;ograve; con la mano Pierre 2, che cinguettava allegramente sul ramo davanti alla finestra, e tir&amp;ograve; fuori dal taschino una bustina trasparente, con dentro della polvere non meglio identificata.&lt;br /&gt;&amp;ldquo;Anche io ho un piccolo desiderio per Natale, &lt;em&gt;Angleterre&lt;/em&gt;&amp;hellip;.&amp;rdquo; mormor&amp;ograve; a mezza voce, mentre il sorriso gli si allargava sul volto.&lt;br /&gt;</description>
  <comments>http://imanokimochi.livejournal.com/77290.html</comments>
  <category>prompt: meme</category>
  <category>2009</category>
  <category>avvertimenti: shonen-ai</category>
  <category>personaggio: inghilterra</category>
  <category>challenge: calendario dell&apos;avvento</category>
  <category>personaggio: francia</category>
  <category>serie: axis powers hetalia</category>
  <category>pairing: francia/inghilterra</category>
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  <pubDate>Mon, 14 Dec 2009 21:33:50 GMT</pubDate>
  <title>[Axis Powers Hetalia] [Ma Chanson] Remember</title>
  <link>http://imanokimochi.livejournal.com/76818.html</link>
  <description>&lt;strong&gt;Titolo&lt;/strong&gt;: Remember&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Rating&lt;/strong&gt;: &lt;span&gt;G&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Genere&lt;/strong&gt;: introspettivo&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Challenge&lt;/strong&gt;: &lt;a href=&quot;http://www.criticoni.net/criticombola/bando&quot;&gt;&lt;strong&gt;Criticombola&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt; &lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Prompt&lt;/strong&gt;: &lt;a href=&quot;http://imanokimochi.livejournal.com/65667.html&quot;&gt;#77&lt;/a&gt; (Titoli: Remember)&lt;br /&gt;+&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Challenge:&lt;/strong&gt;&lt;strong&gt;  &lt;/strong&gt;&lt;a href=&quot;http://michiru-kaiou7.livejournal.com/133131.html&quot;&gt;Calendario dell&apos;avvento, giorno 14&lt;/a&gt; di &lt;span class=&apos;ljuser ljuser-name_michiru_kaiou7&apos; lj:user=&apos;michiru_kaiou7&apos; style=&apos;white-space: nowrap;&apos;&gt;&lt;a href=&apos;http://michiru-kaiou7.livejournal.com/profile&apos;&gt;&lt;img src=&apos;http://l-stat.livejournal.com/img/userinfo.gif&apos; alt=&apos;[info]&apos; width=&apos;17&apos; height=&apos;17&apos; style=&apos;vertical-align: bottom; border: 0; padding-right: 1px;&apos; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href=&apos;http://michiru-kaiou7.livejournal.com/&apos;&gt;&lt;b&gt;michiru_kaiou7&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt; : &amp;quot;I&apos;m dreaming of white christmas / Just like the ones i used to know&amp;quot;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Personaggi&lt;/strong&gt;: Canada (Francia)&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Parole&lt;/strong&gt;: 741 (W) &lt;br /&gt;&lt;span style=&quot;font-weight: bold;&quot;&gt;Disclaimer&lt;/span&gt;: di Hidekaz Himaruya.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Avvertimenti&lt;/strong&gt;: E&apos; &lt;em&gt;Axis Powers Hetalia&lt;/em&gt;. Se vi potete ritenere offesi dall&apos;idea, non leggete, grazie^^.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Note&lt;/strong&gt;: parte di &apos;&lt;a href=&quot;http://imanokimochi.livejournal.com/63751.html&quot;&gt;Ma Chanson&lt;/a&gt;&apos;, ma si pu&amp;ograve; leggere anche autonomamente.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a name=&quot;cutid1&quot;&gt;&lt;/a&gt;Quando chiude gli occhi e si appoggia allo schienale, sfinito, non riesce a pensare a nulla. &lt;br /&gt;La stanchezza ha il sopravvento e, nonostante manchino poche ore al previsto atterraggio dell&amp;rsquo;aereo di Francia e la casa non sia ancora perfetta, finisce per cadere in uno stato di dormiveglia: parte della sua mente si affanna ancora, terrorizzata per l&amp;rsquo;imminente arrivo di un ospite cos&amp;igrave; particolare, e procede elencando che cosa non ha ancora pulito, che cosa non ha ancora nascosto, che cosa non ha ancora preparato, per poi ripartire con la lista di ci&amp;ograve; che non ha ancora pulito; l&amp;rsquo;altra parte, quella che si sveglia in inverno, lo accarezza dolcemente e gli sussurra che dormire un po&amp;rsquo; gli farebbe bene, perch&amp;eacute; in fondo non ha nessuna importanza se sta per ricevere visite, e che il mondo non gli dar&amp;agrave; alcun fastidio, perch&amp;eacute; &amp;egrave; una ampia, dolce, soporifera pianura bianca. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Lentamente, Canada si assopisce sulla poltroncina, cedendo al richiamo; si sente come se tutto, compreso quel cretino che condivide con lui il pi&amp;ugrave; lungo confine non difeso del mondo, fosse veramente coperto di neve e acquietato come lo &amp;egrave; lui in questo momento. &lt;br /&gt;Questa sensazione di pace, che dicembre gli risveglia dentro, &amp;egrave; il primo ricordo che ha della propria esistenza; come se prima avesse passato secoli vagando nell&apos;aria, come polline, e poi improvvisamente si fosse condensato in un determinato luogo, bianco, farinoso, freddo ma accogliente. Non ricorda che cosa stava facendo, cosa ci fosse oltre alla neve, dove si trovasse esattamente; l&apos;unica cosa che ricorda &amp;egrave; la sensazione di perfetta sincronia con ci&amp;ograve; che lo circondava e la pace che derivava da questa consapevolezza. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A dire il vero, un&apos;altra cosa la ricorda, ma non l&apos;ha mai considerata un elemento di disturbo n&amp;eacute; estraneo, quanto solo una specie di rappresentazione fisica della connessione che vi era fra lui e quel mondo in cui si era materializzato; bianco come la neve, caldo come la Nazione, Kumajiro era gi&amp;agrave; l&amp;agrave;, forse apparso con lui o forse semplicemente l&amp;igrave; ad accoglierlo. &lt;br /&gt;Nemmeno ora, il fatto di essere conscio del peso dell&apos;orso, appallottolato sulle sue ginocchia, lo pu&amp;ograve; riscuotere dal dormiveglia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Stava bene, dov&amp;rsquo;era. &lt;br /&gt;Stava veramente bene, e Canada pu&amp;ograve; contare sulle dita di una mano le occasioni della sua vita di cui pu&amp;ograve; dire una cosa del genere.&lt;br /&gt;Non si sentiva solo, perch&amp;eacute; con lui c&amp;rsquo;era Kumajiro, e riusciva sentire la terra stessa vivere al suo fianco.&lt;br /&gt;Non aveva freddo, perch&amp;eacute; il suo corpo si amalgamava con la neve.&lt;br /&gt;Non aveva bisogni di alcun tipo, perch&amp;eacute; tutto era a portata di mano.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Poi apparve &lt;em&gt;lui&lt;/em&gt;, sotto forma di una macchia viola che arrancava a fatica nella neve, sprofondandovi fino al ginocchio. &lt;br /&gt;Ad avvertirlo della sua presenza era stato Kumajiro, con un ringhio basso e minaccioso; quando Canada, stupito dal suono che non conosceva, aveva alzato la testa e lo aveva visto, tutto si era messo a fuoco improvvisamente: il riflesso del sole sulla neve, l&amp;rsquo;acqua che si scioglieva stillando dai rametti degli alberi, il vento freddo sul volto. &lt;br /&gt;Nonostante l&amp;rsquo;orso non stesse apprezzando l&amp;rsquo;arrivo di quella strana cosa, Canada seppe istintivamente che l&amp;rsquo;aveva aspettata per tanto, tanto tempo e che, apparenza un po&amp;rsquo; peculiare a parte, era come lui. &lt;br /&gt;Prese quindi a correre verso la macchia, alzando le braccia per farsi vedere, lasciando Kumajiro dietro di s&amp;eacute;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La pesantezza della neve, durante la corsa, non &amp;egrave; l&amp;rsquo;unico particolare che Canada ricorda perfettamente: c&amp;rsquo;era molto freddo e ad un certo punto, in mezzo alla distesa bianca, aveva avuto paura, perch&amp;eacute; si era accorto di essere rimasto solo. Aveva accelerato, allora, terrorizzato, provando con tutte le proprie forze a sconfiggere la neve, alta e bagnata, che gli impediva di procedere.&lt;br /&gt;Improvvisamente, poi, due mani l&amp;rsquo;avevano afferrato, sollevandolo in aria, e lui si era ritrovato al sicuro e al caldo, in braccio ad uno sconosciuto.&lt;br /&gt;Il ragazzo gli aveva sorriso, dicendo qualcosa che lui non poteva capire, e accarezzandogli la testa, ma su tutto ci&amp;ograve; svettavano quei due occhi blu, che parevano&amp;hellip;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Canada alza le mani di colpo davanti al volto, cercando di salvarsi dall&amp;rsquo;attacco dell&amp;rsquo;orso.&lt;br /&gt;&amp;ldquo;Kintaro, cosa&amp;hellip;?&amp;rdquo;&lt;br /&gt;L&amp;rsquo;animale agita una zampa, indicandogli l&amp;rsquo;orologio sopra il caminetto. E&amp;rsquo; tardissimo. &lt;br /&gt;Balzando in piedi dallo spavento, e facendo di conseguenza rotolare l&amp;rsquo;orso polare sul pavimento, Canada corre ad afferrare il proprio cappotto e si lancia fuori di casa, borbottando maledizioni in tutte le lingue che conosce e non dando nemmeno tempo ai residui del suo sogno di sciogliersi, come neve al sole.</description>
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  <category>serie: axis powers hetalia</category>
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  <pubDate>Sun, 13 Dec 2009 21:08:09 GMT</pubDate>
  <title>[Petsociety] If everyone played</title>
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  <description>&lt;strong&gt;Titolo&lt;/strong&gt;: If everyone played&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Fandom&lt;/strong&gt;: Petsociety&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Rating&lt;/strong&gt;: G &lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Genere&lt;/strong&gt;: angst-ridicolo&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Challenge:&lt;/strong&gt; &lt;strong&gt;  &lt;/strong&gt;&lt;a href=&quot;http://michiru-kaiou7.livejournal.com/133096.html&quot;&gt;Calendario dell&apos;avvento, giorno 12&lt;/a&gt; di &lt;span class=&apos;ljuser ljuser-name_michiru_kaiou7&apos; lj:user=&apos;michiru_kaiou7&apos; style=&apos;white-space: nowrap;&apos;&gt;&lt;a href=&apos;http://michiru-kaiou7.livejournal.com/profile&apos;&gt;&lt;img src=&apos;http://l-stat.livejournal.com/img/userinfo.gif&apos; alt=&apos;[info]&apos; width=&apos;17&apos; height=&apos;17&apos; style=&apos;vertical-align: bottom; border: 0; padding-right: 1px;&apos; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href=&apos;http://michiru-kaiou7.livejournal.com/&apos;&gt;&lt;b&gt;michiru_kaiou7&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt; : &amp;quot;At Christmastime it&apos;s hard, but when you&apos;re having fun/There&apos;s a world outside your window&amp;quot;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Personaggi&lt;/strong&gt;: Ultimo Cullen&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Parole&lt;/strong&gt;: 100 (W)&lt;br /&gt;&lt;span style=&quot;font-weight: bold;&quot;&gt;Disclaimer&lt;/span&gt;: Pet Society &amp;egrave; della Playfish, per tutto il resto &lt;a href=&quot;http://imanokimochi.livejournal.com/33077.html#cutid1&quot;&gt;vedi qui&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Avvertimenti&lt;/strong&gt;: Pet&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Note&lt;/strong&gt;: Direttive di universo =&amp;gt; &lt;a href=&quot;http://imanokimochi.livejournal.com/33077.html&quot;&gt;qui&lt;/a&gt;. Il titolo fa il verso a &amp;quot;If everyone cared&amp;quot; dei Nickelback, scusate^^&apos;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a name=&quot;cutid1&quot;&gt;&lt;/a&gt;Ultimo si alz&amp;ograve; dalla poltrona, saltellando sul pavimento con fare irritato.&lt;br /&gt;Era Natale e tutti si stavano sicuramente divertendo, nelle loro case, con i loro amici, e lui invece era solo come un cane; non aveva assolutamente voglia di fare nulla e la stanza gli sembrava cos&amp;igrave; piccola e irritante e, nonostante tutto, vuota.&lt;br /&gt;Agit&amp;ograve; nervosamente una zampa, ma nessuno rispose per farlo giocare.&lt;br /&gt;Era strano, come si sentisse cos&amp;igrave; inutile in quei momenti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Diede un&amp;rsquo;occhiata fuori dalla finestra, dove si potevano vedere le strade e i giardini, tutti coperti di neve. Sbuffando, decise di andare a fare due passi.</description>
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  <pubDate>Sat, 12 Dec 2009 21:16:56 GMT</pubDate>
  <title>[Axis Powers Hetalia] The most memorable Christmas</title>
  <link>http://imanokimochi.livejournal.com/76388.html</link>
  <description>&lt;strong&gt;Titolo&lt;/strong&gt;: The most memorable Christmas&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Rating&lt;/strong&gt;: &lt;span&gt;PG&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Genere&lt;/strong&gt;: fluff-introspettivo&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Challenge:&lt;/strong&gt; &lt;strong&gt;  &lt;/strong&gt;&lt;a href=&quot;http://michiru-kaiou7.livejournal.com/132368.html&quot;&gt;Calendario dell&apos;avvento, giorno 12&lt;/a&gt; di &lt;span class=&apos;ljuser ljuser-name_michiru_kaiou7&apos; lj:user=&apos;michiru_kaiou7&apos; style=&apos;white-space: nowrap;&apos;&gt;&lt;a href=&apos;http://michiru-kaiou7.livejournal.com/profile&apos;&gt;&lt;img src=&apos;http://l-stat.livejournal.com/img/userinfo.gif&apos; alt=&apos;[info]&apos; width=&apos;17&apos; height=&apos;17&apos; style=&apos;vertical-align: bottom; border: 0; padding-right: 1px;&apos; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href=&apos;http://michiru-kaiou7.livejournal.com/&apos;&gt;&lt;b&gt;michiru_kaiou7&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt; : &amp;quot;Un insolito Natale&amp;quot;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Claim&lt;/strong&gt;: &lt;a href=&quot;http://imanokimochi.livejournal.com/72956.html&quot;&gt;Inghilterra/Francia&lt;/a&gt; @ &lt;span class=&apos;ljuser ljuser-name_mezza_tabella&apos; lj:user=&apos;mezza_tabella&apos; style=&apos;white-space: nowrap;&apos;&gt;&lt;a href=&apos;http://community.livejournal.com/mezza_tabella/profile&apos;&gt;&lt;img src=&apos;http://l-stat.livejournal.com/img/community.gif&apos; alt=&apos;[info]&apos; width=&apos;16&apos; height=&apos;16&apos; style=&apos;vertical-align: bottom; border: 0; padding-right: 1px;&apos; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href=&apos;http://community.livejournal.com/mezza_tabella/&apos;&gt;&lt;b&gt;mezza_tabella&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt; &lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Prompt&lt;/strong&gt;: 10. Cioccolato&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Parole&lt;/strong&gt;: 564 (W) &lt;br /&gt;&lt;span style=&quot;font-weight: bold;&quot;&gt;Disclaimer&lt;/span&gt;: di Hidekaz Himaruya.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Avvertimenti&lt;/strong&gt;: E&apos; &lt;em&gt;Axis Powers Hetalia&lt;/em&gt;. Se vi potete ritenere offesi dall&apos;idea, non leggete, grazie^^. &lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Note&lt;/strong&gt;: vagamente ispirato alle tregue di Natale durante la prima guerra mondiale, titolo da una lettera di un soldato che vi partecip&amp;ograve; [&lt;a href=&quot;http://en.wikipedia.org/wiki/Christmas_truce&quot;&gt;info&lt;/a&gt;].&lt;br /&gt;In cui si capisce da chi ha imparato Inghilterra ad appiccicarsi alla gente quando ha freddo^^&apos;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a name=&quot;cutid1&quot;&gt;&lt;/a&gt;Ci sono soldati tedeschi che girano nelle loro trincee. &lt;br /&gt;Di solito, questo causerebbe un pandemonio, ma al momento Inghilterra non potrebbe fregarsene di meno. L&amp;rsquo;ordine &amp;egrave; andato all&amp;rsquo;inferno e tutti sembrano pi&amp;ugrave; preoccupati a cantare canzoni di Natale che a combattere; ai piani alti la notizia non sar&amp;agrave; presa bene, ma Inghilterra se ne infischia pure di questo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Francia, schiacciato contro la sua spalla, trema come una foglia per il freddo. Inghilterra riesce, dimostrando incredibile abilit&amp;agrave;, ad ignorare anche tale invasione di spazio personale, anche perch&amp;eacute; per una volta il motivo sembra proprio essere il gelo e non qualche piano diabolico architettato ai suoi danni. Del resto, se &amp;egrave; in atto una tregua natalizia con il nemico, non vede perch&amp;eacute; non dovrebbe essercene una anche con un alleato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Verso met&amp;agrave; giornata, arriva Germania in persona, praticamente marciando lungo la trincea. Inghilterra si chiede se quel ragazzo abbia mai imparato a camminare in maniera normale o se l&amp;rsquo;abbiano allevato cos&amp;igrave; marziale; conoscendo la Nazione che l&amp;rsquo;ha cresciuto, probabilmente &amp;egrave; pi&amp;ugrave; corretta la seconda ipotesi.&lt;br /&gt;Francia alza la testa, per controllare chi si sta avvicinando, ma non sembra preoccupato dall&amp;rsquo;apparizione del loro nemico; Inghilterra ha la netta impressione di non essere l&amp;rsquo;unico che oggi se ne frega.  &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Germania li saluta, augurando loro buon Natale; Francia e Inghilterra ricambiano, il primo troppo congelato per poter far molto pi&amp;ugrave; che annuire vagamente. &lt;br /&gt;Germania gli porge allora della cioccolata, cercando di introdurre, anche se con un po&amp;rsquo; di rigidit&amp;agrave;, un qualche argomento di conversazione (il tempo atmosferico, nel particolare; non originale, ma sicuramente universale). Francia afferra il regalo e lo azzanna senza indugio e senza nemmeno ringraziare; Inghilterra, scioccato dalla sua villania ma impossibilitato a riprenderlo davanti ad un nemico, offre a Germania del whiskey, per cercare di coprire la maleducazione del suo alleato e ricambiare in qualche maniera.&lt;br /&gt;Germania accetta e beve, assaporando con calma e gustandoselo fino in fondo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Francia improvvisamente inizia a parlare, rispondendo all&amp;rsquo;affermazione sul tempo fatta da Germania qualche minuto prima; Inghilterra tira un sospiro di sollievo, ora che non deve pi&amp;ugrave; occuparsi di intrattenere l&amp;rsquo;ospite in conversazione, cosa che gli &amp;egrave; sempre riuscita piuttosto malaccio. Rimane anche piacevolmente colpito dall&amp;rsquo;udire la voce del proprio alleato; non ricorda nemmeno da quanto tempo non lo sentiva aprire bocca.&lt;br /&gt;Francia per&amp;ograve; ha cominciato a parlare cos&amp;igrave; in fretta che accidentalmente &amp;egrave; riuscito a sputare un pezzo di cioccolata sulla guancia di Inghilterra; senza interrompere la propria tirata sulla troppa neve caduta per essere dicembre, passa un dito sulla gota dell&amp;rsquo;altro, riprendendoselo e mettendolo subito in bocca, ad una velocit&amp;agrave; tale da far sospettare che pensi che qualcuno potrebbe rubarglielo.&lt;br /&gt;Stupendo persino se stesso, Inghilterra ignora il tutto, continuando a fissare Francia senza arrabbiarsi per la schifezza che ha lasciato sulla sua guancia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Germania risponde con pochi monosillabi; messosi il pi&amp;ugrave; comodo possibile nella trincea, ora anche lui sembra soddisfatto del fatto che sia qualcun altro a mandare avanti la conversazione.&lt;br /&gt;Francia &amp;egrave; un torrente di parole in piena, ormai, ricordando la Nazione loquace che era prima della guerra; sul suo volto &amp;egrave; tornato un po&amp;rsquo; di colore, Inghilterra nota con interesse e per poco non fa un mezzo sorriso.&lt;br /&gt;Quando vede il solito polso apparire da sotto la mantellina dell&amp;rsquo;uniforme, per&amp;ograve;, e fare un volteggio civettuolo nell&amp;rsquo;aria, non riesce a trattenersi e ride a fior di labbra, sorseggiando il proprio whiskey e stringendosi appena contro Francia.</description>
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  <pubDate>Fri, 11 Dec 2009 21:47:09 GMT</pubDate>
  <title>[Cesare] Pura Raza Española</title>
  <link>http://imanokimochi.livejournal.com/76069.html</link>
  <description>&lt;strong&gt;Titolo&lt;/strong&gt;: Pura Raza Espa&amp;ntilde;ola&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Fandom&lt;/strong&gt;: Cesare&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Rating&lt;/strong&gt;: G &lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Genere&lt;/strong&gt;: fluff&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Challenge:&lt;/strong&gt; &lt;strong&gt;  &lt;/strong&gt;&lt;a href=&quot;http://michiru-kaiou7.livejournal.com/132368.html&quot;&gt;Calendario dell&apos;avvento, giorno 11&lt;/a&gt; di &lt;span class=&apos;ljuser ljuser-name_michiru_kaiou7&apos; lj:user=&apos;michiru_kaiou7&apos; style=&apos;white-space: nowrap;&apos;&gt;&lt;a href=&apos;http://michiru-kaiou7.livejournal.com/profile&apos;&gt;&lt;img src=&apos;http://l-stat.livejournal.com/img/userinfo.gif&apos; alt=&apos;[info]&apos; width=&apos;17&apos; height=&apos;17&apos; style=&apos;vertical-align: bottom; border: 0; padding-right: 1px;&apos; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href=&apos;http://michiru-kaiou7.livejournal.com/&apos;&gt;&lt;b&gt;michiru_kaiou7&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt; : &amp;quot;Calze rosse appese&amp;quot;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Personaggi&lt;/strong&gt;: Cesare&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Parole&lt;/strong&gt;: 200 (W)&lt;br /&gt;&lt;span style=&quot;font-weight: bold;&quot;&gt;Disclaimer&lt;/span&gt;: di Souryo Fuyumi, non ci guadagno niente&amp;deg;&amp;deg;.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Note&lt;/strong&gt;: per &lt;span class=&apos;ljuser ljuser-name_haruka_lantis&apos; lj:user=&apos;haruka_lantis&apos; style=&apos;white-space: nowrap;&apos;&gt;&lt;a href=&apos;http://haruka-lantis.livejournal.com/profile&apos;&gt;&lt;img src=&apos;http://l-stat.livejournal.com/img/userinfo.gif&apos; alt=&apos;[info]&apos; width=&apos;17&apos; height=&apos;17&apos; style=&apos;vertical-align: bottom; border: 0; padding-right: 1px;&apos; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href=&apos;http://haruka-lantis.livejournal.com/&apos;&gt;&lt;b&gt;haruka_lantis&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;, che mi sopporta^^. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a name=&quot;cutid1&quot;&gt;&lt;/a&gt;Cesare lasci&amp;ograve; scorrere lo sguardo sui doni che gli stavano davanti, impilati di fianco al camino, cercando di non dimostrare troppo entusiasmo; non che ci volesse chiss&amp;agrave; che sforzo, visto il poco interesse che nutriva per loro, ma era vitale che nessuno si accorgesse che stava cercando un regalo in particolare.&lt;br /&gt;Doveva essere un oggetto piccolo, probabilmente, di valore apparentemente basso, non qualcosa che gli avrebbero dato suo padre, altre persone di famiglia o altri che cercavano di ingraziarselo &amp;ndash; n&amp;eacute; qualcosa che avrebbe potuto spedirgli sua madre.&lt;br /&gt;Nonostante stesse facendo molta attenzione a non lasciar trasparire alcuna emozione, non gli fu possibile trattenere un sorriso, quando finalmente individu&amp;ograve; ci&amp;ograve; che stava cercando. Giaceva in fondo, seppellito fra tutti gli altri regali, un piccolo cavallo intagliato grezzamente nel legno, che nessuno avrebbe donato ad un Borgia &amp;ndash; nessuno tranne una persona.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Cesare allung&amp;ograve; distrattamente la mano, facendo finta di guardarsi intorno annoiato, ma lo afferr&amp;ograve; con molta cura, nascondendolo poi nella giacca. Era un cavallo elegante e slanciato, gli occhi intelligenti che si potevano distinguere chiaramente, nonostante la lavorazione non del tutto perfetta. Il ragazzino lo accarezz&amp;ograve;, sorridendo divertito, e chiedendosi quanto dovesse aver lavorato Miguel per produrre una regalo cos&amp;igrave; bello.&lt;br /&gt;</description>
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  <pubDate>Thu, 10 Dec 2009 21:27:34 GMT</pubDate>
  <title>[Axis Powers Hetalia] Giusto, Litwa?</title>
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  <description>&lt;strong&gt;Titolo&lt;/strong&gt;: Giusto, Litwa?&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Rating&lt;/strong&gt;: G &lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Genere&lt;/strong&gt;: generale&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Challenge:&lt;/strong&gt; &lt;strong&gt;  &lt;/strong&gt;&lt;a href=&quot;http://michiru-kaiou7.livejournal.com/132245.html&quot;&gt;Calendario dell&apos;avvento, giorno 10&lt;/a&gt; di &lt;span class=&apos;ljuser ljuser-name_michiru_kaiou7&apos; lj:user=&apos;michiru_kaiou7&apos; style=&apos;white-space: nowrap;&apos;&gt;&lt;a href=&apos;http://michiru-kaiou7.livejournal.com/profile&apos;&gt;&lt;img src=&apos;http://l-stat.livejournal.com/img/userinfo.gif&apos; alt=&apos;[info]&apos; width=&apos;17&apos; height=&apos;17&apos; style=&apos;vertical-align: bottom; border: 0; padding-right: 1px;&apos; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href=&apos;http://michiru-kaiou7.livejournal.com/&apos;&gt;&lt;b&gt;michiru_kaiou7&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt; : &amp;quot;Il primo natale&amp;quot;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Personaggi&lt;/strong&gt;: Polonia, Lituania&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Parole&lt;/strong&gt;: 200 (W)&lt;br /&gt;&lt;span style=&quot;font-weight: bold;&quot;&gt;Disclaimer&lt;/span&gt;: di Hidekaz Himaruya. &lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Avvertimenti&lt;/strong&gt;: E&apos; &lt;em&gt;Axis Powers Hetalia&lt;/em&gt;. Se vi potete ritenere offesi dall&apos;idea, non leggete, grazie^^. &lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Note&lt;/strong&gt;: Ambientato nel dicembre 1387. La Lituania divenne cristiana perch&amp;eacute; convertita in massa con il suo granduca, che poi sarebbe diventato il primo re del commonwealth [&lt;a href=&quot;http://en.wikipedia.org/wiki/Christianization_of_Lithuania&quot;&gt;qui&lt;/a&gt;]; in precedenza aveva avuto contatti con la chiesa cristiana ortodossa. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a name=&quot;cutid1&quot;&gt;&lt;/a&gt;&amp;ldquo;E poi si va a messa, giusto, verrai a Krak&amp;oacute;w con me, la cattedrale &amp;egrave; perfetta per queste occasioni, ma hai potuto vederlo anche tu qualche mese fa, no? Ricordati di non mangiare, prima, che non puoi arrivare con la pancia piena, senza contare che il &lt;em&gt;Wigilia &lt;/em&gt;&amp;egrave; un giorno di digiuno, per cui anche se potessi mangiare prima della messa non mangeresti, e comunque non abbastanza da riempirti la pancia, giusto? Poi c&amp;rsquo;&amp;egrave; la cena e siccome avremo digiunato tutto il giorno ti assicuro che tempo che viene mezzanotte staremo letteralmente morendo di fame, ma tanto sono dodici portate, come gli apostoli, giusto, quanti sono gli apostoli, Litwa?&amp;rdquo;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Lituania cerc&amp;ograve; di fare mente locale, ancora soffocato da quella marea di parole. &amp;ldquo;S&amp;igrave;, dunque, dodici.&amp;rdquo;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&amp;ldquo;Perfetto, cos&amp;igrave; come le portate della cena del &lt;em&gt;Wigilia&lt;/em&gt;, e sono sicuro che non sia un caso, poi dopo mangiato ci si scambia qualche dono, ricordati di prendermi qualcosa di carino, ma ricordati, niente alcolici e molto oplatek, giusto, perch&amp;eacute; &amp;egrave; il giorno, Litwa, tu sai perch&amp;eacute; si festeggia il Natale, giusto, Litwa?&amp;rdquo;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Lituania si gratt&amp;ograve; la testa, sicuro che Russia gliel&amp;rsquo;avesse spiegato, ad un certo punto, ma incapace proprio di farselo venire in mente.</description>
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  <category>personaggio: lituania</category>
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  <category>challenge: calendario dell&apos;avvento</category>
  <category>personaggio: polonia</category>
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  <pubDate>Wed, 09 Dec 2009 23:30:30 GMT</pubDate>
  <title>[Masterpost] Axis Powers Hetalia: cronologia</title>
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  <description>&lt;div style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;&lt;strong&gt;Axis Powers Hetalia: cronologia&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Fanfic che coprono vari periodi storici:&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;a href=&quot;http://imanokimochi.livejournal.com/62313.html&quot;&gt;Septembers&lt;/a&gt; [Canada, Francia, Inghilterra, America]&lt;br /&gt;&lt;a href=&quot;http://imanokimochi.livejournal.com/65283.html&quot;&gt;Until we face each mountain&lt;/a&gt; [Francia, Canada, Inghilterra, America]&lt;br /&gt;[le parti di &lt;a href=&quot;http://imanokimochi.livejournal.com/63751.html&quot;&gt;Ma Chanson (ce n&apos;est pas une chanson, c&apos;est ma vie)&lt;/a&gt; che si svolgono nel 2009 non sono segnate, perch&amp;eacute; sarebbero troppe^^&apos;]&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;0-500:&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href=&quot;http://imanokimochi.livejournal.com/46093.html#cutid6&quot;&gt;Into the void&lt;/a&gt; [Impero romano]&lt;br /&gt;&lt;a href=&quot;http://imanokimochi.livejournal.com/50879.html&quot;&gt;Kore tte... Destiny?&lt;/a&gt; [Inghilterra]&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;1300-1400&lt;/strong&gt;:&lt;br /&gt;&lt;a href=&quot;http://imanokimochi.livejournal.com/76004.html&quot;&gt;Giusto, Litwa?&lt;/a&gt; [Polonia, Lituania]&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;1500-1600&lt;/strong&gt;:&lt;br /&gt;&lt;a href=&quot;http://imanokimochi.livejournal.com/56631.html&quot;&gt;Non plus ultra&lt;/a&gt; [Spagna]&lt;br /&gt;&lt;a href=&quot;http://imanokimochi.livejournal.com/72667.html&quot;&gt;Feliz N...&lt;/a&gt; [Romano, Spagna, Veneziano] (parte prima)&lt;br /&gt;&lt;a href=&quot;http://imanokimochi.livejournal.com/41359.html&quot;&gt;1582&lt;/a&gt; [Russia]&lt;br /&gt;&lt;a href=&quot;http://imanokimochi.livejournal.com/75409.html&quot;&gt;Deus&lt;/a&gt; [Giappone]&lt;br /&gt;&lt;a href=&quot;http://imanokimochi.livejournal.com/47680.html&quot;&gt;Riganryu - risacca&lt;/a&gt; [Giappone]&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;1700&lt;/strong&gt;:&lt;br /&gt;&lt;a href=&quot;http://imanokimochi.livejournal.com/45048.html&quot;&gt;E tutto sar&amp;agrave; nostro&lt;/a&gt; [America, Inghilterra]&lt;br /&gt;&lt;a href=&quot;http://imanokimochi.livejournal.com/48217.html&quot;&gt;Veni in hortum meum&lt;/a&gt; [Spagna, Romano]&lt;br /&gt;&lt;a href=&quot;http://imanokimochi.livejournal.com/55803.html&quot;&gt;Mezzo pieno&lt;/a&gt; [Romano, Spagna, Francia]&lt;br /&gt;&lt;a href=&quot;http://imanokimochi.livejournal.com/48567.html&quot;&gt;All&apos;angolo coi pugni chiusi&lt;/a&gt; [Romano, Spagna, Veneziano] (in realt&amp;agrave;, potrebbe essere ambientata anche nel &apos;900^^&apos;)&lt;br /&gt;&lt;a href=&quot;http://imanokimochi.livejournal.com/66679.html&quot;&gt;Kib&amp;uacute;v&amp;oacute;&lt;/a&gt; [Ungheria, Austria, Prussia]&lt;br /&gt;&lt;a href=&quot;http://imanokimochi.livejournal.com/46093.html#cutid5&quot;&gt;La fitta sassaiola dell&apos;ingiuria&lt;/a&gt; [Francia]&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;1800&lt;/strong&gt;:&lt;br /&gt;&lt;a href=&quot;http://imanokimochi.livejournal.com/52379.html&quot;&gt;Burning of Washington&lt;/a&gt; [Inghilterra, Canada]&lt;br /&gt;&lt;a href=&quot;http://imanokimochi.livejournal.com/75079.html&quot;&gt;O Tannenbaum&lt;/a&gt; [Prussia, Ungheria, Austria]&lt;br /&gt;&lt;a href=&quot;http://imanokimochi.livejournal.com/49654.html&quot;&gt;El hombre m&amp;aacute;s est&amp;uacute;pido que he visto en mi vida&lt;/a&gt; [Spagna, Romano]&lt;br /&gt;&lt;a href=&quot;http://imanokimochi.livejournal.com/46809.html&quot;&gt;Mentre il congresso danzava&lt;/a&gt; [Romano, Spagna] (flashback)&lt;br /&gt;&lt;a href=&quot;http://imanokimochi.livejournal.com/66147.html&quot;&gt;Where hearts go&lt;/a&gt; [Canada, Inghilterra]&lt;br /&gt;&lt;a href=&quot;http://imanokimochi.livejournal.com/49747.html&quot;&gt;Canta per me (Addio)&lt;/a&gt; [Romano, Veneziano]&lt;br /&gt;&lt;a href=&quot;http://imanokimochi.livejournal.com/63168.html&quot;&gt;Tutto nel suo sguardo&lt;/a&gt; [Romano]&lt;br /&gt;&lt;a href=&quot;http://imanokimochi.livejournal.com/72667.html&quot;&gt;Feliz N...&lt;/a&gt; [Romano, Spagna, Veneziano] (parte seconda)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;1900&lt;/strong&gt;:&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Prima guerra mondiale&lt;/strong&gt;:&lt;br /&gt;&lt;a href=&quot;http://imanokimochi.livejournal.com/76388.html&quot;&gt;The most memorable Christmas&lt;/a&gt; [Inghilterra, Francia, Germania]&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Periodo interbellico&lt;/strong&gt;:&lt;br /&gt;&lt;a href=&quot;http://imanokimochi.livejournal.com/55904.html&quot;&gt;Entonces&lt;/a&gt; [Spagna]&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Seconda guerra mondiale&lt;/strong&gt;:&lt;br /&gt;&lt;a href=&quot;http://imanokimochi.livejournal.com/56487.html&quot;&gt;In a frightful scrawl&lt;/a&gt; [Francia]&lt;div&gt;&lt;a href=&quot;http://imanokimochi.livejournal.com/74526.html&quot;&gt;Una borsa e Londra&lt;/a&gt; [Francia]&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;margin-left: 40px;&quot;&gt;da qui parte l&apos;AU di &lt;a href=&quot;http://imanokimochi.livejournal.com/69849.html&quot;&gt;Petit Papier&lt;/a&gt; [Francia, Inghilterra, Canada, America, vari]&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;a href=&quot;http://imanokimochi.livejournal.com/46093.html#cutid7&quot;&gt;Suigintou no Yoru&lt;/a&gt; [Inghilterra]&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;a href=&quot;http://imanokimochi.livejournal.com/73712.html&quot;&gt;Noto gelo tropicale&lt;/a&gt; [Inghilterra, America]&lt;br /&gt;&lt;a href=&quot;http://imanokimochi.livejournal.com/68892.html&quot;&gt;O rosto com que fita&lt;/a&gt; [Portogallo, Spagna]&lt;br /&gt;&lt;a href=&quot;http://imanokimochi.livejournal.com/48785.html&quot;&gt;Serrer les coudes&lt;/a&gt; [Francia, Canada, Inghilterra, America]&lt;br /&gt;&lt;a href=&quot;http://imanokimochi.livejournal.com/50543.html&quot;&gt;Something (flamboyantly) Blue&lt;/a&gt; [Canada, Francia]&lt;br /&gt;&lt;a href=&quot;http://imanokimochi.livejournal.com/52623.html&quot;&gt;Lo sbarco in... mh...&lt;/a&gt; [Francia, Canada, Inghilterra, America]&lt;br /&gt;&lt;a href=&quot;http://imanokimochi.livejournal.com/50356.html&quot;&gt;Tempra la cetra e canta&lt;/a&gt; [Romano, Veneziano]&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Anni &apos;50-&apos;60&lt;/strong&gt;:&lt;br /&gt;&lt;a href=&quot;http://imanokimochi.livejournal.com/71403.html&quot;&gt;Auto emoci&amp;oacute;n (o qualcosa del genere)&lt;/a&gt; [Romano, Spagna]&lt;br /&gt;&lt;a href=&quot;http://imanokimochi.livejournal.com/56863.html&quot;&gt;Inaugurazione&lt;/a&gt; [Inghilterra, America]&lt;br /&gt;&lt;a href=&quot;http://imanokimochi.livejournal.com/61075.html&quot;&gt;Braci&lt;/a&gt; [Veneziano, Romano]&lt;br /&gt;&lt;a href=&quot;http://imanokimochi.livejournal.com/46093.html#cutid3&quot;&gt;Aurora sogna&lt;/a&gt; [Russia]&lt;br /&gt;&lt;a href=&quot;http://imanokimochi.livejournal.com/46093.html#cutid4&quot;&gt;Cacca nello spazio&lt;/a&gt; [America]&lt;br /&gt;&lt;a href=&quot;http://imanokimochi.livejournal.com/59549.html&quot;&gt;Vive le pop-corn libre!&lt;/a&gt; [Francia]&lt;br /&gt;&lt;a href=&quot;http://imanokimochi.livejournal.com/61913.html&quot;&gt;One counts as lonely&lt;/a&gt; [Canada]&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Anni &apos;70-&apos;80&lt;/strong&gt;:&lt;br /&gt;&lt;a href=&quot;http://imanokimochi.livejournal.com/46093.html#cutid1&quot;&gt;New Renaissance&lt;/a&gt; [Veneziano, Romano]&lt;br /&gt;&lt;a href=&quot;http://imanokimochi.livejournal.com/46093.html#cutid2&quot;&gt;Weeeek&lt;/a&gt; [Giappone]&lt;br /&gt;&lt;a href=&quot;http://imanokimochi.livejournal.com/60116.html&quot;&gt;Komm&lt;/a&gt; [Prussia]&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Anni &apos;90:&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;Il congresso danza: &lt;a href=&quot;http://imanokimochi.livejournal.com/45545.html&quot;&gt;Tarantella&lt;/a&gt;, &lt;a href=&quot;http://imanokimochi.livejournal.com/45694.html&quot;&gt;Contradanza&lt;/a&gt;, &lt;a href=&quot;http://imanokimochi.livejournal.com/45912.html&quot;&gt;L&amp;auml;ndler&lt;/a&gt; [cast]&lt;br /&gt;&lt;a href=&quot;http://imanokimochi.livejournal.com/46093.html#cutid8&quot;&gt;Kiss&lt;/a&gt; [Canada, Francia]&lt;br /&gt;&lt;a href=&quot;http://imanokimochi.livejournal.com/44204.html&quot;&gt;Piro Piro Pie&lt;/a&gt; [Inghilterra, America, vari]&lt;br /&gt;&lt;a href=&quot;http://imanokimochi.livejournal.com/43038.html&quot;&gt;E Nantucket che spuntano appena&lt;/a&gt; [Inghilterra]&lt;br /&gt;&lt;a href=&quot;http://imanokimochi.livejournal.com/43509.html&quot;&gt;Un&apos;America un sacco felice&lt;/a&gt; [America]&lt;br /&gt;&lt;a href=&quot;http://imanokimochi.livejournal.com/62756.html&quot;&gt;Midaresomenishi&lt;/a&gt; [Spagna, Romano]&lt;br /&gt;&lt;a href=&quot;http://imanokimochi.livejournal.com/61365.html&quot;&gt;Qualcosa di pi&amp;ugrave; facile&lt;/a&gt; [Romano, Spagna]&lt;br /&gt;&lt;a href=&quot;http://imanokimochi.livejournal.com/74773.html&quot;&gt;Soliloque&lt;/a&gt; [Francia]&lt;br /&gt;&lt;a href=&quot;http://imanokimochi.livejournal.com/74101.html&quot;&gt;Qualcosa che inizia per A e il pupazzo di neve&lt;/a&gt; [America, Inghilterra, Russia]&lt;br /&gt;&lt;a href=&quot;http://imanokimochi.livejournal.com/46093.html#cutid10&quot;&gt;My immortal&lt;/a&gt; [Inghilterra]&lt;br /&gt;&lt;a href=&quot;http://imanokimochi.livejournal.com/69180.html&quot;&gt;Il tempo sistema un po&apos; tutte le cose&lt;/a&gt; [Inghilterra, America]&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;2000&lt;/strong&gt;:&lt;br /&gt;&lt;a href=&quot;http://imanokimochi.livejournal.com/46093.html#cutid9&quot;&gt;Albascura&lt;/a&gt; [Bielorussia]&lt;br /&gt;&lt;a href=&quot;http://imanokimochi.livejournal.com/61686.html&quot;&gt;Calma&lt;/a&gt; [Spagna, Romano]&lt;br /&gt;&lt;a href=&quot;http://imanokimochi.livejournal.com/44648.html&quot;&gt;Early Fall&lt;/a&gt; [Inghilterra]&lt;br /&gt;&lt;a href=&quot;http://imanokimochi.livejournal.com/51025.html&quot;&gt;Amour violent&lt;/a&gt; [Francia, Inghilterra]&lt;br /&gt;&lt;a href=&quot;http://imanokimochi.livejournal.com/52222.html&quot;&gt;Cordiale&lt;/a&gt; [Francia, Inghilterra]&lt;br /&gt;&lt;a href=&quot;http://imanokimochi.livejournal.com/72998.html&quot;&gt;Anche a Londres donano&lt;/a&gt; [Francia, Inghilterra]&lt;br /&gt;&lt;a href=&quot;http://imanokimochi.livejournal.com/tag/fanfic:+love+is+itself+unmoving&quot;&gt;Love is itself unmoving&lt;/a&gt; [Inghilterra, America]&lt;br /&gt;&lt;a href=&quot;http://imanokimochi.livejournal.com/77290.html&quot;&gt;Di seconde teiere e secondi Pierre&lt;/a&gt; [Inghilterra, Francia]&lt;/div&gt;</description>
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  <pubDate>Wed, 09 Dec 2009 21:58:06 GMT</pubDate>
  <title>[Axis Powers Hetalia] Deus</title>
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  <description>&lt;strong&gt;Titolo&lt;/strong&gt;: Deus&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Rating&lt;/strong&gt;: PG &lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Genere&lt;/strong&gt;: generale&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Challenge:&lt;/strong&gt; &lt;strong&gt;  &lt;/strong&gt;&lt;a href=&quot;http://michiru-kaiou7.livejournal.com/131822.html&quot;&gt;Calendario dell&apos;avvento, giorno 9&lt;/a&gt; di &lt;span class=&apos;ljuser ljuser-name_michiru_kaiou7&apos; lj:user=&apos;michiru_kaiou7&apos; style=&apos;white-space: nowrap;&apos;&gt;&lt;a href=&apos;http://michiru-kaiou7.livejournal.com/profile&apos;&gt;&lt;img src=&apos;http://l-stat.livejournal.com/img/userinfo.gif&apos; alt=&apos;[info]&apos; width=&apos;17&apos; height=&apos;17&apos; style=&apos;vertical-align: bottom; border: 0; padding-right: 1px;&apos; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href=&apos;http://michiru-kaiou7.livejournal.com/&apos;&gt;&lt;b&gt;michiru_kaiou7&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt; : &amp;quot;Messa di mezzanotte&amp;quot;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Personaggi&lt;/strong&gt;: Giappone, &lt;strike&gt;Barbaro del Sud random&lt;/strike&gt; Jo&amp;atilde;o Rodrigues (non ancora T&amp;ccedil;uzu)&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Parole&lt;/strong&gt;: 210 (W)&lt;br /&gt;&lt;span style=&quot;font-weight: bold;&quot;&gt;Disclaimer&lt;/span&gt;: di Hidekaz Himaruya. Jo&amp;atilde;o era di propriet&amp;agrave; della Compagnia.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Avvertimenti&lt;/strong&gt;: E&apos; &lt;em&gt;Axis Powers Hetalia&lt;/em&gt;. Se vi potete ritenere offesi dall&apos;idea, non leggete, grazie^^. &lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Note&lt;/strong&gt;: &lt;strike&gt;non ho idea di quale neurone abbia scritto questo&lt;/strike&gt; io non conosco nessuna Kimbnr e questa cosa l&apos;ha scritta Shige, ispirato dall&apos;apparizione di Oda Nobunaga nelle strip originali.&lt;br /&gt;Se metto delle note storiche non ne usciamo pi&amp;ugrave; *distrutta dalla stanchezza*. Ma dico lo stesso che &lt;em&gt;Deus &lt;/em&gt;&amp;egrave; portoghese per Dio e i barbari del sud si esprimevano ufficialmente in tale lingua. &lt;strike&gt;Poi potevano essere anche polacchi della Lituania, ma questo non cambiava la cosa.&lt;/strike&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a name=&quot;cutid1&quot;&gt;&lt;/a&gt;Giappone sbirci&amp;ograve; cautamente dentro l&amp;rsquo;edificio, pronto a darsela a gambe in caso di necessit&amp;agrave;.&lt;br /&gt;L&amp;rsquo;interno era illuminato con tante candele, diversamente dal solito, quando i padri sembravano essere pi&amp;ugrave; parsimoniosi. C&amp;rsquo;erano parecchie giapponesi &amp;ndash; alcuni li conosceva persino di nome &amp;ndash; ma tutti sembravano concentrati a mantenere il silenzio; c&amp;rsquo;era anche una strana tensione nell&amp;rsquo;aria, come se si stesse aspettando un evento particolare. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Giappone decise allora di entrare nell&amp;rsquo;edificio ma, nella fretta di trovare un angolo buio per nascondersi, and&amp;ograve; a sbattere su uno dei giovani barbari del sud che aiutavano i padri nelle loro faccende.&lt;br /&gt;Il ragazzo fece un inchino e mormor&amp;ograve; alcune parole di scusa, nella lingua di Giappone, stupendolo non poco. Quando il giovane fece per andarsene, l&amp;rsquo;altro lo trattenne:&lt;br /&gt;&amp;ldquo;C-cosa succede oggi, nella chiesa dei padre?&amp;rdquo; bisbigli&amp;ograve;, arrossendo per la sfacciataggine che stava dimostrando.&lt;br /&gt;Il ragazzo gli fece un sorriso modesto, cos&amp;igrave; diverso da quelli spudorati che di solito avevano i barbari: &lt;br /&gt;&amp;ldquo;Oggi commemoriamo la nascita di Nostro Signore &lt;em&gt;Deus&lt;/em&gt;.&amp;rdquo; rispose pronto, incespicando appena nelle parole, con un accento molto simile a quello del Bungo.&lt;br /&gt;&amp;ldquo;&lt;em&gt;Deus&lt;/em&gt;&amp;hellip;&amp;rdquo; ripet&amp;eacute; Giappone, mentre il giovane si scusava e riprendeva a trasportare materiale da un lato all&amp;rsquo;altro della chiesa; la parola era strana, evidentemente straniera, ma non gli sembrava suonare poi cos&amp;igrave; male.</description>
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  <category>personaggio: giappone</category>
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  <pubDate>Tue, 08 Dec 2009 21:19:54 GMT</pubDate>
  <title>[Axis Powers Hetalia] O Tannenbaum</title>
  <link>http://imanokimochi.livejournal.com/75079.html</link>
  <description>&lt;strong&gt;Titolo&lt;/strong&gt;: O Tannenbaum&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Rating&lt;/strong&gt;: &lt;span&gt;PG-13&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Genere&lt;/strong&gt;: comico&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Challenge:&lt;/strong&gt;&lt;strong&gt;  &lt;/strong&gt;&lt;a href=&quot;http://michiru-kaiou7.livejournal.com/131424.html&quot;&gt;Calendario dell&apos;avvento, giorno 8&lt;/a&gt; di &lt;span class=&apos;ljuser ljuser-name_michiru_kaiou7&apos; lj:user=&apos;michiru_kaiou7&apos; style=&apos;white-space: nowrap;&apos;&gt;&lt;a href=&apos;http://michiru-kaiou7.livejournal.com/profile&apos;&gt;&lt;img src=&apos;http://l-stat.livejournal.com/img/userinfo.gif&apos; alt=&apos;[info]&apos; width=&apos;17&apos; height=&apos;17&apos; style=&apos;vertical-align: bottom; border: 0; padding-right: 1px;&apos; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href=&apos;http://michiru-kaiou7.livejournal.com/&apos;&gt;&lt;b&gt;michiru_kaiou7&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt; : &amp;quot;Albero di Natale&amp;quot;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Personaggi:&lt;/strong&gt; [Prussia/]Ungheria/Austria&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Parole&lt;/strong&gt;: 250 (W) &lt;br /&gt;&lt;span style=&quot;font-weight: bold;&quot;&gt;Disclaimer&lt;/span&gt;: di Hidekaz Himaruya.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Avvertimenti&lt;/strong&gt;: E&apos; &lt;em&gt;Axis Powers Hetalia&lt;/em&gt;. Se vi potete ritenere offesi dall&apos;idea, non leggete, grazie^^. Inoltre, violenza. xD&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Note&lt;/strong&gt;: l&apos;albero di Natale &amp;egrave; stato introdotto dalle zone settentrionali al resto d&apos;Europa dai prussiani, durante il Congresso di Vienna.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a name=&quot;cutid1&quot;&gt;&lt;/a&gt;&amp;ldquo;Cos&amp;rsquo;&amp;egrave;?&amp;rdquo;&lt;br /&gt;&amp;ldquo;Un albero di Natale.&amp;rdquo;&lt;br /&gt;&amp;ldquo;Un&amp;hellip; cosa?&amp;rdquo;&lt;br /&gt;&amp;ldquo;E&amp;rsquo; chiaramente un albero, ma&amp;hellip; Cosa ci fanno tutti quei dolci sopra? Ci sono anche&amp;hellip; Dei pulcini di carta?&amp;rdquo;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Prussia rise all&amp;rsquo;espressione ridicola che era apparsa sul volto di Austria, mentre, sistemandosi gli occhiali, ispezionava l&amp;rsquo;albero di Natale allestito nell&amp;rsquo;angolo del salone. &lt;br /&gt;&amp;ldquo;E&amp;rsquo; enorme!&amp;rdquo; esclam&amp;ograve; Ungheria, girandoci attorno con entusiasmo. &lt;br /&gt;&amp;ldquo;Se vieni qui, ti faccio vedere qualcos&amp;rsquo;altro, di enorm&amp;hellip;&amp;rdquo;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&amp;ldquo;Per che cosa lo utilizzate, esattamente, questo albero decorato?&amp;rdquo; chiese Austria, prendendo fra le punte delle dita una noce dipinta ed osservandola con curiosit&amp;agrave;.&lt;br /&gt;Quando la risposta tard&amp;ograve; a venire, la Nazione lasci&amp;ograve; andare il piccolo addobbo e si gir&amp;ograve;, per assicurarsi che non avessero iniziato senza di lui. &amp;ldquo;Prussia?&amp;rdquo; chiam&amp;ograve;, perplesso.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ungheria scoppi&amp;ograve; a ridere, mentre con un piede nascondeva il corpo di Prussia, svenuto, dietro il divano. &amp;ldquo;Mi dispiace, devo averlo steso.&amp;rdquo; disse, imbarazzata.&lt;br /&gt;Austria si allontan&amp;ograve; dall&amp;rsquo;albero, per piegarsi sopra la Nazione sdraiata sul pavimento. &lt;br /&gt;&amp;ldquo;S&amp;igrave;, direi che rimarr&amp;agrave; cos&amp;igrave; per almeno un&amp;rsquo;ora.&amp;rdquo; sentenzi&amp;ograve;, dopo averlo studiato per qualche tempo.&lt;br /&gt;&amp;ldquo;Accidenti.&amp;rdquo; sbott&amp;ograve; Ungheria, assestando un calcio allo svenuto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Austria si risollev&amp;ograve;, rimettendosi a posto gli occhiali. &amp;ldquo;Nessuno a detto che dobbiamo aspettarlo.&amp;rdquo;&lt;br /&gt;Ungheria scoppi&amp;ograve; in una risatina, mentre le si illuminavano gli occhi; poi prese Austria per il braccio e lo guid&amp;ograve; fino all&amp;rsquo;albero.&lt;br /&gt;&amp;ldquo;Qualunque uso abbiano per questa cosa, a me piace.&amp;rdquo; sussurr&amp;ograve; con fare cospiratorio. &amp;ldquo;Mi ricorda le mie foreste.&amp;rdquo; specific&amp;ograve; poi, iniziando a slacciarsi il corpetto.&lt;br /&gt;Austria sorrise. &amp;ldquo;Bisogner&amp;agrave; proprio importare a Vienna questa splendida tradizione prussiana, allora.&amp;rdquo;</description>
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  <pubDate>Mon, 07 Dec 2009 23:50:34 GMT</pubDate>
  <title>[Axis Powers Hetalia] Soliloque</title>
  <link>http://imanokimochi.livejournal.com/74773.html</link>
  <description>&lt;strong&gt;Titolo&lt;/strong&gt;: Soliloque&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Rating&lt;/strong&gt;: &lt;span&gt;PG&lt;/span&gt;-13&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Genere&lt;/strong&gt;: introspettivo, angst&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Challenge:&lt;/strong&gt; &lt;a href=&quot;http://imanokimochi.livejournal.com/74308.html&quot;&gt;Moulin Rouge challenge&lt;/a&gt; di &lt;span class=&apos;ljuser ljuser-name_haruka_lantis&apos; lj:user=&apos;haruka_lantis&apos; style=&apos;white-space: nowrap;&apos;&gt;&lt;a href=&apos;http://haruka-lantis.livejournal.com/profile&apos;&gt;&lt;img src=&apos;http://l-stat.livejournal.com/img/userinfo.gif&apos; alt=&apos;[info]&apos; width=&apos;17&apos; height=&apos;17&apos; style=&apos;vertical-align: bottom; border: 0; padding-right: 1px;&apos; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href=&apos;http://haruka-lantis.livejournal.com/&apos;&gt;&lt;b&gt;haruka_lantis&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt; &lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Prompt&lt;/strong&gt;: This story is about love&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Claim&lt;/strong&gt;: &lt;a href=&quot;http://imanokimochi.livejournal.com/72956.html&quot;&gt;Inghilterra/Francia&lt;/a&gt; @ &lt;span class=&apos;ljuser ljuser-name_mezza_tabella&apos; lj:user=&apos;mezza_tabella&apos; style=&apos;white-space: nowrap;&apos;&gt;&lt;a href=&apos;http://community.livejournal.com/mezza_tabella/profile&apos;&gt;&lt;img src=&apos;http://l-stat.livejournal.com/img/community.gif&apos; alt=&apos;[info]&apos; width=&apos;16&apos; height=&apos;16&apos; style=&apos;vertical-align: bottom; border: 0; padding-right: 1px;&apos; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href=&apos;http://community.livejournal.com/mezza_tabella/&apos;&gt;&lt;b&gt;mezza_tabella&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt; &lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Prompt&lt;/strong&gt;: 03. Speranza&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Parole&lt;/strong&gt;: 1,256 (W) &lt;br /&gt;&lt;span style=&quot;font-weight: bold;&quot;&gt;Disclaimer&lt;/span&gt;: di Hidekaz Himaruya.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Avvertimenti&lt;/strong&gt;: E&apos; &lt;em&gt;Axis Powers Hetalia&lt;/em&gt;. Se vi potete ritenere offesi dall&apos;idea, non leggete, grazie^^. Inoltre, &lt;span style=&quot;color: rgb(255, 0, 0);&quot;&gt;shonen-ai&lt;/span&gt; [Spagna/Romano; Ungheria/Prussia/Austria; Germania/Veneziano; Francia/Germania; Inghilterra/America; Francia/Inghilterra]&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Note&lt;/strong&gt;: *indica pairing* pi&amp;ugrave; amore di cos&amp;igrave; e si muore? xD In cui Francia pensa, pensa e pensa a proposito dell&apos;Amore, e la Speranza ha grosse sopracciglia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a name=&quot;cutid1&quot;&gt;&lt;/a&gt;Nonostante la maggior parte delle Nazioni fosse assolutamente incapace di rendersene conto, il loro mondo andava avanti spinto dall&apos;amore &amp;ndash; o dalla sua mancanza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Francia se n&apos;era accorto presto, ma non subito. Era difficile capire, nella massa confusa che generalmente sono le emozioni contraddittorie che prova una Nazione nei momenti di crisi, i motivi che alla fine la spingevano a prendere una decisione piuttosto che un&apos;altra. &lt;br /&gt;Fu osservando Spagna che gli divenne chiaro. Per quanto amasse autodefinirsi la Nazione dell&apos;Amore, infatti, aveva iniziato ad imparare a distinguerlo nelle azioni dell&apos;altro, piuttosto che nelle proprie.&lt;br /&gt;Spagna provava quello che si poteva definire un amore cieco, al punto da non riuscire a vedere nemmeno se stesso. Trotterellava dietro all&apos;Italia del Sud come se fosse stata una cosa normalissima, naturale come respirare; quasi non si rendeva conto dell&apos;adorazione che aveva sempre dimostrato nei confronti di quella Nazione, fin dai tempi in cui era una costola del suo regno, senza alcun motivo, senza alcuna ragione precisa che non fosse l&apos;amore di per s&amp;eacute;.&lt;br /&gt;Francia sapeva per esperienza che quelle &amp;ldquo;costole&amp;rdquo;, cos&amp;igrave; come le colonie, prima o poi prendevano ed andavano, indipendentemente da quanto le si amasse o da come le si trattasse. Eppure, Spagna sembrava essere l&amp;igrave; apposta per distruggere questa sua teoria, scuotendo la testa quando gliela esponeva, la luce della speranza sempre accesa in fondo agli occhi. Probabilmente, nemmeno sapeva a che cosa anelava con preciso, la sua speranza, salvo essere certo che senza l&amp;rsquo;Italia del Sud non c&amp;rsquo;era motivo di vivere. &lt;br /&gt;Ed eccolo polverizzarla, la sua teoria, entrando nel locale per mano con Romano, ancora dopo tutti quei secoli; il ragazzo non era pi&amp;ugrave; alle sue dipendenze, ma era sempre l&amp;igrave;, al suo fianco, a prenderlo in giro e a baciarlo quando credeva che nessuno li stesse guardando.&lt;br /&gt;Qualcosa, nelle azioni di Spagna, nella sua maniera di comportarsi nei confronti del mondo, nella sua semplicit&amp;agrave;, gli aveva permesso di ottenere ci&amp;ograve; che tanti non erano riusciti ad avere. Francia aveva la certezza che si trattasse di quell&apos;amore che nemmeno si accorgeva di provare, abituato com&apos;era a respirarlo, le cui tracce dovevano ritrovarsi in tutte le sue azioni. &lt;br /&gt;Spagna, concluse Francia molto presto, agiva sempre in base all&apos;amore.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma Inghilterra, che aveva buttato nel fango il proprio moschetto e con esso tutto il suo impero, era forse diverso? Francia aveva pensato fino a quel momento che l&apos;amore fosse un concetto che la Nazione in questione non potesse provare. Imbarazzo, vergogna, irritazione, gelosia, orgoglio: queste erano le emozioni che scandivano la sua vita; l&apos;amore gli era estraneo.&lt;br /&gt;E poi Francia lo sent&amp;igrave; parlare di America, poco dopo che l&apos;aveva ufficialmente adottato come fratello. Aveva riso, sul momento, perch&amp;eacute; sapeva che fine avrebbe fatto questa colonia di cui era tanto fiero. &lt;br /&gt;Poi si era accorto che Inghilterra non era solamente fiero di America; la verit&amp;agrave; era che vedeva solo lui, al punto da rendersi appena conto dell&apos;esistenza di altre sue colonie nel mondo. &lt;br /&gt;Inghilterra amava America e, se la libert&amp;agrave; con cui ne parlava era indice di qualcosa, non se n&apos;era nemmeno reso conto. Come del resto non si era mai accorto di moltissime altre cose relative all&apos;amore, ma questo era un discorso diverso. Insomma, abbastanza diverso, ecco.&lt;br /&gt;E non rendendosene conto, era destinato a fallire e a perdere la Nazione che adorava; chi di spada ferisce, si dice a ragione.&lt;br /&gt;Inghilterra, da quel giorno, cadde nel circolo vizioso che aveva imprigionato tutti loro, comuni mortali, la cui esistenza era legata a doppio filo a quella di qualcun altro; lo Splendido Isolamento che insisteva ad imporsi non era altro che un semplice sintomo della sua dipendenza dall&amp;rsquo;amore &amp;ndash; o dalla sua mancanza.&lt;br /&gt;La perdita non lo cambi&amp;ograve; troppo, limitandosi ad inasprire quegli aspetti del suo carattere che aveva gi&amp;agrave; dimostrato ampliamente di avere. C&amp;rsquo;era un&amp;rsquo;unica piccola differenza, che emergeva quando America gli stringeva una spalla pi&amp;ugrave; a lungo del necessario, quando America smetteva di fare l&amp;rsquo;idiota e gli sorrideva veramente, quando America era di fianco a lui per nessun motivo in particolare; i suoi occhi si illuminavano, in maniera meno evidente di quelli di Spagna, ma impossibile da mascherare ad un esperto come Francia.&lt;br /&gt;Ogni volta che Inghilterra si ubriacava, poi, anche Spagna si sarebbe accorto della sua disperazione. &lt;br /&gt;Ed il fatto che America non ci facesse caso la diceva lunga.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Prussia era un altro che aveva raggiunto in ritardo il loro esclusivo ma numeroso club; la sua situazione dimostrava ampliamente come varie modalit&amp;agrave; di amore potessero scontrarsi all&amp;rsquo;interno della stessa persona. Laddove Inghilterra era stato in grado di riversarne tutti i tipi su un&amp;rsquo;unica Nazione (a parte uno, sorrise Francia correggendosi, a parte uno), Prussia si era trovato diviso fra due spinte contrarie e gli ci erano voluti secoli per riuscire a trovare un equilibrio, che alla fine era equivalso alla dissoluzione. La speranza nei suoi occhi era diversa da quella di tutti gli altri, come forse c&amp;rsquo;era da aspettarsi; che cosa potesse desiderare una Nazione con un piede nella fossa, Francia non lo sapeva, anche se la maniera in cui Prussia tratteneva Ungheria a s&amp;eacute; mentre pizzicava il sedere di Austria poteva fornire qualche indizio per risolvere il mistero. Oppure poteva essere l&amp;rsquo;ennesima maniera in cui l&amp;rsquo;idiota mascherava i suoi sentimenti. Comunque, qualunque fosse la cosa per cui rimaneva ancora in vita, nella quale sperava ancora, Francia gli augurava di ottenerla.&lt;br /&gt;Prussia, in fondo, con le sue azioni completamente assurde, gli aveva dimostrato che anche i tedeschi erano felici di morire per amore. &lt;br /&gt;O, almeno, alcuni tedeschi lo erano, si corresse di nuovo Francia, osservando di sottecchi l&amp;rsquo;arrivo di Germania ed Italia; pure il loro, in un certo senso, era un amore cieco. Germania gli rivolse uno sguardo e lo salut&amp;ograve; impercettibilmente piegando il capo; Francia gli rispose con un sorriso lascivo. Italia continu&amp;ograve; a chiacchierare. &lt;br /&gt;Francia ridacchi&amp;ograve;. Cieco, decisamente.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Inghilterra entr&amp;ograve; nel locale (o forse &amp;egrave; meglio dire che rotol&amp;ograve; oltre le porte); dalla maniera scomposta in cui camminava, doveva aver iniziato a bene almeno un&amp;rsquo;ora prima, e non essersi pi&amp;ugrave; fermato. &lt;br /&gt;Questa era la forma tangibile che prendeva la speranza di Francia; non stava in fondo ai suoi occhi, perch&amp;eacute; quella che ci era stata doveva essere morta da un pezzo (ch&amp;eacute; tutti erano andati e nessuno mai tornato). Arrivava inciampando sui propri piedi, gli si sedeva accanto, lo insultava e poi procedeva a baciarlo come se per il giorno dopo avessero previsto la fine del mondo.&lt;br /&gt;Francia ci era sceso a patti gi&amp;agrave; da un po&amp;rsquo;, con questa speranza; visto che pareva essere l&amp;rsquo;unica che aveva, faceva finta che fosse preziosa come quella degli altri e la trattava di conseguenza. Rispondeva con foga ai suoi baci, alle sue carezze, alle sue spinte; gli accarezzava i capelli con pazienza quando, alla fine, irrimediabilmente, Inghilterra piangeva tutte le sue lacrime. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In fondo, ciascuno portava, per amore, la sua piccola croce sulle spalle: chi un amante irritante, chi un amore non ricambiato, chi un&amp;rsquo;occasione perduta; lui era la Nazione dell&amp;rsquo;Amore e di conseguenza li amava tutti, uno per uno (Inghilterra incluso, per sfortuna di entrambi), e traeva piacere nell&amp;rsquo;osservarli avanzare, con speranza, e nel capirli, nella loro disperazione. &lt;br /&gt;In un certo senso, cos&amp;igrave; riusciva a sentirsi il centro del mondo, come in passato; aveva un posto privilegiato, comodamente seduto sopra il motore immobile di ogni cosa, perch&amp;eacute; lui, a differenza di loro, era certo che la Storia si muovesse sempre e solo spinta dall&amp;rsquo;amore &amp;ndash; o dalla sua mancanza &amp;ndash; e che esso fosse il suo argomento per eccellenza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dove stesse la sua speranza, in tutto ci&amp;ograve;, Francia per&amp;ograve; non lo sapeva.</description>
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  <pubDate>Mon, 07 Dec 2009 23:39:41 GMT</pubDate>
  <title>[Axis Powers Hetalia] Una borsa e Londra</title>
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  <description>&lt;strong&gt;Titolo&lt;/strong&gt;: Una borsa e Londra&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Rating&lt;/strong&gt;: &lt;span&gt;PG&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Genere&lt;/strong&gt;: angst&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Challenge:&lt;/strong&gt; &lt;a href=&quot;http://imanokimochi.livejournal.com/74308.html&quot;&gt;Moulin Rouge challenge&lt;/a&gt; di &lt;span class=&apos;ljuser ljuser-name_haruka_lantis&apos; lj:user=&apos;haruka_lantis&apos; style=&apos;white-space: nowrap;&apos;&gt;&lt;a href=&apos;http://haruka-lantis.livejournal.com/profile&apos;&gt;&lt;img src=&apos;http://l-stat.livejournal.com/img/userinfo.gif&apos; alt=&apos;[info]&apos; width=&apos;17&apos; height=&apos;17&apos; style=&apos;vertical-align: bottom; border: 0; padding-right: 1px;&apos; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href=&apos;http://haruka-lantis.livejournal.com/&apos;&gt;&lt;b&gt;haruka_lantis&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt; &lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Prompt&lt;/strong&gt;: The French are glad to die for love&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Meme&lt;/strong&gt;: &lt;a href=&quot;http://kimbnr.livejournal.com/163278.html&quot;&gt;~ One True Writing Meme ~&lt;/a&gt;: Inghilterra/Francia: i nazisti sotto l&apos;arco di trionfo, brucia londra... di &lt;span class=&apos;ljuser ljuser-name_levyrasputin&apos; lj:user=&apos;levyrasputin&apos; style=&apos;white-space: nowrap;&apos;&gt;&lt;a href=&apos;http://levyrasputin.livejournal.com/profile&apos;&gt;&lt;img src=&apos;http://l-stat.livejournal.com/img/userinfo.gif&apos; alt=&apos;[info]&apos; width=&apos;17&apos; height=&apos;17&apos; style=&apos;vertical-align: bottom; border: 0; padding-right: 1px;&apos; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href=&apos;http://levyrasputin.livejournal.com/&apos;&gt;&lt;b&gt;levyrasputin&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt; &lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Parole&lt;/strong&gt;: 800 (W) &lt;br /&gt;&lt;span style=&quot;font-weight: bold;&quot;&gt;Disclaimer&lt;/span&gt;: di Hidekaz Himaruya.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Avvertimenti&lt;/strong&gt;: E&apos; &lt;em&gt;Axis Powers Hetalia&lt;/em&gt;. Se vi potete ritenere offesi dall&apos;idea, non leggete, grazie^^.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Note&lt;/strong&gt;: &amp;egrave; idealmente il seguito di &lt;a href=&quot;http://imanokimochi.livejournal.com/56487.html&quot;&gt;In a frightful scrawl&lt;/a&gt; (quello non-AU ^^&apos;), ovvero cosa succede dopo la caduta della Francia. Essenzialmente, poco dopo la resa, l&apos;ex-primo ministro mise un gruppo di pi&amp;ugrave; o meno alte cariche dell&apos;esercito (fra cui de Gaulle) su un aereo, diede loro 100,000 franchi d&apos;oro (che probabilmente in una borsa non ci stanno ma non importa) e li sped&amp;igrave; a Londra per continuare la resistenza contro il nuovo governo [&lt;a href=&quot;http://en.wikipedia.org/wiki/Charles_de_Gaulle#Free_French_leader_during_World_War_II&quot;&gt;qui&lt;/a&gt;]. Avrebbe senso, nella mia testa, se avesse dato loro anche la Nazione&amp;deg;&amp;deg;. &lt;br /&gt;La frase finale &amp;egrave; un riferimento a &lt;a href=&quot;http://imanokimochi.livejournal.com/48785.html&quot;&gt;Serrer les coudes&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a name=&quot;cutid1&quot;&gt;&lt;/a&gt;Il rombo del motore copre i suoi singhiozzi e lui non pu&amp;ograve; che esserne grato. Nella piccola cabina dell&amp;rsquo;aereo sono tutti cos&amp;igrave; tesi che, se il pianto della Nazione fosse evidente, potrebbero cedere alla disperazione. Invece, al momento, i loro problemi sono di ordine pratico e su quelli rimangono concentrati; si tratta in fondo di uomini d&amp;rsquo;azione, non sono abituati a piangere o scrivere poesie su ci&amp;ograve; che accade.&lt;br /&gt;Francia, invece, sta gi&amp;agrave; piangendo, e scriverebbe anche cento componimenti, se solo potessero aiutarlo ad affrontare quello che sta succedendo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Uno degli officiali, un generale di brigata un po&amp;rsquo; allungato, da quando sono decollati ha sempre tenuto gli occhi puntati sul finestrino; ogni tanto urla qualche ordine, che viene ripetuto in fretta alla cabina di pilotaggio. Sono tallonati dalla Luftwaffe da quando hanno lasciato Bordeaux; le nuvole li coprono, per il momento, ma non si sa mai quando potrebbero diradarsi, lasciando la visuale libera agli aerei tedeschi. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Francia sa che si stanno lasciando alle spalle il suo territorio, diretti a Londra, come tutti i profughi che fuggono davanti a Germania. Quello che Francia non sa e non riesce ad immaginarsi &amp;egrave; quando riusciranno a tornare a casa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Soffoca un singhiozzo nella mantellina della divisa, sperando che non l&amp;rsquo;abbiano sentito. E&amp;rsquo; sdraiato in fondo all&amp;rsquo;aereo, cos&amp;igrave; vicino al motore che lo sente come si trovasse nella sua testa; il capo comunque gli fa cos&amp;igrave; male che ormai ha smesso di sentire altro, attorno a s&amp;eacute;, e non pu&amp;ograve; fare a meno che concentrarsi sul dolore della sua gente, che lo assale ad ondate.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Se solo l&amp;rsquo;avessero lasciato morire a casa. Se gli avessero permesso di cadere difendendo Parigi, povera splendida citt&amp;agrave;, ora percorsa in lungo e in largo da tedeschi convinti che sia degna solo di essere lo sfondo delle foto delle loro vacanze; se invece di costringerlo a fuggire come un ladro, come un vigliacco, gli avessero permesso di perire eroicamente per ci&amp;ograve; che sempre amato di pi&amp;ugrave; al mondo, come sarebbe stato pi&amp;ugrave; consono.&lt;br /&gt;Ma cosa poteva fare lui, se il boss gli dava in mano una borsa e gli diceva &amp;ldquo;Vai a Londra&amp;rdquo;? Se il generale lo prendeva per mano e lo trascinava via di peso? &lt;br /&gt;Se fosse rimasto in patria, forse avrebbe potuto convincere il nuovo boss, fare qualcosa di utile per la sua gente; invece, hanno deciso gli altri per lui, come sempre.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Spera quasi qualche aereo della Luftwaffe li colpisca, facendoli precipitare; sarebbe pronto a morire, piuttosto di abbandonare la sua terra, cos&amp;igrave; come ha lasciato Parigi dietro di s&amp;eacute; solo nella speranza di poter riorganizzare l&amp;rsquo;esercito e attaccare nuovamente. Ma non ci &amp;egrave; riuscito.&lt;br /&gt;Sicch&amp;eacute; ora, invece di lasciarlo morire per ci&amp;ograve; che ama, lo costringono a continuare a vivere per qualcosa in cui sperano solo loro. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il pensiero gli va involontariamente ad un rogo e a quel giorno di cinquecentonove anni prima; la stagione era la stessa e il dolore anche, per quanto ora sia pi&amp;ugrave; astratto, perch&amp;eacute; non ha nemmeno delle ceneri da stringere fra le mani. In questo momento, piange solo se stesso, perch&amp;eacute; &amp;egrave; ancora vivo. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quando atterrano, il generale viene personalmente a svegliarlo, anche se &amp;egrave; palese che la Nazione non ha affatto dormito. Lo solleva di peso, costringendolo (come fa sempre) ad alzarsi, e lo accompagna fuori, aiutandolo a stare in piedi. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Vicino alla pista di atterraggio, una cinquantina di metri da loro, ci sono Inghilterra ed il suo boss.&lt;br /&gt;Francia si avvicina lentamente, sorretto dal generale; a pochi passi dal gruppetto venuto ad accoglierli (che sembra pronto ad un funerale, con le facce lunghe e i vestiti scuri), la Nazione si stacca dal suo accompagnatore e si erge in tutta la sua altezza da solo. Costringe la propria espressione ad indurirsi, in una copia mal riuscita di quella che sta sul volto di Inghilterra.&lt;br /&gt;E&apos; disperato, ma questo non vuol dire che debba farlo sapere al resto del mondo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Alza un braccio, con pesantezza, e assesta un ceffone all&apos;altra Nazione; il rumore non &amp;egrave; forte come sperava, ma &amp;egrave; sicuro che il messaggio sia arrivato al destinatario. &lt;br /&gt;Inghilterra rigira la testa verso di lui; a parte le cinque dita rosse sul volto, non sembra aver accusato il colpo. Semmai, la determinazione sul suo sguardo &amp;egrave; diventata pi&amp;ugrave; evidente. &lt;br /&gt;Ci pu&amp;ograve; vedere Londra che brucia, ora, Francia, in quegli occhi. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E&apos; scappato nella capitale britannica, ma vi arriva come portatore di brutte notizie; trascina dietro di s&amp;eacute; morte e distruzione che, cos&amp;igrave; come hanno colpito lui, stanno per abbattersi su Inghilterra. &lt;br /&gt;Non c&apos;&amp;egrave; bisogno di chiedere all&amp;rsquo;altra Nazione se &amp;egrave; pronto a morire per ci&amp;ograve; che ama; la sua espressione &amp;egrave; abbastanza loquace.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E&apos; davvero tempo di serrare i ranghi, pensa Francia, quasi con ironia, e collassa subito dopo fra le braccia di Inghilterra e in un pietoso oblio.</description>
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  <pubDate>Mon, 07 Dec 2009 23:25:28 GMT</pubDate>
  <title>[Challenge Masterpost] Moulin Rouge challenge</title>
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  <description>&lt;div style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;&lt;img alt=&quot;&quot; src=&quot;http://img301.imageshack.us/img301/9635/bannermoulinrougepiccol.jpg&quot; /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href=&quot;http://haruka-lantis.livejournal.com/48388.html&quot;&gt;Moulin Rouge challenge&lt;/a&gt; di &lt;span class=&apos;ljuser ljuser-name_haruka_lantis&apos; lj:user=&apos;haruka_lantis&apos; style=&apos;white-space: nowrap;&apos;&gt;&lt;a href=&apos;http://haruka-lantis.livejournal.com/profile&apos;&gt;&lt;img src=&apos;http://l-stat.livejournal.com/img/userinfo.gif&apos; alt=&apos;[info]&apos; width=&apos;17&apos; height=&apos;17&apos; style=&apos;vertical-align: bottom; border: 0; padding-right: 1px;&apos; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href=&apos;http://haruka-lantis.livejournal.com/&apos;&gt;&lt;b&gt;haruka_lantis&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt; &lt;br /&gt; &lt;/div&gt;&lt;table cellspacing=&quot;1&quot; cellpadding=&quot;1&quot; border=&quot;1&quot; style=&quot;width: 490px; height: 78px;&quot;&gt;&lt;tbody&gt;&lt;tr&gt;&lt;td&gt;&lt;strong&gt;Moulin Rouge challenge: tabella 4: [Axis Powers Hetalia] Francia&lt;/strong&gt;&lt;/td&gt;&lt;td&gt;&lt;strong&gt;Fanfic:&lt;/strong&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;&lt;td&gt;The French are glad to die for love&lt;/td&gt;&lt;td&gt;&lt;a href=&quot;http://imanokimochi.livejournal.com/74526.html&quot;&gt;Una borsa e Londra&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;&lt;td&gt;This story is about love&lt;/td&gt;&lt;td&gt;&lt;a href=&quot;http://imanokimochi.livejournal.com/74773.html&quot;&gt;Soliloque&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;&lt;td&gt;The only way of loving me baby / Is to pay a lovely fee&lt;/td&gt;&lt;td&gt; &lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;</description>
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  <category>challenge: moulin rouge</category>
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  <pubDate>Mon, 07 Dec 2009 13:54:22 GMT</pubDate>
  <title>[Axis Powers Hetalia] Qualcosa che inizia per A e il pupazzo di neve</title>
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  <description>&lt;strong&gt;Titolo&lt;/strong&gt;: Qualcosa che inizia per A e il pupazzo di neve&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Rating&lt;/strong&gt;: &lt;span&gt;G&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Genere&lt;/strong&gt;: comico&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Challenge:&lt;/strong&gt;&lt;strong&gt;  &lt;/strong&gt;&lt;a href=&quot;http://michiru-kaiou7.livejournal.com/131281.html&quot;&gt;Calendario dell&apos;avvento, giorno 7&lt;/a&gt; di &lt;span class=&apos;ljuser ljuser-name_michiru_kaiou7&apos; lj:user=&apos;michiru_kaiou7&apos; style=&apos;white-space: nowrap;&apos;&gt;&lt;a href=&apos;http://michiru-kaiou7.livejournal.com/profile&apos;&gt;&lt;img src=&apos;http://l-stat.livejournal.com/img/userinfo.gif&apos; alt=&apos;[info]&apos; width=&apos;17&apos; height=&apos;17&apos; style=&apos;vertical-align: bottom; border: 0; padding-right: 1px;&apos; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href=&apos;http://michiru-kaiou7.livejournal.com/&apos;&gt;&lt;b&gt;michiru_kaiou7&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt; : &amp;quot;Pupazzo di neve&amp;quot;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Personaggi:&lt;/strong&gt; America, Inghilterra, Russia&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Parole&lt;/strong&gt;: 250 (W) &lt;br /&gt;&lt;span style=&quot;font-weight: bold;&quot;&gt;Disclaimer&lt;/span&gt;: di Hidekaz Himaruya.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Avvertimenti&lt;/strong&gt;: E&apos; &lt;em&gt;Axis Powers Hetalia&lt;/em&gt;. Se vi potete ritenere offesi dall&apos;idea, non leggete, grazie^^. Inoltre, sottinteso shonen-ai.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Note&lt;/strong&gt;: il titolo &amp;egrave; (c) &lt;a href=&quot;http://imanokimochi.livejournal.com/51025.html&quot;&gt;&lt;em&gt;Amour violent,&lt;/em&gt;&lt;/a&gt; il puntino marrone &amp;egrave; (c) &lt;a href=&quot;http://community.livejournal.com/bnr_tusl/4351.html&quot;&gt;&lt;em&gt;Kirikaete&lt;/em&gt;&lt;/a&gt;, XD.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a name=&quot;cutid1&quot;&gt;&lt;/a&gt;America sent&amp;igrave; Inghilterra sbuffare ancora, dietro di s&amp;eacute;, e sper&amp;ograve; che prima o poi si sarebbe stufato di stare in piedi in mezzo alla neve a fare niente.&lt;br /&gt;&amp;ldquo;Hai veramente intenzione di continuare a costruire quella roba per tutto il pomeriggio?&amp;rdquo; chiese con tono disperato l&amp;rsquo;altro.&lt;br /&gt;&amp;ldquo;S&amp;igrave;!&amp;rdquo; esclam&amp;ograve; America, rivolgendogli un enorme sorriso e aggiungendo dell&amp;rsquo;altra neve alla base del suo pupazzo. &amp;ldquo;Come vedi la struttura &amp;egrave; pronta, ma mancano tutti i particolari!&amp;rdquo;&lt;br /&gt;&amp;ldquo;Bhe, la sciarpa ce l&amp;rsquo;ha gi&amp;agrave;&amp;hellip;&amp;rdquo; disse lentamente Inghilterra, guardando con sospetto la solitaria decorazione appesa al pupazzo (era anche l&amp;rsquo;unica cosa che faceva capire che era un tentativo di riproduzione della forma umana e non un mucchio di neve qualsiasi).&lt;br /&gt;&amp;ldquo;S-S-S&amp;igrave;, ma mancano ancora tutte le altre!&amp;rdquo; rise America, agitando le braccia. &amp;ldquo;Gli occhi, la carota per il naso, il berretto, qualcosa per le orecchie, i guanti per le mani, il rubinet&amp;hellip;&amp;rdquo;&lt;br /&gt;&amp;ldquo;S&amp;igrave;, s&amp;igrave;, ho capito. Facciamo che me ne torno in albergo e ci vediamo stasera, va bene?&amp;rdquo; sbott&amp;ograve; Inghilterra, interrompendolo.&lt;br /&gt;&amp;ldquo;Ottimo, ottimo!&amp;rdquo; rispose America, sempre agitando le braccia e iniziando a spingerlo verso il cancelletto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Solo quando Inghilterra fu un puntino marrone in fondo alla strada, America smise di ridere e sospir&amp;ograve;:&lt;br /&gt;&amp;ldquo;Pensavo non se ne sarebbe mai andato&amp;hellip;&amp;rdquo; bofonchi&amp;ograve;, staccando di netto la testa del pupazzo di neve.&lt;br /&gt;&amp;ldquo;Lo temevo anche io.&amp;rdquo; annu&amp;igrave; Russia, agitando il capo per togliersi i rimasugli bagnati dai capelli.&lt;br /&gt;&amp;ldquo;Bhe&amp;hellip;&amp;rdquo; rispose America, rivolgendogli un mezzo sorriso che non prometteva nulla di buono. &amp;ldquo;C&amp;rsquo;&amp;egrave; tempo, fino a stasera, no?&amp;rdquo;</description>
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  <category>challenge: calendario dell&apos;avvento</category>
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  <pubDate>Sun, 06 Dec 2009 21:35:30 GMT</pubDate>
  <title> [Axis Powers Hetalia] Love is itself unmoving: and unmoving it is</title>
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  <description>&lt;div style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;&lt;strong&gt;&lt;img src=&quot;http://pics.livejournal.com/imanokimochi/pic/000183cx&quot; alt=&quot;&quot; /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Titolo&lt;/strong&gt;: Love is itself unmoving: and unmoving it is&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Claim&lt;/strong&gt;: UK/USA @ &lt;span class=&apos;ljuser ljuser-name_promptaddicted&apos; lj:user=&apos;promptaddicted&apos; style=&apos;white-space: nowrap;&apos;&gt;&lt;a href=&apos;http://community.livejournal.com/promptaddicted/profile&apos;&gt;&lt;img src=&apos;http://l-stat.livejournal.com/img/community.gif&apos; alt=&apos;[info]&apos; width=&apos;16&apos; height=&apos;16&apos; style=&apos;vertical-align: bottom; border: 0; padding-right: 1px;&apos; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href=&apos;http://community.livejournal.com/promptaddicted/&apos;&gt;&lt;b&gt;promptaddicted&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt; (20 filosofie)&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Prompt&lt;/strong&gt;: 7. Entrambi i lati&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Personaggi&lt;/strong&gt;: UK, USA&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Challenge&lt;/strong&gt;: &lt;a href=&quot;http://michiru-kaiou7.livejournal.com/130918.html&quot;&gt;Calendario dell&apos;avvento, giorno 6&lt;/a&gt; di &lt;span class=&apos;ljuser ljuser-name_michiru_kaiou7&apos; lj:user=&apos;michiru_kaiou7&apos; style=&apos;white-space: nowrap;&apos;&gt;&lt;a href=&apos;http://michiru-kaiou7.livejournal.com/profile&apos;&gt;&lt;img src=&apos;http://l-stat.livejournal.com/img/userinfo.gif&apos; alt=&apos;[info]&apos; width=&apos;17&apos; height=&apos;17&apos; style=&apos;vertical-align: bottom; border: 0; padding-right: 1px;&apos; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href=&apos;http://michiru-kaiou7.livejournal.com/&apos;&gt;&lt;b&gt;michiru_kaiou7&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt; : Il regalo perfetto&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Genere&lt;/strong&gt;: comico-angst^^&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Rating&lt;/strong&gt;: PG&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Avvertimenti&lt;/strong&gt;: E&apos; &lt;em&gt;Axis Powers Hetalia&lt;/em&gt;. Se vi potete ritenere offesi dall&apos;idea, non leggete, grazie^^. Contiene inoltre un paio di parole poco educate da parte di un pirata di fama mondiale^^&apos;.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Conteggio parole&lt;/strong&gt;: 1,368 (W)&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Note&lt;/strong&gt;: &amp;egrave; tutto nato con &amp;quot;facciamo un omake a &lt;em&gt;Love is itself unmoving&lt;/em&gt;! Tanto, anche se non &amp;egrave; finita, non devo mica farci chiss&amp;agrave; che riferimenti!&amp;quot; ed &amp;egrave; finito due ore e mezza dopo e con una massa di angst. Per cui, fa circa parte di &lt;a href=&quot;http://imanokimochi.livejournal.com/tag/fanfic:+love+is+itself+unmoving&quot;&gt;&lt;em&gt;Love is itself unmoving&lt;/em&gt;&lt;/a&gt;, ma diciamo che &amp;egrave; un episodio che averr&amp;agrave; pi&amp;ugrave; avanti, ecco. tl;dr: non vi spoilerate comunque niente.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Tabella&lt;/strong&gt;: &lt;a href=&quot;http://imanokimochi.livejournal.com/41495.html&quot;&gt;QUI&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a name=&quot;cutid1&quot;&gt;&lt;/a&gt;Per un attimo, nei suoi sogni di &lt;em&gt;smashed peas&lt;/em&gt; e chiusura per eccesso di rialzo dell&amp;rsquo;LSE, sembr&amp;ograve; che stesse passando un&amp;rsquo;orda di bufali al galoppo &amp;ndash; rendendo i piselli ancora pi&amp;ugrave; schiacciati e l&amp;rsquo;LSE un po&amp;rsquo; pi&amp;ugrave; irto e spigoloso.&lt;br /&gt;Inghilterra sorrise, tornando a schiacciare la faccia nel cuscino: non c&amp;rsquo;erano bufali, a Londra.&lt;br /&gt;Il rumore per&amp;ograve; persisteva. E sembrava proprio un&amp;rsquo;orda di bufali.&lt;br /&gt;Forse allora era lui, a non essere a Londra?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Terrorizzato, alz&amp;ograve; la testa di scatto, guardandosi attorno. Nonostante il sonno gli offuscasse ancora la vista, gli sembr&amp;ograve; di trovarsi proprio nella sua casa di Londra, in camera da letto.&lt;br /&gt;La veloce sequela di tonfi si fece sentire di nuovo e Inghilterra, afferrando improvvisamente di che cosa si trattava, si lasci&amp;ograve; cadere di nuovo sul materasso, maledicendo il giorno in cui aveva deciso che costruire un impero sarebbe stato divertente.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Alla quarta volta che &amp;ldquo;qualcuno&amp;rdquo; si apprest&amp;ograve; a cercare di abbattere la sua porta d&amp;rsquo;entrata, la Nazione balz&amp;ograve; gi&amp;ugrave; dal letto, afferr&amp;ograve; la propria vestaglia, apr&amp;igrave; la finestra e si sporse fuori:&lt;br /&gt;&amp;ldquo;Cosa diavolo vuoi, hai idea di che ore siano?!&amp;rdquo;&lt;br /&gt;&amp;ldquo;Ehi, Inghilterra!&amp;rdquo; url&amp;ograve; di rimando America, qualche metro pi&amp;ugrave; sotto, con un enorme sorriso stampato in faccia e tutta l&amp;rsquo;euforia di questo mondo, agitando un braccio in segno di saluto, come se l&amp;rsquo;altro non l&amp;rsquo;avesse appena apostrofato a male parole. &amp;ldquo;Fammi entrare, qui fa freddo!&amp;rdquo;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Inghilterra valut&amp;ograve; rapidamente la situazione e si rese conto che, se fosse tornato a letto come desiderava ardentemente fare, America avrebbe abbattuto la porta a forza di tentativi. E lui in quel momento non aveva soldi per comprarne una nuova. &lt;br /&gt;&amp;ldquo;S&amp;igrave;, s&amp;igrave;&amp;hellip;&amp;rdquo; bofonchi&amp;ograve;, arrendendosi e ritirando dentro la testa; si concesse qualche istante, non appena abbassata la finestra, per svegliarsi del tutto e prepararsi psicologicamente ad avere a che fare con America, cosa che ultimamente diventava sempre pi&amp;ugrave; stancante. In ogni senso.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sorvolando sulle formalit&amp;agrave; (tanto, l&amp;rsquo;altro non ci avrebbe fatto minimamente caso), and&amp;ograve; ad aprire in vestaglia.&lt;br /&gt;America stava ancora sorridendo e assomigliava in maniera inquietante a quel sole che, un tempo, non aveva mai tramontato; batteva i piedi sul terreno per scaldarsi ma, dalla maniera in cui si stava divertendo con le nuvolette prodotte dal suo stesso respiro, Inghilterra dedusse che non dovesse avere poi cos&amp;igrave; tanto freddo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&amp;ldquo;Inghilterra!&amp;rdquo; esclam&amp;ograve; e il sorriso sul suo volto sembr&amp;ograve; addirittura allargarsi.&lt;br /&gt;&amp;ldquo;Buongiorno, Am&amp;hellip;&amp;rdquo; la Nazione si interruppe, accorgendosi di due cose che in precedenza dovevano essergli sfuggite, senza dubbio a causa del sonno.&lt;br /&gt;Primo, America aveva un&amp;rsquo;espressione leggermente allucinata e sbatteva le palpebre ad una velocit&amp;agrave; pi&amp;ugrave; alta del normale. Inghilterra scart&amp;ograve; a priori l&amp;rsquo;ipotesi che si fosse drogato &amp;ndash; anche se con i tempi che correvano non poteva esserne poi cos&amp;igrave; certo; facendo due rapidi calcoli, dedusse che il motivo era molto pi&amp;ugrave; semplice: per America era l&amp;rsquo;una di notte e non doveva aver dormito molto, durante il viaggio in aereo fino a Londra, riempiendosi al suo solito di caff&amp;eacute;. &lt;br /&gt;Il che per&amp;ograve; non spiegava perch&amp;eacute; avesse sentito la necessit&amp;agrave; di apparire sulla soglia di casa sua a quell&amp;rsquo;ora e senza preavviso.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La seconda cosa di cui si era accorto Inghilterra era che America aveva di fianco a s&amp;eacute; (lo teneva in piedi con un&amp;rsquo;unica mano, anche se sembrava molto pesante e molto instabile) un enorme oggetto di forma oblunga, impacchettato in carta da imballaggio; dalla maniera disordinata in cui era stato messo il nastro adesivo, probabilmente era stato il ragazzo stesso ad impacchettarlo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&amp;ldquo;Inghilterra!&amp;rdquo; ripet&amp;eacute; America, entusiasta esattamente come quando l&amp;rsquo;aveva detto la prima volta.&lt;br /&gt;&amp;ldquo;America&amp;hellip;&amp;rdquo; rispose Inghilterra, puntando gli occhi sul pacco come se temesse che potesse esplodere da un momento all&amp;rsquo;altro &amp;ndash; o semplicemente arrivargli addosso perch&amp;eacute; l&amp;rsquo;altro l&amp;rsquo;aveva lasciato andare. &amp;ldquo;Cosa diavolo fai qui e che cos&amp;rsquo;&amp;egrave; questa&amp;hellip; cosa?&amp;rdquo;&lt;br /&gt;&amp;ldquo;E&amp;rsquo; il tuo regalo di Natale, Inghilterra!&amp;rdquo;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Si fosse trattato di un&amp;rsquo;ottantina di anni prima, Inghilterra si sarebbe anche potuto commuovere (forse). &lt;br /&gt;Nel 2008, per&amp;ograve;, aveva imparato a sospettare di tutto quello che America gli regalava.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&amp;ldquo;Cos&amp;rsquo;&amp;egrave;?&amp;rdquo;&lt;br /&gt;&amp;ldquo;E&amp;rsquo; una sorpresa, Inghilterra!&amp;rdquo;&lt;br /&gt;&amp;ldquo;In casa mia non ci entra, allora.&amp;rdquo;&lt;br /&gt;America mise il broncio, stringendo a s&amp;eacute; il pacco. &amp;ldquo;Sei sempre il solito, Inghilterra, non sai apprezzare gli sforzi degli altri!&amp;rdquo; poi strinse ancora di pi&amp;ugrave; le labbra, forse pentendosi di qualcosa che aveva detto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Inghilterra sent&amp;igrave; la propria fermezza cedere, appena appena un pochino. Infil&amp;ograve; le mani in tasca e si avvicin&amp;ograve; al pacco con circospezione.&lt;br /&gt;&amp;ldquo;Siccome questo in casa non entra e non mi sembri avere intenzione di lasciarlo qui, ne deduco che rimarrai fuori anche tu&amp;hellip;&amp;rdquo; disse, pensieroso, e vide chiaramente negli occhi di America balenare l&amp;rsquo;idea di sfondare la porta usando come ariete proprio il pacco. &amp;ldquo;Sempre che tu non mi dica che cos&amp;rsquo;&amp;egrave; e in quel caso magari potrei lasciartelo portare dentro.&amp;rdquo; aggiunse in fretta, prima che l&amp;rsquo;idiota potesse seguire il piano assurdo che si aveva appena pensato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&amp;ldquo;Inghilterra, &amp;egrave; un regalo di Natale! Non &amp;egrave; ancora Natale!&amp;rdquo; protest&amp;ograve; America, ritrovando improvvisamente l&amp;rsquo;entusiasmo.&lt;br /&gt;&amp;ldquo;Devi solo dirmi cos&amp;rsquo;&amp;egrave;, lo aprir&amp;ograve; il 24 sera, promesso.&amp;rdquo;&lt;br /&gt;&amp;ldquo;Ma Inghilterra&amp;hellip;&amp;rdquo; si oppose ancora l&amp;rsquo;altro, ma era evidente che non ci stava mettendo molta convinzione.&lt;br /&gt;&amp;ldquo;Dimmi cos&amp;rsquo;&amp;egrave;, avanti.&amp;rdquo; &lt;br /&gt;Non era appena spuntato un sorrisetto sul volto di Inghilterra, assolutamente no.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&amp;ldquo;Va bene!&amp;rdquo; esclam&amp;ograve; America, brandendo il pacco, e nell&amp;rsquo;entusiasmo del momento per poco non si mise anche a scartarlo. &amp;ldquo;E&amp;rsquo; una cosa che render&amp;agrave; il tuo giardino &lt;em&gt;awesome &lt;/em&gt;come non lo &amp;egrave; mai stato!&amp;rdquo;&lt;br /&gt;Inghilterra inizi&amp;ograve; a pentirsi di aver mai detto che l&amp;rsquo;avrebbe tenuto; &lt;em&gt;awesome &lt;/em&gt;ormai rientrava nel suo vocabolario solo in senso ironico.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&amp;ldquo;E&amp;rsquo; l&amp;rsquo;ultima moda in ogni angolo del mondo e mi sembra assurdo che tu non ne abbia una, Inghilterra! Francia ne ha almeno sei, io ne ho cos&amp;igrave; tante che non riesco nemmeno a contarle, Brasile ne ha due, una &amp;egrave; in Germania e una in Norvegia, Giappone ne ha tre e persino Australia&amp;hellip;&amp;rdquo;&lt;br /&gt;&amp;ldquo;Ho capito, ho capito!!&amp;rdquo; url&amp;ograve; Inghilterra, preoccupato che America stesse elencando tutti quegli stati; era inquietante che, ignorando persino la loro posizione geografica, sapesse cosa avevano in casa.&lt;br /&gt;&amp;ldquo;E tu Inghilterra non ne ha nemmeno una.&amp;rdquo; America fece una breve risata, coprendosi la bocca con una mano. &amp;ldquo;Ma l&amp;rsquo;eroe &amp;egrave; venuto a salvarti, non temere! Eccone una tutta per te, scala 1:25!&amp;rdquo;&lt;br /&gt;&amp;ldquo;Sca&amp;hellip; Scala 1:25?&amp;rdquo; ripet&amp;eacute; Inghilterra, spaesato e sempre pi&amp;ugrave; terrorizzato. Quella roba era alta almeno 11 piedi, quanto grosso doveva essere l&amp;rsquo;originale?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quant&amp;rsquo;&amp;egrave; che ne aveva ancora Francia, di quelle cose?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&amp;ldquo;NO.&amp;rdquo; rugg&amp;igrave; Inghilterra, allargando le braccia e parandosi davanti alla porta. &amp;ldquo;Quella roba non entrer&amp;agrave; MAI in casa mia! MAI!!&amp;rdquo;&lt;br /&gt;&amp;ldquo;Ma&amp;hellip; Ma Inghilterra, non sai nemmeno cosa&amp;hellip;&amp;rdquo;&lt;br /&gt;&amp;ldquo;Mi hai preso per scemo?! Ho capito benissimo! Non porterai orribile design francese in casa mia, soprattutto contando che&amp;hellip; Cosa&amp;hellip; Comm&amp;hellip;&amp;rdquo; la voce della Nazione, che aveva iniziato urlando, scese di volume, fino a diventare un sussurro raccapricciato. &amp;ldquo;&amp;hellip;Memora&amp;hellip;&amp;rdquo; termin&amp;ograve;, abbassando gli occhi al pavimento; poi, improvvisamente, si gir&amp;ograve; su se stesso e corse dentro casa, chiudendosi la porta alle spalle.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&amp;ldquo;No, In&amp;hellip;&amp;rdquo; America rimase per qualche secondo senza parole. Si riprese in fretta, comunque, e inizi&amp;ograve; a battere di nuovo sulla porta. &amp;ldquo;Inghilterra, non te la prendere! L&amp;rsquo;ho fatta per te, Inghilterra! Avanti, apri, Inghilterra!&amp;rdquo;&lt;br /&gt;&amp;ldquo;Stai zitto, sveglierai i vicini! Tornatene a casa! Tu e la tua stupida statua!&amp;rdquo; gli rispose l&amp;rsquo;altro, tappandosi le orecchie con le mani, mentre si schiacciava contro la porta per opporre tutta la resistenza possibile.&lt;br /&gt;&amp;ldquo;Inghilterra, sei proprio un cretino!&amp;rdquo; strill&amp;ograve; America a voce ancora pi&amp;ugrave; alta. &amp;ldquo;Io l&amp;rsquo;ho fatto per te! Volevo che ce ne fosse una da entrambi i lati dell&amp;rsquo;Atlantico!&amp;rdquo;&lt;br /&gt;&amp;ldquo;CE N&amp;rsquo;E&amp;rsquo; GIA&amp;rsquo; UNA DA ENTRAMBI I LATI DELL&amp;rsquo;ATLANTICO!&amp;rdquo; rugg&amp;igrave; Inghilterra, riaprendo la porta di scatto, paonazzo in volto. &amp;ldquo;Credi quel quell&amp;rsquo;altro bastardo non me lo ricordi sempre?!&amp;rdquo; aggiunse, ansante e fuori di s&amp;eacute; all&amp;rsquo;idea che America volesse veramente regalargli una Statua della Libert&amp;agrave; da mettere in giardino.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&amp;ldquo;S&amp;igrave;, Inghilterra, ma&amp;hellip;&amp;rdquo; mormor&amp;ograve; l&amp;rsquo;altro.&lt;br /&gt;&amp;ldquo;Niente ma. Vai a casa, America.&amp;rdquo; rispose Inghilterra, sentendosi improvvisamente molto stanco; si pass&amp;ograve; una mano sul volto, provando il terribile bisogno di mettere le mani su del the.&lt;br /&gt;&amp;ldquo;Tu vedi sempre quello che vuoi vedere, delle cose, Inghilterra.&amp;rdquo; sussurr&amp;ograve; America, amareggiato.&lt;br /&gt;&amp;ldquo;Tu non vedi nemmeno quello, America. Ti auguro una buona giornata.&amp;rdquo; rispose con risentimento l&amp;rsquo;altra Nazione e chiuse di nuovo la porta dietro di s&amp;eacute;, questa volta definitivamente.</description>
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